La Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta ha riconosciuto Cervia per il quarto anno consecutivo come la città più virtuosa d’Italia su oltre 180 considerate. Ecco perché, in quest’intervista di Moveo all’assessore Mirko Boschetti
Cosa vuol dire costruire un comune a misura di bicicletta? O meglio a misura di ciclisti non professionisti, che vogliono vivere la propria quotidianità in bici? Se lo è chiesto – e soprattutto ha saputo dare una risposta soddisfacente – Cervia, comune di 30mila abitanti in provincia di Ravenna. Secondo l’ultima edizione di FIAB-ComuniCiclabili, che valuta e attesta l’impegno dei territori italiani nel promuovere la ciclabilità come modello di mobilità sostenibile, Cervia si conferma per il quarto anno consecutivo tra le città più virtuose d’Italia sul tema, anche grazie al completamento recente della ciclabile sul lungomare di Milano Marittima fino alla XIX Traversa. Così la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta l’ha promossa da 4 a 5 bike smile, il punteggio massimo raggiungibile in relazione ai 180 comuni che hanno aderito all’iniziativa e che fanno parte di questo network. Moveo ha intervistato Mirko Boschetti, assessore del Comune di Cervia, per approfondire le qualità che hanno reso la città una delle più virtuose nella promozione urbana dell’uso della bici.
Cervia “capitale” della ciclabilità italiana: da dove nasce questo risultato?
Una lunga pianificazione, un’attenzione alle sovvenzioni europee in materia, una progettazione strategica. L’assessore riassume così i caratteri fondanti di questo riconoscimento:
«Cervia è una città che già da molti anni tratta il tema della ciclabilità in maniera seria, investendo anno dopo anno nell’aumentare i chilometri di percorsi protetti per i ciclisti. Da anni partecipa per esempio anche a progetti europei che hanno come scopo quello di implementare i percorsi ciclabili potenziando la mobilità lenta. Quest’anno è stato inoltre approvato all’unanimità anche il PUMS, un documento necessario per l’evoluzione di azioni orientate a migliorare l’efficacia e l’efficienza del sistema della mobilità e la sua integrazione con l’assetto e gli sviluppi urbanistici e territoriali»
Sicuramente la conformazione del territorio e la grandezza relativa del comune sono stati d’aiuto:
«A differenza di altri piccoli comuni della Costa, Cervia ha un entroterra, delle pinete e dei lungomari che si prestano a percorsi ciclabili. Poi ha visto un susseguirsi di amministrazioni comunali che hanno creduto fortemente nell’importanza di una città sempre più a misura di biciclette, sia per renderla più sicura per chi ci abita, sia più accogliente per chi viene a visitarla. Cervia così è passata da un’estensione iniziale di 17 chilometri di ciclabili nel 2007 a più di 40 chilometri attuali»
Come avete affrontato la questione sicurezza?
Uno dei temi più delicati da affrontare nella pianificazione delle piste ciclabili è la tutela della sicurezza dei ciclisti che dovranno percorrerle. Per questo, Boschetti spiega che sono state prese delle misure ad hoc:
«Negli anni abbiamo avviato percorsi scolastici utili a sensibilizzare anche i bambini sul tema e su come usare la bicicletta in modo sicuro. Sono però convinto che ridurre il numero di auto circolanti sul nostro territorio, potenziando i parcheggi scambiatori e l’utilizzo di mezzi alternativi all’automobile, porti conseguentemente ad aumentare la sicurezza stradale anche per chi gira in bicicletta»
Avete dei modelli stranieri a cui vi siete ispirati?
L’assessore spiega che i riferimenti sono molti, anche se poi Cervia ha preso una strada autonoma. Soprattutto, è stato utile organizzare l’offerta di mobilità dolce anche in funzione delle aspettative dei visitatori stranieri:
«Sono tante le città europee che sul tema “ciclabili” hanno da insegnare. Conseguentemente i turisti che vengono a Cervia dal nord Europa o dalla Germania si aspettano di poter avere servizi all’altezza, anche dal punto di vista dei percorsi ciclabili. Cervia è una città profondamente europeista anche da questo punto di vista, e quindi ha investito di conseguenza molto impegno e risorse»
Intermodalità: quali altri mezzi si legano alle bici?
«Cervia qualche anno fa si è dotata tramite bando di un servizio di monopattini a noleggio. Pensiamo di rivedere nei prossimi mesi la convenzione, perché soprattutto sul tema posteggio ha mostrato qualche criticità, magari integrandola anche con un servizio di bici a noleggio che attualmente manca sul nostro territorio»
Quali sono i prossimi progetti per questo settore?
Una delle forze di Cervia è stato impostare un percorso di lungo periodo e quindi pianificare l’evoluzione dell’offerta cittadina per chi vuole usare la bicicletta. L’assessore Boschetti descrive quali saranno i prossimi step lungo questo percorso evolutivo:
«Vogliamo continuare nella strada tracciata, aumentando i percorsi ciclabili. Nei prossimi anni vorremmo completare in particolare il percorso ciclabile che renderà possibile percorrere il lungomare di Pinarella e Tagliata in completa sicurezza, completare con fondi PNC l’Anello del Sale, che permetterà ad un ciclista di partire dal centro di Cervia e andare nelle Saline connettendolo anche con altri paesi in campagna. E infine ultimare il percorso ciclabile sull’argine del fiume Savio: al termine di questa legislatura, un turista alloggiato a Milano Marittima potrà andare in bicicletta fino a Cesena e viceversa percorrendo tutto l’argine del Savio, in un tracciato protetto e ordinato, immerso nella natura»








