Nata come una sfida tra due città californiane dieci anni fa, oggi la City Nature Challenge coinvolge ormai oltre 650 centri urbani in 62 Paesi. Un’iniziativa globale di citizen science che trasforma cittadini e città in strumenti attivi di ricerca, grazie all’osservazione della biodiversità urbana e all’uso di piattaforme digitali. Con la City Nature Challenge la biodiversità urbana diventa una sfida globale di citizen science.
In un mondo urbanizzato, la natura non scompare, anzi. Si adatta, resiste e si intreccia con la vita quotidiana delle città. Parchi, giardini, fiumi, e insospettabili spazi verdi diventano l’habitat per numerose specie animali e vegetali.
La City Nature Challenge si celebra dal 24 al 27 aprile e nasce proprio con l’obiettivo di riportare l’attenzione sulla biodiversità urbana, mettendo la curiosità dei cittadini al servizio concreto della ricerca scientifica. L’iniziativa invita chiunque a osservare, documentare e condividere ciò che vive intorno a noi, rendendo la scienza più accessibile e partecipata.
Un evento globale di citizen science

Il fenomeno si chiama Citizen Science ed è un modello di ricerca scientifica in cui persone non professioniste, cittadini, studenti, appassionati o volontari, partecipano attivamente alla raccolta, analisi o segnalazione di dati utili alla scienza. La City Nature Challenge è oggi uno dei più importanti momenti di citizen science a livello internazionale. Nata nel 2016 come una sfida amichevole tra Los Angeles e San Francisco, nel tempo si è trasformata in un evento globale che coinvolge oltre 650 centri urbani in più di 60 Paesi. Durante i giorni della sfida, cittadini di tutto il mondo raccolgono osservazioni sulla natura urbana, per alimentare un enorme archivio scientifico condiviso.
Le città vengono poi valutate in base a tre parametri principali: numero di partecipanti, quantità di osservazioni raccolte e varietà di specie identificate. Questo sistema permette di trasformare un’attività diffusa e partecipativa in uno strumento concreto per la ricerca scientifica, utile al monitoraggio della biodiversità e dei cambiamenti ambientali su scala globale.
Come funziona la sfida
Partecipare è semplice e aperto a tutti: basta uscire all’aperto e osservare la natura che si incontra nella vita quotidiana. Piante spontanee, insetti, uccelli e altri organismi selvatici possono essere fotografati o registrati e poi condivisi tramite la piattaforma iNaturalist. Non è necessaria alcuna competenza scientifica, perché ogni osservazione può contribuire alla conoscenza collettiva. Lo svolgimento della prima fase è prevista dal 24 al 27 aprile.
Successivamente, dal 28 aprile al 10 maggio, le segnalazioni vengono identificate attraverso un sistema che combina intelligenza artificiale e revisione da parte della community scientifica internazionale. Il processo collaborativo permette di costruire un database sempre più accurato e utile per ricercatori e istituzioni impegnate nella tutela della biodiversità. Dal 13 maggio i risultati raccolti verranno comunicati.
Tecnologia, partecipazione e sostenibilità

Uno degli elementi distintivi della City Nature Challenge è l’integrazione tra innovazione tecnologica e sensibilizzazione ambientale. Le piattaforme digitali non solo facilitano la raccolta dei dati, ma rendono anche il processo immediatamente condivisibile e partecipativo. Questo modello favorisce anche un cambiamento culturale: osservare la natura urbana significa imparare a riconoscerla, valorizzarla e considerarla parte integrante della città. In questo modo, la tecnologia diventa uno strumento di educazione ambientale e di coinvolgimento attivo dei cittadini.
Perché osservare la natura in città è fondamentale
Le città sono ecosistemi complessi in cui la biodiversità non solo esiste, ma si adatta costantemente alle trasformazioni ambientali. Monitorarla significa comprendere meglio gli effetti dell’urbanizzazione, dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici sugli equilibri naturali. La City Nature Challenge contribuisce a questo obiettivo raccogliendo una grande quantità di dati distribuiti, ma soprattutto promuove una maggiore consapevolezza: osservare la natura urbana cambia il modo in cui la percepiamo, rendendo più evidente il suo valore e la necessità di proteggerla.
La City Nature Challenge a Torino

Torino è tra le città italiane che partecipa alla City Nature Challenge. Il programma è coordinato dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, che guida e connette la rete di università, enti pubblici e associazioni naturalistiche. L’obiettivo è quello di coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini nella scoperta della biodiversità urbana, trasformando la città in un vero laboratorio diffuso. L’iniziativa invita a osservare e documentare flora e fauna selvatica presente nei parchi, nei giardini e negli spazi urbani, utilizzando la piattaforma iNaturalist per contribuire alla raccolta di dati scientifici. Le iscrizioni agli eventi guidati sono già aperte sul sito del Museo.
Bioblitz nelle aree verdi della città
Accanto alla partecipazione libera e autonoma, il programma torinese prevede, infatti, numerose attività guidate gratuite. Tra queste, spiccano esplorazioni naturalistiche serali e bioblitz organizzati in diverse aree della città, durante i quali ricercatori ed esperti accompagnano i partecipanti nell’osservazione diretta della biodiversità. Luoghi come il Parco del Valentino e le sponde del fiume Po sono scenari privilegiati per attività diurne e notturne dedicate alla scoperta di insetti impollinatori, uccelli, piante spontanee e organismi acquatici. In parallelo, sono stati coinvolti anche spazi culturali come CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia per creare un ponte tra cultura, scienza e osservazione del territorio.
Le iniziative nelle altre città italiane

La City Nature Challenge coinvolge anche per il 2026 diverse altre città italiane, da Roma a Bergamo, fino a Siena, Genova e Messina. Le iniziative locali includono passeggiate naturalistiche, workshop didattici, attività fotografiche e momenti di divulgazione scientifica aperti a famiglie, scuole e appassionati.
In Liguria l’iniziativa è coordinata dall’Università di Genova – DISTAV e da ARPAL, che ne curano la diffusione e il coinvolgimento del territorio. Le osservazioni raccolte dai partecipanti vengono successivamente verificate da esperti e integrate nel database dell’Osservatorio della biodiversità ligure LIBIOSS.








