In questo mondo iper digitalizzato e tecnologico, riportiamo l’uomo al centro dello sviluppo con le città intergenerazionali, per favorire lo scambio umano di esperienze, la nascita di relazioni e la crescita di comunità solidali e attive.

Tra i nuovi modelli emergenti per le città del futuro, assistiamo alla diffusione di uno incentrato sulle relazioni umane e sullo scambio di esperienze e conoscenze tra generazioni. Si tratta delle città intergenerazionali.

Cosa sono le città intergenerazionali

Il dibattito sulla realizzazione di nuove città, costruite in base ai modelli più attuali -come smart cities o la loro evoluzione, le co-city, e le città dei 15 minuti– ci fa molto riflettere sulle necessità delle persone che le abitano.

Se da una parte troviamo le grandi innovazioni tecnologiche per la sicurezza, l’ottimizzazione delle risorse e l’attenzione all’ecologia, dall’altra c’è il bisogno di costruire spazi che favoriscano momenti di incontro, relazione e cura. Soprattutto per le persone più anziane, spesso considerate poco utili dalla società. Questi due aspetti devono necessariamente coesistere per il benessere e la salute dei cittadini, al fine di creare contesti urbani sempre più fruibili, innovativi, ma anche piacevoli e umani.

Le città intergenerazionali sono una risposta. Queste, infatti, sono aree urbane progettate in modo da favorire l’interazione e la connessione tra persone di diverse generazioni, con l’obiettivo di creare spazi inclusivi, favorire il coinvolgimento attivo e la collaborazione tra giovani, adulti e anziani.

Nelle città intergenerazionali persone di diverse età condividono esperienze, competenze e risorse. Per funzionare, però, devono essere progettate come città di prossimità in cui i servizi siano accessibili, prestando grande attenzione agli spazi pubblici e all’inclusione sociale.

Anche la mobilità urbana si deve adattare a questo modello, favorendo soluzioni come il bike sharing, il car sharing e una maggiore diffusione dei mezzi pubblici per soddisfare le necessità di ridurre il traffico e migliorare la qualità della vita.

I nuovi spazi di aggregazione

Nelle città intergenerazionali viene data grande importanza agli spazi di aggregazione per favorire l’incontro tra i cittadini, sviluppando relazioni e scambio in un arricchimento reciproco.

Soprattutto i luoghi verdi, come parchi e giardini, sono interessati da questa nuova concezione della città, in quanto possono diventare luoghi dove svolgere attività che promuovano il benessere fisico, mentale e sociale delle persone. Progetti come i giardini terapeutici e i parchi intergenerazionali sono emblematici.

Nei giardini terapeutici, detti anche healing garden, le persone possono praticare l’ortoterapia, che include attività di giardinaggio e orticultura, focalizzate al rilassamento e al benessere della persona, ed anche attività motorie mirate per migliorare lo stato di salute, immersi in una vegetazione rigogliosa e profumata. La bellezza estetica di questi luoghi si unisce alla finalità di migliorare l’umore delle persone, in un modello sempre più sviluppato e diffuso di “città che cura“.

I parchi intergenerazionali mirano invece alla connessione tra le generazioni con progetti inclusivi e accessibili a tutti: anziani, ragazzi e bambini. Sono spazi di aggregazione dove il verde è protagonista, in cui riappropriarsi di quella dimensione cittadina soffocata da traffico e cemento, come avviene anche nei progetti di urbanistica tattica. In questi parchi è possibile svolgere attività sportiva e ludica, giocare con percorsi olfattivi e tattili, respirare un po’ di aria pulita facendo due chiacchiere in compagnia.

Altro progetto molto interessante e promettente è la coabitazione intergenerazionale che si realizza con strutture abitative dove giovani e anziani si incontrano e si aiutano l’un l’altro, sviluppando uno spirito di solidarietà, condivisione e relazione, profittevole per entrambi.

Le nuove esigenze dei cittadini

La popolazione mondiale sta invecchiando e, soprattutto nella concezione occidentale, si crede che la persona anziana abbia ormai poco da offrire alla società, venendo purtroppo esclusa dalle attività cittadine.

Ultimamente però si sta diffondendo una maggiore attenzione verso questa fascia d’età attraverso la promozione di reti e servizi specifici e il coinvolgimento in attività dedicate all’invecchiamento attivo e creativo. Quest’ultimo mira a preservarne le funzioni mentali e la socialità attraverso laboratori e corsi realizzati da musei, teatri e associazioni culturali. Si tratta di attività che sfruttano spazi di aggregazione e condivisione fruibili da tutti, e che sono in grado di far sentire la persona anziana utile, creativa e ancora parte attiva del tessuto sociale cittadino.

Mantenere, infatti, gli anziani (e non solo) in buona salute fisica e mentale è una missione per tutta la popolazione, che consente di migliorare la loro qualità della vita e che comporta anche un risparmio economico e sociale in termini di assistenza e salute pubblica.

In più, queste attività permettono di riscoprire e valorizzare le persone anziane, in quanto custodi della memoria collettiva in grado di trasmettere tutte le loro conoscenze ed esperienze alle generazioni successive.

Esempi di città intergenerazionali

Vediamo ora alcuni esempi di città e luoghi che hanno applicato questi concetti per creare spazi verdi di integrazione e relazione:

  • La Spagna è il paese che meglio ha recepito i bisogni della sua popolazione ed ha realizzato, fino ad oggi, una cinquantina di parchi seguendo gli obiettivi delle città intergenerazionali. In particolare, si è concentrata sul tema delle iniziative sportive per favorire le attività motorie e la creazione di spazi di aggregazione sociale.
  • Il parco pubblico di Aveiro in Portogallo è un meraviglioso parco cittadino con inseriti nel verde percorsi pedonali e didattici, in grado di offrire attività ed eventi per coinvolgere tutti i cittadini, indipendentemente dall’età.
  • Anche all’interno di Hide Park a Londra è possibile seguire dei percorsi di attività fisica dedicati a persone di tutte le età, una vera e propria palestra a cielo aperto con il “London’s Hyde Park Senior Playground“: uno spazio dedicato dove sono disponibili sei diverse attrezzature e corsi specifici tenuti da istruttori esperti.
  • A Padova, invece, si sta sviluppando un progetto di sperimentazione di coabitazione intergenerazionale che faccia incontrare anziani e giovani studenti con dei contratti di locazione regolari, in un reciproco scambio di esperienze e solidarietà tra generazioni. Un’opportunità per chi è alla ricerca di una locazione e per chi avrebbe bisogno di un po’ di compagnia e di aiuto nelle attività quotidiane per sentirsi meno solo e più utile.