Citroën immagina una monovolume compatta che cambia funzione in base alla giornata. ELO nasce come concept car e mette al centro un’idea precisa: se lo spazio a bordo è progettato bene, l’auto può diventare un luogo dove stare, non solo un mezzo per muoversi. La lunghezza resta contenuta (4,10 metri), ma l’impostazione elettrica e la scelta di volumi da minivan permettono di lavorare su abitabilità e accessibilità con una libertà che, su una piattaforma tradizionale, sarebbe difficile replicare.

Il risultato che viene fuori dalla concept car della Citroën ELO è una proposta volutamente fuori dagli schemi: fino a sei posti, porte opposte senza montante centrale, un’apertura laterale molto ampia grazie all’assenza del montante centrale e un abitacolo pensato per passare dalla guida al relax, fino a una vera configurazione da notte. I

n un periodo in cui i modelli aumentano spesso di dimensioni per offrire comfort, ELO prova la strada opposta: restare compatta fuori e grande dentro, con soluzioni pratiche più che con effetti speciali.

Citroen ELO: un concept che ripensa davvero lo spazio, 6 posti in 4,10 metri

Il tema principale di Citroën ELO è il rapporto tra ingombro esterno e volume utile interno. La piattaforma elettrica dedicata, con motore posizionato posteriormente, libera spazio e consente un pavimento piatto che facilita movimenti e modularità. L’abitacolo può lavorare in configurazione a quattro posti, ma integra due sedute aggiuntive richiudibili che permettono di arrivare a sei passeggeri quando serve, senza trasformare l’auto in un esercizio scomodo o sacrificare completamente il vano di carico.

L’accessibilità è un altro punto chiave. Le porte laterali si aprono in senso opposto tra anteriore e posteriore, mentre l’assenza del montante centrale crea un varco laterale molto ampio, utile sia per salire e scendere, sia per gestire sedili e attrezzatura. In un’auto pensata anche per tempo libero e attività outdoor, l’ingresso facile diventa praticamente una funzione.

Design Citroen ELO da monovolume compatta

La silhouette è quella di un minivan moderno: volumi puliti, ruote spinte ai quattro angoli, superfici vetrate estese e linee pensate per far entrare luce e dare aria all’abitacolo. Le protezioni in materiale leggero (citato per paraurti e parafanghi) rispondono a un’idea concreta: contenere peso e componenti, ma anche gestire piccoli urti senza drammi, soprattutto nell’uso urbano. Il portellone posteriore a due ante e l’apertura sul tetto, pensata anche per carichi alti o per la configurazione notte, completano il quadro di un veicolo che vuole essere pratico prima ancora che scenografico.

Posto guida centrale e visibilità panoramica

La scelta più particolare è la posizione di guida centrale. Spostando in avanti il piantone e liberando spazio laterale, Citroën punta a migliorare la percezione dell’abitacolo e a rendere più fluidi i movimenti interni, specialmente quando ELO cambia assetto e diventa area lavoro o area relax. Il parabrezza a 180° rafforza l’idea di una cabina luminosa e aperta, quasi da veranda, enfatizzata da superfici vetrate molto estese.

La plancia segue lo stesso principio: ridurre ingombri e complessità percepita. Le informazioni vengono proiettate su un pannello trasparente con effetto fluttuante, una soluzione che punta a mantenere i dati nel campo visivo senza riempire la plancia di schermi tradizionali. È un’impostazione coerente con la filosofia Citroën degli ultimi concept: la tecnologia è presente, ma è resa più leggera e integrata.

rEst, pLay, wOrk: in una parola sola, modularità

ELO nasce attorno a tre scenari d’uso dichiarati: riposo, svago e lavoro. La modularità è costruita con elementi fisici, oltre che con modalità software. I sedili posteriori, tutti della stessa larghezza, possono ribaltarsi e in alcuni casi essere rimossi: diventano sedute esterne, utili per una sosta o un picnic. In ambito “rest”, il concept prevede materassi pieghevoli che si trasformano in due posti letto, con gonfiaggio gestito tramite aria compressa integrata a bordo: l’idea è creare un assetto notte senza dover portare accessori ingombranti.

Sul lato “work”, il sedile del conducente può ruotare a 360° e abbinarsi a un ripiano estraibile pensato come supporto per laptop. In pratica, si prova a costruire una postazione temporanea per una call o per lavorare in attesa di un appuntamento. Qui il collegamento con la ricarica elettrica è implicito: un veicolo elettrico che integra funzioni di alimentazione esterna (V2L) diventa, in prospettiva, un piccolo hub energetico per accessori e device, soprattutto durante il tempo libero.

Materiali e partnership: Decathlon e Goodyear al servizio dell’uso reale

Citroën lega il concept a due partner con un taglio molto pratico. Decathlon entra nella logica degli accessori e dei materiali tecnici: sedute che resistono a utilizzi frequenti, componenti facili da pulire, soluzioni pensate per sport e outdoor. Goodyear lavora sull’idea di pneumatici intelligenti, con monitoraggio di pressione e usura e un feedback visivo sul cerchio tramite LED, più app e dati accessibili dall’auto.

Sono scelte che, su un concept, contano soprattutto come direzione: non tanto gadget, quanto un insieme di elementi che provano a rendere plausibile un veicolo multiuso. Nella vita reale, la versatilità incide anche sui costi di gestione e sulle scelte di protezione: quando un’auto viene usata per viaggi, lavoro e tempo libero, l’assicurazione auto (e le eventuali polizze accessorie) diventa uno degli aspetti da valutare insieme a dotazioni e impiego quotidiano, perché cambia l’esposizione a scenari diversi.

Fonte foto | Stellantis Media