Sotto le nostre città spesso si trovano i resti di antichi tunnel, rifugi e luoghi di sepoltura costruiti dai nostri antenati. Si tratta di vere e proprie città sotterranee, ricche di storia e avvolte da un velo di mistero. Luoghi affascinanti colmi di segreti pronti ad essere svelati.

Siamo abituati alla città vista “da sopra”, con gli edifici, il traffico, i parchi. Ma non meno interessante è la città vista “da sotto”, nei sotterranei, tra gallerie e luoghi segreti che offrono ai visitatori storie misteriose, leggende che si perdono nella notte dei tempi e reperti di grande valore storico e architettonico.

Alla scoperta di 5 città sotterranee meno conosciute

Alcune città nel sottosuolo sono molto famose, come la Napoli sotterranea, i sassi di Matera o le catacombe di Roma. Altre sono meno conosciute ma non per questo meno belle e interessanti da visitare, per scoprire qualcosa di nuovo e di affascinante e ripercorrere la storia delle nostre città da un’altra prospettiva. E allora, ecco un itinerario attraverso 5 città sotterranee italiane che vale la pena visitare. Scegli la tua preferita, fai il pieno alla tua automobile con l’app per il rifornimento, e vai alla scoperta dei misteri del sottosuolo.

Torino, ciò che rimane di un’antica fortezza

Una delle città più misteriose d’Italia nonché prima capitale del Regno d’Italia, Torino, offre una rete molto estesa che si dipana al di sotto del centro storico, tra cunicoli militari del Settecento, gallerie, cantine sotterranee e percorsi segreti, a 15 metri di profondità.

In passato, la città ospitava una vasta fortezza pentagonale circondata da imponenti mura stellate. Oggi, ciò che resta di questa struttura è rappresentato unicamente dal Mastio, mentre tutto il resto è sprofondato sotto terra. Le gallerie sotterranee, create per scopi difensivi in tempi di guerra, si estendono anche sotto il Museo Pietro Micca, e proprio in una di queste è possibile osservare il punto esatto in cui Micca innescò l’esplosivo, fermando l’invasione francese ma perdendo la vita.

Altro luogo ricco di fascino sono i sotterranei di Palazzo Saluzzo Paesana, un magnifico edificio barocco costruito all’inizio del 1700, conosciuti come “infernotti“. Questo strato sotterraneo della città, oggi in disuso, è stato di vitale importanza in diverse epoche storiche per gli abitanti di Torino, fungendo da via di fuga e da canale di comunicazione sicura durante periodi travagliati. Negli anni di pace, la memoria degli infernotti è sfumata, ma essi hanno riacquistato rilevanza con le due guerre mondiali, in particolare durante la seconda. Durante questi conflitti, gli infernotti sono tornati utili come rifugi per la popolazione, offrendo un riparo sicuro dai bombardamenti. Questa rete sotterranea è divenuta nuovamente una risorsa preziosa, mostrando come la storia sottoterra di Torino abbia avuto un impatto significativo su diverse generazioni di cittadini.

Infine, meritano sicuramente attenzione anche le regie ghiacciaie di Porta Palazzo, utilizzate per immagazzinare il ghiaccio tagliato in blocchi e trasportato fino in città dalla Val di Susa e poi usato per la conservazione dei generi alimentari.

Bologna, tra antichi canali e rifugi

La visita alla Bologna sotterranea offre un viaggio meraviglioso alla scoperta di antichi canali, importanti resti archeologici e rifugi utilizzati da militari e civili in periodo di guerra.

Forse non tutti sanno che, un tempo, la città era percorsa dall’acqua e da canali, al pari di Venezia: uno scorcio di questo passato si può ammirare dalla famosa finestra di via Piella che si affaccia sul Canale della Moline. Poi, il centro urbano è stato trasformato e larghe zone sono state modificate. Tuttavia, sottoterra, è ancora possibile seguire il tragitto del torrente Aposa. Conosciuto già da etruschi, celti e romani, il torrente è stato largamente utilizzato per gli scopi commerciali della città, insieme ai canali Savena e Reno. Interrato, è stato poi riscoperto e bonificato intorno al 2000, creando un percorso sotterraneo che permette di osservare le varie stratificazioni storiche della città nel corso dei suoi tanti secoli.

Da non perdere, a sud della città, la Conserva di Valverde: un grande ambiente ottagonale realizzato in mattoni nel 1563 da Tommaso Laureti, scambiato per complesso termale ma costruito in verità per portare acqua pulita alla celebre fontana del Nettuno in Piazza Maggiore.

Completano il percorso nel sottosuolo di Bologna gli scavi archeologici di Sala Borsa, nel centro della città, che offrono uno spaccato di storia con i resti della basilica civile di Bononia (II sec. a.C.), le fondamenta delle case medievali dell’area di palazzo d’Accursio e da altri incredibili resti di epoca romana, visibili dal suggestivo pavimento in vetro.

