Mentre i servizi di bike sharing sono ormai una realtà nelle città italiane, la bicicletta sta diventando sempre più protagonista anche nel mondo dei viaggi e delle vacanze. Ma chi sono coloro che scelgono il cicloturismo? Che abitudini hanno? E il territorio italiano è in grado di rispondere alle loro necessità? A dircelo è report “Viaggiare con la bici 2024”.

Realizzato dall’ISNART (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) e Legambiente, in collaborazione con l’agenzia Bikenomist, “Viaggiare con la bici 2024” è stato presentato al Forum del Cicloturismo, durante la Fiera del Cicloturismo tenutasi a Bologna nei giorni scorsi.

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I dati del report “Viaggiare con la bici 2024”

Se già l’edizione 2023 segnava una crescita del cicloturismo, il report di quest’anno conferma ulteriormente la tendenza. Il turismo su due ruote è trainato soprattutto dalla richiesta sempre più frequente di viaggi esperienziali, turismo attivo e outdoor.

Sebastiano Venneri, responsabile nazionale Legambiente turismo, descrive il cicloturismo come «una rivoluzione gentile ma disordinata»: gentile, perché la bicicletta richiede lentezza ed è un mezzo di mobilità sostenibile; disordinata, perché si colloca in un contesto generale in cui il turismo slow non è ancora dominante e perché l’Italia non ha ancora un’infrastruttura stradale che tuteli la sicurezza dei viaggiatori su due ruote. Nonostante ciò, il report mostra come il cicloturismo abbia segnato 57 milioni di presenze nel 2023, pari al 6,7% del totale delle presenze turistiche in Italia. Un numero che non solo ci riporta ai livelli pre-pandemici, ma addirittura li supera, con una crescita del 4% rispetto al 2019.

Da un punto di vista economico, questi numeri si traducono in 5,5 miliardi di euro, un giro d’affari che vede un aumento del 35% rispetto al 2022 e del 19% rispetto al 2019, anno record per il turismo in Italia.

Chi è il cicloturista del 2024

Proviamo a tracciare l’identikit di chi sceglie di viaggiare in bicicletta.

Per prima cosa, è un viaggiatore con un alto potenziale di spesa: nel 2023, ha speso in media 95 euro al giorno (per i turisti stranieri la cifra sale a 104,5 euro), contro i 60 euro scarsi dei turisti generici.

Il cicloturista spende volentieri per le attività (circa 36 euro), per le attrezzature (28 euro) e per l’abbigliamento (18 euro). La voce di spesa maggiore, tuttavia, è il viaggio stesso. A differenza del turista generico, però, il cicloturista spende meno per alloggio e ristorazione (50,4% della spesa totale contro una media del 56%), pur dedicando una quota maggiore a prodotti enogastronomici locali. Inoltre, da molta importanza ai servizi legati al benessere, come le saune.

A proposito dell’alloggio, il cicloturista medio preferisce l’albergo (36% del campione di “Viaggiare con la bici 2024”) oppure i B&B (20%). I suoi soggiorni sono più lunghi rispetto a quelli degli altri turisti, tra 7 e 13 notti, e un buon 15% del campione dichiara di fermarsi addirittura dalle 2 settimane a 1 mese.

È prevalentemente uomo e giovane: il 47% del campione è costituito da Millennials, mentre l’11 da Gen Z. Viaggia spesso in compagnia, sia con famiglia o partner, ma anche con gli amici. I suoi interessi turistici sono trasversali: arte, natura, cultura enogastronomia e anche benessere fisico e spirituale. Come prevedibile, però, una volta a destinazione, il suo desiderio principale è fare escursioni e gite in bicicletta, ma non disdegna altre attività sportive come il trekking.

Il cicloturismo come opportunità di sviluppo economico

Al di là dei meri dati statistici, il report “Viaggiare con la bici 2024” rappresenta uno strumento utile per quelle amministrazioni che vogliono aumentare l’attrattività turistica del proprio comune.

Come abbiamo visto, infatti, il cicloturista è una persona ben disposta a spendere per seguire la sua passione. Ciò significa, quindi, che il cicloturismo è un tipo di turismo altamente desiderabile per qualsiasi destinazione, perché porta con se ricchezza.

Al momento, il report indica Temù (Brescia), Dobbiaco (Bolzano) e Tuoro sul Trasimeno (Perugia) come i comuni più capaci di attirare chi pratica cicloturismo, mentre le regioni più accoglienti sono Trentino-Alto Adige, Abruzzo, Lombardia, Veneto, Toscana, Marche ed Emilia Romagna.

In ogni caso, tutto il territorio nazionale abbonda di incantevoli ciclovie: le ciclovie d’acqua, la Ciclovia dei Parchi, la Ciclovia del Sole o la Ciclopedonale Puccini (che ha vinto l’Oscar del Cicloturismo 2023) sono solo alcuni esempi. E molte altre sono in via di sviluppo.

Tuttavia, per attrarre questo genere di viaggiatore è indispensabile investire in infrastrutture e servizi che garantiscano l’esperienza di vacanza ideale, con particolare attenzione alle attività e ai prodotti sportivi. In più, non va dimenticato che, sebbene sia più frequente durante il periodo estivo, esiste anche il cicloturismo invernale, una nicchia di mercato che nasconde ulteriori opportunità.