Ricostruire la storia del Colosseo è come fare un viaggio affascinante attraverso le epoche, dalla sua inaugurazione, nell’80 d.C., fino a diventare il simbolo di Roma, riconosciuto in tutto il mondo.

Il Colosseo, il più famoso tra gli anfiteatri romani, domina il panorama di Roma con la sua imponenza quasi duemila anni dopo la sua costruzione. L’anfiteatro Flavio, icona della Roma imperiale, rappresenta non solo la grandezza dell’epoca ma è oggi un simbolo intramontabile per i romani e gli italiani.

«Finché esisterà il Colosseo, esisterà anche Roma»: le parole di Beda il Venerabile, filosofo e teologo irlandese, riflettono la duratura importanza del Colosseo nella città non a caso definita Eterna: costruito tra il 72 e l’80 d.C. per volere dell’imperatore Vespasiano e completato da suo figlio Tito, l’Anfiteatro Flavio era originariamente destinato a ospitare gli spettacoli dei gladiatori e altri intrattenimenti.

La costruzione del Colosseo e l’eredità dei Flavi nella storia

La costruzione del Colosseo ebbe inizio sotto Vespasiano e fu completata da Tito, che inaugurò il monumento nell’80 d.C. dedicandolo a suo padre, Vespasiano, della dinastia dei Flavi (69-96 d.C.). La sfarzosa inaugurazione rifletteva la grandiosità dell’opera: 100 giorni di giochi, durante i quali circa 5.000 animali furono massacrati .

L’opera fu eretta sulle rovine della residenza di Nerone, la Domus Aurea, come parte di un programma politico che prevedeva l’apertura al pubblico di ampie aree di Roma prima riservate agli imperatori.

Nel corso dei secoli il Colosseo ha vissuto periodi di gloria e di decadenza, ma ha sempre mantenuto la sua maestosità.
Dopo essere stato la punta di diamante dell’Impero Romano per oltre due secoli, l’Anfiteatro conobbe un periodo di declino durante l’avvento del Cristianesimo, con il lento abbandono dei giochi dei gladiatori: l’ultimo spettacolo risale al 523 d.C.

Durante Medioevo l’anfiteatro veniva sfruttato in diversi modi, a volte come rifugio e a volte come fortezza, ma anche come cava di materiali edili, uso da cui il monumento è rimasto visibilmente danneggiato: è stato depredato di circa centomila metri cubi di travertino e di circa cinquecento tonnellate di ferro.

Nel XVI secolo la costruzione di un’edicola sacra, in seguito trasformata nella Chiesa di Santa Maria della Pietà al Colosseo, permise la fine dei saccheggi, fino a che nel 1750, grazie a papa Benedetto XIV, il Colosseo divenne il cuore simbolico della Via Crucis del Venerdì Santo, tradizione che perdura tuttora.

Finalmente nel 1980 l’Anfiteatro Flavio è stato nominato, insieme a tutto il centro storico di Roma, Patrimonio UNESCO dell’Umanità: oggi il Colosseo rappresenta iconograficamente l’Italia nel mondo ed è entrato nell’immaginario collettivo.

Le caratteristiche architettoniche del Colosseo

L’architettura del Colosseo è un capolavoro di ingegneria e una testimonianza straordinaria delle competenze tecniche in epoca romana. Il maestoso anfiteatro ha una struttura imponente e un design studiato per accogliere decine di migliaia di spettatori.

Pianta ovale

La pianta ovale del Colosseo misura 189 metri di lunghezza, 156 metri di larghezza e 46 metri di altezza: la forma ellittica era tipica degli anfiteatri romani e permetteva una vista ottimale da ogni angolazione. La grandezza dell’edificio era tale da ospitare fino a 80.000 spettatori, che assistevano agli spettacoli e ai combattimenti che avevano luogo nella vasta arena centrale.

Struttura esterna e dettagli

L’anello esterno del Colosseo, conservato per oltre il 40% della sua originale grandezza, si erge con quattro piani sovrapposti. I primi tre piani presentano arcate inquadrate da semi-colonne di ordine dorico, ionico e corinzio, che donano all’edificio sontuosità ed eleganza. Il quarto piano, invece, è decorato con lesene e privo di aperture.