Il sottosuolo di Bologna è inoltre ricco di rifugi, ricoveri e depositi, risalenti al periodo della Seconda Guerra Mondiale e realizzati tra la fine del ’42 e gli inizi del ’44. I più famosi sono il rifugio del Pincio, sotto al parco de La Montagnola, il rifugio antiaereo di Villa Spada e quello che si trova al di sotto del Giardino del Guasto in via delle Belle Arti.

Camerano nel Conero, la città sotterranea dall’origine incerta

Sembra che il nome stesso di Camerano, piccolo borgo marchigiano in provincia di Ancona, derivi dalla parola “camerone”, intesa come una sala ampia e oscura. E non a caso gli scavi effettuati in questa località hanno rivelato un intricato dedalo sotterraneo di camere, gallerie, e vani arricchiti da nicchie e volte.

Gli studi sulla città sotterranea risalgono a un periodo abbastanza recente, compreso tra il 1976 e il 1983, grazie all’operato del Gruppo di Ricerca Storica del Conero di Camerano, che ha portato alla luce questa rete ipogea labirintica con vari ingressi comunicanti tra di loro.

La rete di sviluppa principalmente sotto il centro storico di Camerano, nell’area compresa tra Piazza Roma e le Vie Maratti e San Francesco. L’origine delle grotte sembra risalire all’epoca medievale, durante la quale erano usate come rifugio per la popolazione. Lo stesso uso fu fatto anche nel 1944 durante la Seconda Guerra Mondiale.

Sebbene siano state utilizzate come magazzini e ambienti difensivi, la presenza di decorazioni con bassorilievi e incisioni non esclude anche un possibile uso religioso o per lo svolgimento di rituali. Alcune voci sostengono persino che questi luoghi siano stati frequentati dai Cavalieri Templari, che vi si riunivano in totale segretezza.

Ciò che è certo è che sono ancora molti i misteri che avvolgono la storia di queste grotte: secondo la tradizione orale infatti la loro origine va fatta risalire alla costruzione stessa della città, quindi intorno al III millennio a.C..

Orvieto, dal pozzo di San Patrizio ai matrimoni in grotta

Uno dei borghi più belli dell’Umbria, Orvieto, rileva il suo fascino anche visitandola nel sottosuolo.

Infatti, nelle sue viscere si nasconde una vasta rete di gallerie, grotte, pozzi e cunicoli, per la maggior parte risalenti al periodo etrusco: Orvieto Underground, il progetto di promozione turistica del mondo sotterraneo, ha recensito circa 1200 cavità di varie dimensioni e destinate agli usi più svariati.

Da non perdere, per la loro storia e bellezza, il pozzo di San Patrizio e il pozzo della Cava.

Il primo è un capolavoro di ingegneria e architettura, costruito per volere di Papa Clemente VII, per assicurare l’acqua alla città in caso di invasione. Profondo 54 metri e largo 13, composto da una doppia scala elicoidale di 248 gradini con 72 finestre che si affacciano verso l’interno, è datato intorno al Cinquecento. Le due scale interne a chiocciola, una per scendere e l’altra per salire, impediscono di incontrarsi e, in fondo, è presente un piccolo ponte che collega le due rampe di scale.

Il secondo, interamente scavato nel tufo, ci porta nelle viscere della città e ha una profondità di 36 metri, fino al raggiungimento della fonte d’acqua sotterranea. Di origine etrusca, col passare dei secoli è stato poi interessato da lavori di ristrutturazione voluti sempre da Papa Clemente VII per l’approvvigionamento dell’acqua. Venne poi murato per questioni di sicurezza e riscoperto nel 1984. Diventato quindi agibile e accessibile, è stato utilizzato anche per ospitare il suggestivo presepe nel Pozzo, giunto quest’anno alla 34ª edizione e realizzato con personaggi a grandezza naturale.

Una curiosità per chi vuole provare qualcosa di assolutamente nuovo ed emozionante: sposarsi in grotta. Dal 2002 infatti è possibile celebrare il rito civile nella sala detta “Grotta del Vecchio Mulino”, con l’atmosfera suggestiva di un ambiente unico dove sono presenti i resti di un antico frantoio del XIV secolo, collocato all’interno in uno scavo di origine etrusca.

Palermo

Una città incredibilmente misteriosa, tanto ricca in superficie quanto sottoterra, è Palermo. Infatti, i segni delle tante conquiste e delle varie dominazioni subite si possono ammirare anche attraverso una rete intricata, lunga una decina di chilometri, di gallerie, cunicoli, grotte e catacombe sotterranee.

Le più famose sono la Catacomba Paleocristiana di Porta d’Ossuna, che risale a circa 2.000 anni fa, e per i più coraggiosi, le Catacombe dei Cappuccini, dove ammirare centinaia di mummie ancora in perfetto stato di conservazione.

In questi sinistri cunicoli prendono vita leggende e storie fantasiose su una presunta setta, di origine non precisata, formata da vendicatori e giustizieri che sembra avessero come “tribunale” e sede per i loro riti la grotta dei Beati Paoli.

Come in altre città, anche le catacombe di Palermo sono state utilizzate, negli anni, come rifugio per la popolazione, in particolare durante Seconda Guerra Mondiale per sfuggire ai bombardamenti.