Circondato dalle colline dell’entroterra marchigiano e affacciato sull’alta valle del Musone, Cingoli – il “Balcone delle Marche” – è candidato al titolo di “Borgo dei Borghi 2026”.
Tra i borghi in corsa per il titolo di “Borgo dei Borghi 2026“, trasmissione all’interno del programma “Kilimangiaro” in onda su Rai 3 e condotto da Camila Raznovich, c’è anche Cingoli, in provincia di Macerata. Un’iniziativa che negli anni ha valorizzato località meno note, promuovendo un turismo attento e sostenibile.
Questa perla marchigiana, conosciuta come il “Balcone delle Marche” per la sua posizione panoramica, sfiderà altre realtà, come Nemi, Spilimbergo, Canossa e Châtillon. Cingoli domina infatti un paesaggio ampio e suggestivo, tra colline, boschi e scorci che arrivano fino al mare nelle giornate più limpide. Un borgo cinto quasi interamente da mura, che conserva tracce di epoche diverse e un’identità ancora fortemente legata alla propria storia.
Cingoli, la storia del borgo “balcone delle Marche”
Il nome Cingoli deriva dal latino “cingulum”, termine che richiama l’idea di una sporgenza rocciosa o di un ripiano che si affaccia sul versante di un monte, una definizione che descrive bene la sua posizione geografica.
Il territorio era abitato già dal IX secolo a.C. da popolazioni picene. Nel III secolo a.C. viene fondata Cingulum nell’area dell’attuale Borgo San Lorenzo. Nel 60 a.C. la città viene restaurata e fortificata a proprie spese da Tito Labieno, luogotenente di Cesare in Gallia; in età augustea diventa municipium della tribù Velina, all’interno della Regio V Picenum.
Nel VI secolo si ha notizia della presenza di una diocesi guidata dal vescovo Esuperanzio, in un periodo segnato anche dalle devastazioni dei Goti e dei Longobardi. Nella seconda metà del XII secolo Cingoli diventa libero comune, vivendo una fase di vivacità economica e culturale. Alla fine del Quattrocento entra stabilmente nello Stato Pontificio e nel corso del Cinquecento conosce un ulteriore sviluppo urbanistico.
Nel 1725, con il ripristino della cattedra vescovile, la città vede crescere il numero di chiese e palazzi, molti dei quali rinnovati secondo il gusto barocco dell’epoca. Nel 1829 un esponente di una nobile famiglia locale, Francesco Saverio Castiglioni, diventa papa con il nome di Pio VIII. Nel 1861 Cingoli entra a far parte del Regno d’Italia.
Cosa fare e cosa vedere a Cingoli e dintorni
Il centro storico di Cingoli è racchiuso da una cinta muraria quasi completamente intatta. Passeggiando tra le vie tranquille si incontrano palazzi storici, chiese e scorci panoramici che raccontano il passato del borgo. Il Palazzo Comunale custodisce, tra le altre opere, la “Madonna del Rosario” di Lorenzo Lotto.
Tra le porte di accesso al borgo si distinguono Porta Piana e Porta dello Spineto. Corso Garibaldi conduce verso piazza Vittorio Emanuele II, dove si affaccia la Cattedrale di Santa Maria Assunta, al momento inagibile a seguito del sisma del 2016. Poco distante dal centro si trova la Chiesa collegiata di Sant’Esuperanzio, fondata nel XII secolo, insieme al santuario di Santa Sperandia.
Il patrimonio archeologico è conservato nel Museo archeologico statale, con reperti che vanno dalla preistoria all’età ellenistico-romana. Nei dintorni, il territorio offre percorsi naturalistici tra boschi e aree di pregio come la Macchia di Tassinete e il Bosco di Montenero. Sempre nel comune si estende il lago di Castreccioni, uno dei più importanti invasi artificiali delle Marche.
E con la cucina italiana Patrimonio UNESCO, non si possono non provare le tradizioni gastronomiche del borgo. Qui si coltiva la Mignola, varietà di olivo da cui si ottiene un olio apprezzato per la sua qualità. La cucina locale propone piatti come i calcioni e la pizza di formaggio, salumi come il ciauscolo e dolci tipici tra cui il serpe.
Come arrivare a Cingoli
Cingoli è raggiungibile in auto percorrendo l’A14 Bologna-Taranto, con uscita ad Ancona Nord. Da qui si prosegue lungo la superstrada in direzione Jesi-Roma, uscendo per Cingoli e continuando sulla provinciale Jesi-Cingoli. Per chi viaggia abitualmente in autostrada può essere utile appoggiarsi a servizi di telepedaggio per agevolare il transito ai caselli.
In treno il riferimento è la stazione di Falconara Marittima, collegata sia con Ancona sia con Jesi. Da Falconara si può proseguire in autobus verso Jesi e poi fino a Cingoli. Lo scalo più vicino è l’aeroporto di Ancona, a circa 35 chilometri dal borgo.








