In molti si chiedono se con il nuovo Codice della Strada non sia più possibile prestare l’auto a parenti o conoscenti. In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza.

Il nuovo Codice della Strada, entrato in vigore il 14 dicembre scorso, ha apportato diverse modifiche alle normative esistenti, tra cui: la stretta su alcol, droga e cellulari l’introduzione dell’alcolock e del test salivare, le novità sulle piste ciclabili e quelle sui monopattini elettrici, su cui mancano ancora i decreti attuativi.

Il record di multe già registrato in questi primi giorni e la difficoltà a orientarsi con la nuova normativa sta spingendo molti automobilisti a chiedersi cosa cambi se si utilizza un’auto di proprietà altrui.

Si tratta di un’azione consentita dalla normativa, ma esistono regole precise che disciplinano questo comportamento per evitare sanzioni. Prestare o guidare un veicolo non proprio, soprattutto in modo continuativo, comporta obblighi specifici e rischi legali e amministrativi che è fondamentale conoscere.

Scopriamo quindi tutto quello che c’è da sapere.

Nuovo Codice della Strada: prestare l’auto si può, ma ci sono degli obblighi

Secondo l’articolo 94, comma 4-bis, del Codice della Strada, chiunque può guidare un’auto intestata a un’altra persona senza incorrere in sanzioni. Tuttavia, se l’uso del veicolo da parte di un soggetto diverso dal proprietario supera i 30 giorni consecutivi, è obbligatorio aggiornare i documenti di circolazione presso la Motorizzazione Civile.

La mancata comunicazione comporta multe significative, comprese tra 728 e 3.636 euro, e il possibile ritiro del libretto di circolazione. Le autorità possono verificare la continuità dell’uso del veicolo tramite controlli incrociati, soprattutto in caso di fermo ripetuto dello stesso conducente alla guida del mezzo oltre il periodo consentito.

L’obbligo non si applica ai membri conviventi della famiglia, come coniugi o figli, che possono utilizzare il veicolo senza alcuna limitazione temporale, ma solo ai conoscenti. I rapporti di convivenza e parentela vengono verificati in tempo reale grazie all’accesso all’anagrafe comunale da parte delle forze dell’ordine.

Responsabilità e assicurazione nell’uso di auto altrui

La responsabilità in caso di incidente stradale varia a seconda che il conducente abbia o meno colpa. Se l’incidente è causato dal guidatore, il proprietario del veicolo risponde sempre in virtù della responsabilità oggettiva prevista dal Codice della Strada. L’assicurazione auto copre i danni, ma il proprietario subisce il declassamento della classe di merito e l’aumento del premio assicurativo al rinnovo. Gli aspetti penali, invece, restano a carico di chi era al volante al momento del sinistro.

In caso di incidente senza colpa, spetta all’assicurazione della controparte risarcire i danni al veicolo e gli eventuali danni fisici al conducente, anche se chi era alla guida non coincide con il proprietario del mezzo. Tuttavia, è importante verificare che la polizza RC Auto non preveda clausole restrittive, come la formula di guida esclusiva o nominativa, che limitano la copertura a un numero ristretto di conducenti autorizzati.