È durata appena un paio di mesi la denominazione “Le Breuil”: il Comune di Valtournenche ha fatto dietrofront, ripristinando il toponimo Le Breuil-Cervinia. Ma perché la questione del nome di Cervinia è arrivata all’attenzione nazionale? Come spiegano gli esperti di marketing si tratta di un aspetto fondamentale nel richiamo del brand turistico.

Nelle scorse ore è arrivata l’ufficialità: il sindaco Elisa Cicco e il presidente della Regione, al termine di un incontro, hanno deciso di avviare le procedure per ripristinare il doppio nome della celebre località turistica.
Il cambio aveva allarmato gli operatori turistici pronti ad accogliere gli appassionati dei weekend sulla neve e i turisti che scelgono la località per le festività natalizie, attratti dalle numerose offerte dello skipass giornaliero e stagionale del comprensorio alpino.

Perché Cervinia avrebbe dovuto cambiare nome?

L’iter per la procedura del cambio nome di Cervinia era partito nel lontano 2011, da una richiesta dell’Agenzia delle Entrate per facilitare la gestione dell’anagrafe fiscale dei contribuenti. Il percorso burocratico è stato lungo e accidentato, ma nell’aprile 2023 la giunta comunale aveva approvato il provvedimento, ratificato a settembre 2023: cambio del nome da Le Breuil-Cervinia a Le Breuil. La nuova denominazione avrebbe dovuto sostituire quella attribuita nel 1934, durante il fascismo: meno amata di quella tradizionale è però diventata un marchio conosciuto in tutto il mondo.
Adesso, appena qualche ora fa, il dietrofront sul provvedimento che seda la polemica scoppiata ai piedi del Cervino.

Il dietrofront

A dire il vero in pochi si sono accorti degli effetti del cambio di nome da Cervinia-Le Breuil a Le Breuil: troppo poco il tempo di durata della denominazione che ripristinava quella tradizionale.  Alla querelle hanno messo fine le parole del sindaco Cicco dopo la riunione con il presidente di Regione, Testolin: «Al termine del confronto abbiamo deciso di avviare l’iter per la modifica del toponimo. La toponomastica fa parte della cultura e della ricerca storica dei nomi, ma nessuno voleva cancellare il nome Cervinia: è il nostro marchio, il nostro brand con cui siamo conosciuti in tutto il mondo».

Cervinia: un brand internazionale nell’industria del turismo

Il cambio di nome di Cervinia, come hanno sottolineato gli esperti, è una questione che riguarda non tanto la politica quanto gli aspetti di marketing turistico. Lo spiega così Massimo Feruzzi, ad di Jfc, società di consulenza specializzata in marketing territoriale: «In ambito turistico cambiare il brand è il più grande errore che una destinazione possa fare, perché letteralmente sparisce dal mercato turistico».

Un’azione del genere ha un costo stimato, secondo Feruzzi, di 25 milioni di euro da investire in un quinquennio sul solo sul mercato italiano, per dare visibilità a una destinazione turistica nei fatti ignota a tutti. Nello specifico, poi, Cervinia ha un richiamo di respiro internazionale, dal momento che – secondo una rilevazione del 2019 – le presenze di turisti stranieri sono il doppio di quelle italiane. Il suo nome nel mondo è sinonimo di bellezze naturali e di un comprensorio sciistico senza uguali, godibile in tutti i suoi aspetti con i pacchetti dello skipass Valtournenche.

In conclusione, cambiare il nome a Cervinia avrebbe significato cancellarne la sua identità, rendendo molto più complicata la promozione di una destinazione che fruisce già di un marchio ampiamente consolidato.