Mancano solo trent’anni alla costruzione delle prime città su Marte. L’umanità si sta preparando a colonizzare il pianeta rosso e a offrire una speranza di vita (sostenibile) alle generazioni del futuro, ma anche a quelle del presente.

Se è vero, come ripetono le ragazze e i ragazzi dei Fridays for future, che non c’è un pianeta B, è vero anche che qualcuno sta lavorando per procurarcelo.

Il futuro delle prossime generazioni (o almeno di una parte di queste) potrebbe essere a circa 254 milioni di chilometri dalla Terra. Più precisamente, a Tempe Mensa, nell’emisfero nord di Marte.

Nel 2054, un’equipe internazionale di scienziati, accademici e architetti darà il via alla costruzione di 5 città destinate a ospitare un milione di persone. La capitale sarà Nüwa e, insieme alle altre, rappresenterà la smart city del futuro.

Vediamo in questo articolo i dettagli del progetto e, soprattutto, le ripercussioni positive che potrebbe apportare al nostro presente.

Nüwa e le prime città marziane

Secondo il progetto di The Mars Society, rete SONet e lo studio di architettura ABIBOO, le fondamenta delle future città sorgeranno su un dirupo, dove l’acqua è più abbondante e la protezione dalle radiazioni e dai meteoriti è più alta.

Si estenderanno in verticale, per via delle condizioni del pianeta: se si costruissero città come sulla Terra, gli edifici rischierebbero di esplodere a causa della pressione atmosferica. L’occupazione andrà quindi contenuta, almeno in senso orizzontale. Se sul nostro pianeta occupiamo circa 6000 m2 a testa per l’agricoltura, l’allevamento e le coltivazioni destinate agli animali da reddito, su Marte lo spazio necessario si ridurrà a 120 m2.

Ogni persona vivrà in 32 m2 e avrà a disposizione, oltre ai necessari spazi verdi, i cosiddetti Macroedifici, cioè palazzi scavati nella roccia, dove poter vivere e lavorare. Questi palazzi saranno collegati tra di loro da una rete di gallerie e ascensori ad alta velocità, come quelli che si trovano nei grattacieli terrestri.

La sostenibilità sarà al centro di Nüwa: per gli spostamenti all’interno e da una città all’altra, verrà utilizzato un sistema di treni leggeri e autobus.

I cantieri potranno aprire nel 2054 e la costruzione della prima città potrebbe concludersi nel 2100. A quel punto, si potrà partire alla volta di Marte, per un viaggio lungo circa sei mesi.

Come sarà la vita su Marte

Cominciamo col dire che non potrà essere come quella sulla Terra. Non solo perché Marte è un pianeta che presenta caratteristiche assai diverse dal nostro, ma anche per evitare di ripetere gli stessi errori che hanno portato alla crisi climatica.

L’energia, ad esempio, non verrà ricavata dai combustibili fossili, ma proverrà tutta dai pannelli solari collocati sul punto più alto del dirupo.

Solo il 10% dell’alimentazione sarà di origine animale: insetti e carne coltivata. Mentre il restante 90% del cibo sarà vegetale e verrà coltivato direttamente su Marte. Le stesse piante saranno anche le principali “fabbriche” d’ossigeno per i coloni.

Da Marte alla Terra: l’impatto dei progetti spaziali

Quando si parla di viaggi spaziali e di vita fuori dall’orbita terrestre, in molti si chiedono se sia davvero così utile impiegare tutte queste risorse per colonizzare altri pianeti, piuttosto che ingegnarsi per risolvere i problemi di oggi, sulla Terra.

La risposta è sì perché andare oltre la Terra significa migliorare la qualità della nostra vita, presente e futura. Ad esempio, è grazie alle missioni spaziali se i nostri GPS funzionano o se possiamo connetterci a internet. Moltissime invenzioni create appositamente per lo spazio hanno trovato successivamente un uso alternativo sulla Terra e nel nostro quotidiano (il cosiddetto “comparto downstream” della Space economy). Per fare giusto due esempi:

  • Gli impianti per la concentrazione della luce solare sono stati concepiti per le missioni spaziali, ma la tecnologia alla base è stata poi adottata per creare una fonte di energia pulita sulla Terra;
  • La tecnologia per i dispositivi di ricarica senza filo, come le nuove piattaforme di ricarica per i monopattini, ha origine dalla prima trivella usata sulla Luna.

Nel caso della colonizzazione di Marte, la progettazione delle nuove città sta fornendo l’occasione per imparare un modo alternativo e più sostenibile di vivere sul nostro pianeta. Da questo progetto futuristico potrebbero nascere nuove idee e intuizioni per contrastare in modo efficace la crisi climatica.

Nel frattempo, noi, nel nostro piccolo, possiamo dare un contributo nella riduzione del nostro impatto ambientale, affinché le generazioni future possano sbarcare su Marte per semplice turismo spaziale e non per scappare da un pianeta non più abitabile.

In che modo? Ad esempio, scegliendo di muoverci in modo più sostenibile, sfruttando le tecnologie e i servizi che sono già a nostra disposizione per rendere migliore la vita nelle nostre città, come il bike sharing o i veicoli a ricarica elettrica.