Nella vasta giungla dello Yucatán, nel sud-est del Messico, si erge uno dei siti archeologici più iconici e misteriosi del mondo antico: Chichén Itzá. Questa antica città fu uno dei centri urbani più importanti della civiltà Maya, e il suo fascino continua a catturare l’immaginazione dei viaggiatori moderni.

Se Tulum sta emergendo come una delle destinazioni migliori per il turismo 2024, il resto del Messico non è da meno: spiagge fantastiche, tra cui Playa Balandra, riserve naturali come Sian Ka’An e, sopratutto, le tante rovine Maya che, presto, saranno raggiungibili anche tramite ferrovia grazie alla nuova linea Tren Maya. Tra queste rovine spicca Chichén Itzá.

Cos’è Chichén Itzá?

Oggi, Chichén Itzá è un importante sito archeologico, ma un tempo fu una delle città più significative e influenti della civiltà Maya, fiorendo tra il VI e il XII secolo d.C. Fu un centro politico, religioso e commerciale, con una popolazione che si stima raggiungesse le decine di migliaia di abitanti durante il suo periodo di massimo splendore.

Il nome “Chichén Itzá” può essere tradotto approssimativamente come “alla bocca del pozzo degli Itzá“, facendo riferimento alla presenza di pozzi naturali chiamati “cenote” che erano considerati sacri dai Maya. “Itzá“, invece, fa riferimento ai mitici fondatori della città, chiamati propria Itzá, ovvero “streghe dell’acqua”.

Cosa vedere a Chichén Itzá

Il sito è noto per le sue eccezionali architetture, molte delle quali dimostrano le sofisticate conoscenze astronomiche e matematiche dei Maya. Nel 1988 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO ed è considerato una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno. Tante sono le strutture che ne fanno parte, vediamo quali sono quelle assolutamente da non perdere.

La Piramide di Kukulcan (El Castillo)

La prima cosa da vedere Chichén Itzá è la Piramide di Kukulcan, probabilmente l’immagine più iconica del sito.

Questa piramide a gradoni domina il paesaggio. Fu costruita tra l’XI ed il XIII secolo  sopra un tempio precedente e al suo interno si trova un fantastico trono a forma di giaguaro, tutto dipinto di rosso, le cui macchie sono state riprodotte con pezzi di giada.

La piramide fu voluta per onorare il dio serpente piumato Kukulcan, ed è un capolavoro architettonico che riprende il calendario maya. Infatti, durante gli equinozi di primavera e autunno, l’ombra della piramide crea l’illusione di una serpe che scende lungo la scalinata nord, un fenomeno che attira migliaia di visitatori ogni anno.

Il Campo del gioco della Palla

A Chichén Itzá sono stati ritrovati ben sette campi per il gioco della Palla, ma ce n’è uno, poco distante dal Castillo, che è il più grande di tutta il mesoamerica: 166 metri per 68, chiuso da mura alte 12 metri.

Molto particolari sono gli intagli presenti nei muri interni che mostrano scene di gioco, tra cui anche quella di un giocatore decapitato, dalla cui testa mozzata partono sette fiotti di sangue, sei dei quali si trasformano in serpenti, mentre quello centrale in albero.

Il Cenote Sacrifical di Chichén Itzá (Cenote Sagrado)

Questo cenote sacro, un pozzo naturale, veniva utilizzato per i sacrifici umani e di oggetti preziosi come offerte agli dei dell’acqua. Oggi è possibile visitare il cenote e ammirarne la maestosità naturale.

Il Tempio dei Guerrieri (Templo de los Guerreros)

Questo complesso di templi e piramidi è un altro esempio impressionante dell’architettura Maya. È composto da una grande piramide a gradini affiancata da file di colonne intagliate a forma di guerriero, con tanto di elmi e piume.

L’Osservatorio (El Caracol)

Questa struttura circolare è stata utilizzata come osservatorio astronomico dai Maya. La sua particolare forma e l’orientamento delle sue finestre sembrano essere stati progettati per osservare determinati eventi astronomici, come le fasi della luna e i movimenti planetari, legati al culto di Kukulkan.

Il nome, “Caracol“, ovvero “chiocciola”, si deve alla presenza di una scala interna a spirale.

Grotte di Balankanche

Un’altra cosa da vedere a Chichén Itzá si trova pochi chilometri al di fuori della zona archeologica. Qui si snoda una rete di grotte che i Maya consideravano sacre.

Al di là del fascino naturalistico, vale la pena visitarle per la grande quantità di statuine e ceramiche adagiate ancora nella stessa posizione in cui furono lasciate dagli antichi abitanti precolombiani.

Come raggiungere Chichén Itzá dall’Italia

Chichén Itzá è una destinazione imperdibile per chiunque sia interessato alla storia, alla cultura e all’archeologia Maya. Esplorare le antiche rovine offre un’opportunità unica per capire di più sui segreti di una delle civiltà antiche più affascinanti.

Per raggiungere Chichén Itzá dall’Italia, il modo più semplice è prenotare un volo via app e atterrare a Cancún. Da qui, si può procedere prendendo un autobus o noleggiando un’auto per guidare fino al sito archeologico.

Una volta a Chichén Itzá, è possibile esplorare il sito a piedi in autonomia. Tuttavia, una visita in compagnia di una guida certamente offre una migliore comprensione della storia di queste imponenti strutture.