Sui cornicioni posti sulla sommità dell’anello esterno sono visibili 240 fori che servivano a sostenere un pesante velario. Questo sistema di 80 vele triangolari, manovrate da 320 funi collegate a grandi argani di travertino posti all’esterno dell’edificio, aveva lo scopo di proteggere gli spettatori dal sole durante gli eventi.

Struttura interna e suddivisione sociale

Gli ingressi principali al Colosseo fornivano accesso a differenti settori della cavea, cioè le gradinate che circondano l’arena. Queste erano organizzate secondo un preciso ordine sociale: l’ingresso nord era riservato all’imperatore, mentre gli ingressi sud, est e ovest erano destinati a spettatori di rango elevato come le vestali, i magistrati e gli ospiti d’onore. I gradini immediatamente davanti all’arena erano riservati ai senatori, seguiti da quelli per i cavalieri, le gradinate per il popolo e, agli estremi, i posti considerati meno privilegiati erano riservati alle donne.

La distinzione tra le classi sociali era evidente anche nei materiali stessi: le gradinate senatorie erano l’unico settore rivestito in marmo, mentre le altre erano realizzate in mattoni, ad eccezione di una lastra marmorea con incisi i nomi delle categorie di spettatori. Gli ultimi posti, quelli destinati alle donne, erano invece realizzati in legno.

L’arena e i sotterranei

L’arena, originariamente pavimentata con un tavolato ligneo coperto di sabbia, era il cuore pulsante degli spettacoli. La sua pavimentazione poteva essere rimossa per rivelare un intricato sistema di corridoi sotterranei, gli ipogei, che ospitavano gladiatori, animali e inservienti. Al centro dell’arena si trovava un sistema rotante mosso da contrappesi che consentiva la comparsa di scenografie complesse come colline, foreste e ambienti marini.

L’arena del Colosseo inoltre aveva la capacità di essere allagata per creare uno specchio d’acqua, un elemento che aggiungeva un livello di spettacolarità e versatilità agli spettacoli. Questo consentiva di organizzare epiche battaglie navali simulate, le naumachie.

Per creare questa scenografia, l’arena era dotata di un complesso sistema idraulico: gli ipogei infatti ospitavano macchine e meccanismi che permettevano di riempire e svuotare rapidamente l’area centrale dell’arena.

Storia e curiosità: gli spettacoli nel Colosseo

I giochi organizzati nel Colosseo non erano solo intrattenimento di massa, ma anche manifestazioni della cultura e della politica dell’Impero Romano: questi spettacoli magnificenti hanno contribuito a plasmare l’immagine dell’antica Roma agli occhi del mondo.

Nell’Anfiteatro Flavio si svolgevano giochi gladiatori (munera), caccie (venationes) e le già citate battaglie navali (naumachie), ma erano i gladiatori il fulcro degli spettacoli: prigionieri, schiavi o uomini liberi caduti in disgrazia, i gladiatori facevano parte di un intricato sistema di intrattenimento attorno ai quali si muoveva un complesso giro d’affari. Il Ludus Magnus, la più grande caserma gladiatoria, era direttamente collegato all’arena.
La vita di un gladiatore era spesso breve, ma i più abili potevano guadagnare onori, ricchezze e persino la libertà, diventando agli occhi del pubblico veri e propri idoli.

Come raggiungere il Colosseo

Il Colosseo è uno di quei monumenti che attraggono inevitabilmente i visitatori, soprattutto se in viaggio con i bambini, che restano sempre affascinati dalle storie dei gladiatori.

Se visitare il Colosseo non è certo la meta ideale per un giorno di pioggia né tra quelle per vivere Roma come un local, è anche vero che, per la sua imponenza e la sua posizione centrale, è impossibile non notarlo!
Si trova infatti nella piazza omonima, a due passi da Via dei Fori Imperiali e da Piazza Venezia, una zona di passaggio quasi obbligato per i turisti. Del resto, se tutte le strade portano a Roma, figuriamoci al Colosseo: puoi raggiungerlo con ogni mezzo, con l’autobus o con la linea B della metro, a piedi o sfruttando i servizi romani di noleggio di monopattini elettrici o di bike-sharing.
Dal lunedì al sabato puoi andarci anche in automobile, benché la zona sia estremamente trafficata: in questo caso ti consigliamo di approfittare di un’app di servizio carburante per viaggiare con più serenità.