L’Europa pedala sempre di più: secondo l’Indice Eco-Counter 2025 cresce l’uso della bicicletta in quasi tutti i Paesi. Il Belgio guida la classifica, ma l’Italia sorprende con un aumento sopra la media europea.
Negli ultimi anni la bicicletta è uscita dal recinto degli appassionati per diventare un mezzo di trasporto quotidiano, economico e sostenibile. Le due ruote in città si fanno largo tra auto e mezzi pubblici. Ma chi, in Europa, pedala davvero di più? L’Indice Eco-Counter 2025 — che ha monitorato il traffico ciclistico in dodici Paesi europei — racconta un continente che ha riscoperto la bici come strumento di mobilità sostenibile e libertà. E per l’Italia, la notizia è sorprendente: pur con infrastrutture ancora limitate, il nostro Paese cresce più della media europea.
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L’Europa pedala sempre di più: +5% in un solo anno
Tra gennaio e giugno 2025 l’uso della bicicletta in Europa è aumentato in media del 5% rispetto allo stesso periodo del 2024. È un incremento che conferma un cambiamento culturale in atto: la bici non è più un vezzo ecologista, ma una scelta quotidiana.
A crescere di più sono gli spostamenti nei giorni feriali (+6%), segno di un uso sempre più orientato al tragitto casa-lavoro o casa-scuola. Anche nei fine settimana si registra un lieve ma significativo aumento (+2%), indice che la bici resta una compagna del tempo libero.
Si pedala dunque di più e con maggiore regolarità, anche grazie a politiche pubbliche che, in molti Paesi europei, hanno trasformato la mobilità urbana. Piste ciclabili, incentivi fiscali come il Bonus Biciclette, piani nazionali di ciclabilità: i governi investono, e i cittadini rispondono.
Belgio, Irlanda e Francia guidano la corsa
Sul podio europeo della pedalata svettano tre Paesi: Belgio, Irlanda e Francia.
Il Belgio è il vero campione del 2025, con un incremento del +14,55%. Il Paese si prepara al lancio di BeCyclist 2.0, un nuovo piano nazionale che punta a un sistema ciclabile integrato e coordinato. Prevista l’introduzione dell’obbligo di registrazione per le nuove biciclette, incentivi fiscali uniformi e migliori infrastrutture nei nodi ferroviari. Obiettivo: trasformare la bici in un pilastro della mobilità urbana e del turismo sostenibile.
L’Irlanda segue a ruota con un +13,65%, frutto di una visione a lungo termine. Il suo National Cycle Network Plan prevede la realizzazione di 3.500 km di corridoi ciclabili sicuri, collegando 200 città e villaggi. Un progetto da 677 milioni di euro che servirà 2,8 milioni di persone e ridisegnerà la mobilità dell’isola entro il 2030.
La Francia, con un solido +9,9%, conferma il trend di crescita innescato durante la pandemia. Dal 2019 i Piani Nazionali per la Bicicletta hanno rafforzato le infrastrutture urbane e sostenuto l’acquisto di bici elettriche. Anche il meteo, nella prima metà del 2025, ha giocato a favore: un inverno mite ha reso più facili gli spostamenti su due ruote.
Tre Paesi, tre modelli di successo diversi, ma accomunati da una convinzione: investire sulla bici conviene, economicamente e socialmente.
L’Italia sorprende: cresce più della media europea
E l’Italia? Nonostante un contesto spesso poco favorevole alla mobilità ciclabile, il nostro Paese cresce più della media. Tra il primo semestre 2024 e lo stesso periodo del 2025, l’uso della bici è aumentato del 5,65%, contro una media europea del 5%.
Il dato più interessante riguarda i giorni feriali, con un’impennata del +9,34%. Gli italiani pedalano sempre di più per andare al lavoro o a scuola, spinti forse dai prezzi del carburante, da una maggiore consapevolezza ambientale e da piccole, ma significative, iniziative locali. Senza dimenticare come i servizi di mobilità condivisa, come il bike sharing, abbiano dato ulteriore impulso alla diffusione delle due ruote in città.
C’è però un rovescio della medaglia: nei weekend si registra un leggero calo (–0,97%). Segno che la bici è vista meno come attività ricreativa e più come mezzo funzionale. Un cambiamento culturale, certo, ma che riflette anche la mancanza di infrastrutture adeguate al cicloturismo in Italia e percorsi sicuri fuori dai centri urbani.
Il risultato resta comunque positivo: sesto posto nella classifica europea, davanti a Paesi storicamente più “ciclabili”. E tutto questo, come sottolinea Eco-Counter, “in un contesto urbano generalmente sfavorevole”. Anche dal punto di vista della sicurezza dei ciclisti.
La classifica dei dodici Paesi
Ecco dunque la classifica finale dei Paesi europei in cui la bici è più diffusa, secondo l’indice Eco-Counter 2025:
- Belgio;
- Irlanda;
- Francia;
- Portogallo;
- Svezia;
- Italia;
- Finlandia;
- Regno Unito;
- Germania;
- Austria;
- Spagna;
- Polonia.
Dal boom post-pandemia a un cambiamento strutturale
Per capire davvero il fenomeno in Italia, bisogna guardare un po’ indietro. Dal 2019 a oggi, il traffico ciclistico europeo è cresciuto in media dell’8%. Il 2020 aveva segnato un picco eccezionale, complice la pandemia e la riscoperta degli spazi aperti. Poi c’è stata una lieve flessione, ma i numeri sono rimasti stabilmente più alti rispetto al periodo pre-Covid.
L’uso della bici è dunque entrato nelle abitudini quotidiane. In molti Paesi, le amministrazioni locali hanno colto l’occasione per rendere permanenti le piste ciclabili “temporanee” nate in emergenza. In altri, come l’Italia, il processo è più lento ma non si è fermato. Le città che hanno investito — Milano, Bologna, Torino, Firenze — mostrano già risultati incoraggianti, con flussi ciclistici in costante aumento.








