Negli ultimi anni la mobilità elettrica ha fatto passi da gigante, ma resta una domanda centrale: quante colonnine di ricarica elettrica ci sono in Italia? I numeri più recenti mostrano una crescita significativa, anche se non mancano criticità e margini di miglioramento.

La diffusione delle auto elettriche è strettamente legata allo sviluppo dei servizi di ricarica elettrica, fondamentali per garantire spostamenti pratici e senza stress. In questo scenario, l’Italia sta accelerando il passo, cercando di colmare il divario infrastrutturale e sostenere la transizione ecologica.

Un cambiamento necessario anche per ridurre le emissioni di CO2 e contrastare il cambiamento climatico, ma che richiede investimenti costanti e una pianificazione strategica.

Quante colonnine di ricarica elettrica ci sono oggi in Italia

Secondo gli ultimi dati disponibili, al 31 dicembre 2025 in Italia sono presenti 73.047 punti di ricarica pubblici. Si tratta di un numero in costante crescita, che accompagna l’aumento del parco circolante elettrico, arrivato a 373.683 veicoli.

Per quanto riguarda la tipologia di infrastrutture, la maggior parte delle colonnine è in corrente alternata (AC), con una quota del 73,6%, pari a 53.756 punti di ricarica. Le colonnine in corrente continua (DC), più veloci, rappresentano invece il 26,4% del totale, con 19.291 installazioni.

Tra queste, si distinguono le cosiddette colonnine Ultrafast, ovvero quelle con potenza pari o superiore a 150 kW, che consentono tempi di ricarica molto più rapidi e sono sempre più diffuse soprattutto lungo le principali arterie stradali.

Distribuzione sul territorio delle colonnine di ricarica e confronto con l’Europa

La distribuzione geografica delle infrastrutture non è uniforme. Circa il 59% delle colonnine si concentra nel Nord Italia, mentre il Centro ne ospita il 19% e il Sud e le Isole il 22%. A livello regionale, la Lombardia è la più avanti con oltre 15.800 punti di ricarica, seguita da Piemonte, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna. Tra le città, Roma guida la classifica, seguita da Milano e Napoli.

Un dato interessante riguarda il confronto europeo. L’Italia si posiziona tra i Paesi più avanzati, con un punto di ricarica ogni 6 auto elettriche, un rapporto migliore rispetto a Francia, Germania e Regno Unito. Tuttavia, questo non significa che il sistema sia perfetto. Infatti, in Italia servono più colonnine di ricarica, soprattutto in alcune aree meno coperte.

Autostrade e tecnologie: come sta evolvendo la rete delle colonnine di ricarica

Anche la rete autostradale sta migliorando. Attualmente sono presenti 1.374 punti di ricarica lungo le autostrade, con una forte prevalenza di infrastrutture veloci in corrente continua. Questo è fondamentale per consentire viaggi più lunghi senza difficoltà.

Parallelamente, cresce anche l’attenzione verso soluzioni urbane, come le colonnine sulle strisce blu, che permettono di integrare la ricarica direttamente nei parcheggi cittadini, facilitando la vita quotidiana degli utenti.

Per orientarsi tra le infrastrutture disponibili, strumenti digitali come Pun Maps (applicazione con la mappa delle colonnine di ricarica) consentono di individuare facilmente i punti di ricarica più vicini, migliorando l’esperienza di utilizzo.

Obiettivi futuri e sfide da affrontare

Guardando al futuro, gli obiettivi sono ambiziosi. A livello europeo si parla della necessità di arrivare a sei milioni di colonnine di ricarica elettrica entro il 2035, un traguardo fondamentale per sostenere la crescita della mobilità elettrica.

Per raggiungerlo, sarà necessario intervenire su diversi fronti: riduzione dei costi, semplificazione burocratica e potenziamento delle infrastrutture, soprattutto nelle aree meno servite. La sfida non è solo tecnologica, ma anche culturale, perché richiede un cambiamento nelle abitudini di mobilità.

Un sistema in crescita, ma ancora migliorabile

I numeri dimostrano che l’Italia ha compiuto progressi importanti nello sviluppo delle infrastrutture per la ricarica elettrica. Tuttavia, la strada da percorrere è ancora lunga.

Garantire una rete capillare ed efficiente sarà fondamentale per rendere la mobilità elettrica davvero accessibile a tutti e sostenere un modello di trasporto più sostenibile nel lungo periodo.