Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha annunciato l’apertura ufficiale del secondo bando per la realizzazione di oltre 18.000 colonnine elettriche grazie al PNRR.

Le imprese interessate possono presentare la richiesta di partecipazione attraverso il portale di GSE (Gestore Servizi Energetici), la società partecipata del Ministero dell’Economia che si occupa della promozione e dello sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica. Per facilitare l’accesso alla misura, la cui denominazione è Installazione di infrastrutture di ricarica, il GSE – che gestisce il tutto fornendo supporto tecnico-operativo nei confronti del MASE – ha predisposto anche un ciclo di webinar specifici per fornire le informazioni necessarie sulle normative e sulla procedura di ammissione.

Colonnine elettriche PNRR: le risorse a disposizione

L’obiettivo del bando finanziato con risorse PNRR è sostenere l’installazione di più di 18.000 stazioni di ricarica per veicoli a batteria, sia nelle aree urbane sia lungo le strade extraurbane. L’orizzonte è la fine del 2025.
I fondi messi a disposizione sono quasi 369 milioni di euro per le colonnine elettriche extraurbane e quasi 280 milioni da destinare alle infrastrutture di ricarica nelle città. Secondo le stime dei tecnici ministeriali, si dovrebbe arrivare a 7.500 nuovi punti super-veloci extraurbani e 10.880 urbani. Questi vanno ad aggiungersi ai circa 3.000 in ambito urbano in fase di realizzazione grazie al primo bando varato a maggio 2024. E che secondo gli addetti ai lavori era andato sotto le aspettative.
Il bando PNRR per le stazioni di ricarica per auto elettriche non si deve confondere con il cosiddetto Bonus colonnine 2024, che è invece un incentivo governativo per le infrastrutture domestiche (colonnine e wall box).

Bando infrastrutture di ricarica: caratteristiche e obiettivi

I finanziamenti previsti dal bando andranno a coprire fino al 40% dei costi di realizzazione delle nuove stazioni di ricarica. L’avviso è stato riveduto e corretto rispetto al primo, per favorire la partecipazione più ampia possibile da parte degli operatori alla luce delle criticità riscontrate.
Nelle strade extraurbane i punti di ricarica dovranno avere potenze di 175 kW. Stazioni di servizio già esistenti e aree di parcheggio sono indicati come collocazione da preferire. Nei contesti urbani, invece, le colonnine dovranno avere potenze di almeno 90 kW. I fondi non potranno essere utilizzati per realizzare colonnine da 22 kW.
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha così commentato il lancio dell’avviso pubblico: «Con questo secondo bando ci avviciniamo alla metà del percorso. Questo prevede al 2030, un fabbisogno stimato di circa 110 mila colonnine installate. Le 18.000 nuove stazioni previste, in aggiunta alle 3.000 già aggiudicate con il primo bando PNRR e alle oltre 40.000 installate, rappresentano infatti una ulteriore tappa importante verso la realizzazione, nel nostro paese, di una capillare rete di infrastruttura di ricarica. Un requisito indispensabile per costruire una nuova mobilità nel segno di uno sviluppo sempre più sostenibile».

L’importanza di espandere la rete di colonnine

Secondo Motus-E, l’associazione che riunisce produttori, filiera automotive, mondo accademico e movimenti di opinione sul tema della mobilità elettrica, in Italia secondo i dati aggiornati a marzo 2024 sono presenti 54.164 punti di ricarica per veicoli BEV. Un numero che pone il Paese tra i leader in Europa per punti di ricarica. Inoltre, nonostante l’Italia sia considerata più lenta nella diffusione delle auto elettriche, il mercato è in crescita grazie anche agli eco-incentivi statali.
La diffusione capillare delle colonnine di ricarica rappresenta un elemento determinante per il successo della mobilità green. La presenza di una rete estesa e facilmente accessibile alleggerisce le preoccupazioni degli automobilisti riguardo all’autonomia delle auto elettriche, incentivandone così l’adozione e contribuendo sempre più all’abbattimento delle emissioni e alla transizione verso una mobilità sostenibile.