Un paese della Bassa, a pochi chilometri da Parma, ospita una delle residenze ducali più scenografiche d’Italia e uno dei festival internazionali di circo-teatro più vivaci della scena contemporanea
Colorno, paese di 9mila abitanti della Bassa parmense, sorge nel punto in cui il torrente Parma incontra il canale Lorno. Circondato da distese di campi coltivati, e a pochi passi dal Po, pur nelle sue ridotte dimensioni ha un’impronta regale, dall’atmosfera francese, decisamente insolita per un centro della provincia emiliana. A crearla è soprattutto la presenza della Reggia, la cosiddetta “piccola Versailles” dei duchi di Parma, residenza dei Farnese, dei Borbone e di Maria Luigia d’Austria. E poi, accanto alla storia della corte, convive una memoria completamente diversa, quella del grande ex ospedale psichiatrico, ospitato per oltre un secolo in parte del complesso monumentale. Si diceva – e si dice ancora oggi – che a Colorno siano tutti un po’ matti… e da qui nacque, quasi vent’anni fa, l’idea di un festival in grado di riportare in paese un po’ di sana pazzia, molto tempo dopo la chiusura del manicomio.

Maria Luigia, la Reggia e il suo giardino
La Reggia di Colorno ha seguito una lunga serie di trasformazioni. In origine era una struttura difensiva medievale, poi divenne una residenza signorile legata ai Sanseverino; nel Seicento passò ai Farnese, che la inserirono nel sistema delle residenze ducali di Parma e Piacenza. Il periodo borbonico le diede un’impronta più marcatamente europea e francese: sotto Filippo di Borbone e Luisa Elisabetta di Francia, il palazzo e il giardino vennero ripensati secondo il gusto delle grandi corti del tempo. Il giardino all’italiana fu trasformato nel Settecento in parterre alla francese, con aiuole geometriche, assi prospettici e fontane monumentali ancora oggi presenti. Con Maria Luigia d’Austria, duchessa di Parma dopo la caduta di Napoleone, il parco cambiò ancora volto, avvicinandosi al gusto romantico del giardino all’inglese, con piante rare, serre, un laghetto e percorsi più naturali.

L’ex manicomio, Tommasini e Basaglia
La storia di Colorno cambia radicalmente dopo l’Unità d’Italia, quando il palazzo diventa proprietà della Provincia di Parma. Nel 1873, in seguito a un’epidemia di colera, l’ospedale psichiatrico di Parma viene trasferito provvisoriamente a Colorno, nei locali della Reggia e dell’adiacente convento dei Domenicani. Quella soluzione temporanea diventa però definitiva: per oltre un secolo una parte del complesso rimane adibita a manicomio provinciale. Negli anni Sessanta Colorno diventa uno dei luoghi centrali della critica all’istituzione manicomiale, grazie all’azione politica e sociale di Mario Tommasini, che promuove l’apertura dell’ospedale, il reinserimento dei pazienti e nuove forme di cura fondate sulle relazioni e sul lavoro. Tra il 1970 e il 1971 anche Franco Basaglia dirige l’ospedale psichiatrico di Colorno, prima dell’esperienza di Trieste. Il manicomio viene chiuso dopo la legge 180 del 1978, ma la sua memoria resta una parte decisiva dell’identità del paese.

Tutti Matti per Colorno
Arriviamo così all’intuizione del Teatro Necessario, compagnia di circo contemporaneo che nel 2008 decide di “sconvolgere” la tranquillità di Colorno con una pacifica invasione di nuovi “matti”: da allora, ogni anno, tra fine agosto e inizio settembre, il paese cambia volto con Tutti Matti per Colorno, festival internazionale di circo contemporaneo, teatro e musica, con compagnie, artisti, musicisti, acrobati da ogni parte del mondo e spettatori di ogni età: gli spettacoli occupano il Giardino Ducale, il Cortile della Reggia, le piazze, i vicoli e gli spazi aperti del centro storico.

La maggior parte degli appuntamenti è a ingresso libero o a offerta consapevole, mentre solo alcuni spettacoli richiedono il biglietto. Accanto al programma ufficiale ci sono concerti, mercatino dell’artigianato, bar e street food. È una festa popolare ma di altissimo livello artistico, capace di portare in un paese della Bassa compagnie internazionali che difficilmente si incontrerebbero altrove.

Il programma 2026 (XIX edizione)
Nel 2026 Tutti Matti per Colorno arriva alla diciannovesima edizione e si svolge in due fine settimana, dal 28 al 30 agosto e dal 4 al 6 settembre. Sono già previste oltre trenta proposte tra circo contemporaneo, teatro urbano, teatro di figura, installazioni, musica dal vivo e spettacoli itineranti, con più di cento artiste e artisti in scena. Tra gli ospiti annunciati, compagnie francesi, svizzere, spagnole e italiane: Nicanor De Elia con Copyleft, Marcel et ses Drôles de Femmes con Mascarade, Théâtre Circulaire con Porte-à-faux, Cirque Inextremiste con Damoclès, Leandre Clown con N’imPORTE quoi e Cía. Jimena Cavalletti con B.O.B.A.S. Nel secondo weekend debutta anche Winner di Circo Pacco, coprodotto da Teatro Necessario. Come sempre, il festival non si esaurisce negli spettacoli: la sera continua nei tendoni e negli spazi conviviali, tra concerti, incontri e quella dimensione un po’ anarchica e festosa che negli anni ha reso Tutti Matti per Colorno uno degli appuntamenti più riconoscibili del circo contemporaneo in Italia.









