Palermo è la città più trafficata d’Italia nel 2025 secondo il Traffic Index di TomTom. I dati mostrano livelli di congestione elevati nel confronto nazionale e un posizionamento intermedio nello scenario globale.

Nel 2025, Palermo è stata la città con il più alto livello di traffico in Italia. A certificarlo è il Traffic Index di TomTom, che ogni anno analizza miliardi di chilometri percorsi per misurare l’impatto della congestione sulla mobilità urbana. I dati restituiscono una fotografia precisa delle difficoltà quotidiane negli spostamenti, permettendo di confrontare Palermo con le altre città italiane e del mondo.

Palermo al primo posto per congestione: cosa dicono i numeri

Secondo i dati raccolti nel 2025, Palermo registra un livello medio di congestione del 51%, il più alto in Italia. Questo valore indica l’aumento dei tempi di percorrenza rispetto a condizioni di traffico ottimali: in pratica, muoversi in auto richiede oltre la metà del tempo in più rispetto a una situazione ideale.

Nel corso dell’anno, la distanza media percorsa in 15 minuti è pari a 6,8 chilometri, un dato in lieve calo rispetto al 2024. La situazione peggiora nelle ore di punta, in particolare intorno alle 18, quando nello stesso intervallo di tempo si percorrono circa 3,8 chilometri. La velocità media durante il traffico intenso scende a 21,7 km/h, mentre per completare un tragitto di 10 chilometri servono in media 22 minuti e 8 secondi.

Anche alcuni indicatori di dettaglio aiutano a comprendere il quadro complessivo. La quota di spostamenti che avviene in autostrada è limitata, poco sopra il 2%, e la velocità media su questi tratti è di 80,9 km/h, in diminuzione rispetto all’anno precedente. La giornata più critica del 2025 risulta essere stata l’8 aprile, con livelli di congestione che superano ampiamente la media annuale, attestandosi addirittura al 111%.

Nel complesso, i dati descrivono una rete stradale sottoposta a forte pressione quotidiana. Un contesto che rende fondamentali soluzioni come i parcheggi convenzionati per incidere, almeno in parte, sulla gestione dei flussi di traffico.

Il confronto con le altre città italiane

Milano si colloca al secondo posto con un livello di traffico del 49%, seguita da Catania con il 47%. Subito dopo si trovano Roma, Firenze e Napoli, tutte con valori intorno al 45%.

Queste percentuali rappresentano l’impatto diretto del traffico sui tempi di percorrenza. A Palermo, il traffico intenso comporta una perdita stimata di circa 77 ore all’anno per automobilista. Milano, pur avendo un indice leggermente inferiore, registra un tempo perso più elevato, che supera le 100 ore annue. Una situazione che ha contribuito negli anni a periodici blocchi del traffico.

Altri indicatori mostrano differenze interessanti tra le città. Milano risulta quella dove, durante il traffico intenso, si percorrono meno chilometri in 15 minuti, mentre Palermo combina un’elevata congestione con una velocità media particolarmente bassa nelle ore di punta. Nel complesso, la classifica italiana restituisce un quadro piuttosto omogeneo, con molte grandi città concentrate su livelli di traffico elevati e differenze spesso contenute tra una posizione e l’altra.

Palermo e il traffico nel confronto globale

Se il confronto nazionale colloca Palermo al primo posto in Italia, lo scenario cambia osservando i dati a livello mondiale. Le città più congestionate del pianeta registrano valori decisamente più elevati. Nel 2025, Città del Messico guida la classifica globale con un indice di traffico pari al 75,9%, seguita da Bangalore, in India, con il 74,4%, e da Dublino, che supera il 72%.

In queste metropoli, l’impatto del traffico sui tempi di percorrenza è molto più marcato. A Città del Messico, il tempo perso annualmente nel traffico intenso supera le 180 ore, mentre in città come Lima e Bogotà si avvicina o supera le 150 ore. Anche diversi centri urbani europei dell’Est, come Lodz e Lublin in Polonia, presentano livelli di congestione superiori al 70%.

Nel confronto globale, Palermo si colloca quindi in una fascia intermedia: prima a livello nazionale, ma lontana dai picchi registrati nelle grandi metropoli mondiali. Il dato del 51% la pone comunque tra le città dove il traffico ha un impatto significativo sulla mobilità quotidiana del capoluogo della Sicilia.