Il volto della città meneghina e i punti urbani dedicati alle Olimpiadi Milano-Cortina. Le nuove strutture, le parole dei residenti, l’impatto di atleti e staff nel tessuto urbano. Viaggio alla scoperta dei giorni olimpionici di Milano, che debutta come ospite della kermesse mondiale legata agli sport invernali

Milano si veste elegante per le Olimpiadi invernali, con un clima grigio e un cielo plumbeo che ammantano la città come fossero i lembi di un cappotto Loden tanto tipico della borghesia meneghina. Anche la Madunina in cima al Duomo indossa a suo modo il tricolore, come nelle grandi occasioni: ricorrenze storiche e appunto grandi eventi sportivi. E questa è la prima volta che Milano ospita le olimpiadi invernali, anche se la cittadinanza sembra accorgersene appena, in questo viaggio nel capoluogo lombardo immerso nella kermesse olimpionica.

Duomo di Milano, con la “Madunina” che tiene la bandiera italiana – Credits: Gianluca Schinaia per Moveo

Milano non è sorpresa da questo evento sportivo di portata storica: i milanesi continuano ad andare a lavoro come ogni giorno. Più che altro le olimpiadi sono occasione per commentare gli effetti sulla città in questi giorni, più che le gare. Un passante si lamenta della viabilità alterata per le Olimpiadi, un altro per i costi della vita quotidiana: “Già era cara, adesso con Milano-Cortina stanno davvero esagerando. Sparsi per le vie del centro e vicino ai punti cittadini protagonisti della kermesse olimpica, si vedono in tute blu da sci girare partecipanti, atlenti, staff e spettatori come fossero in una diffusa settimana bianca: alieni colorati nella Milano Day-by-day plumbea nel suo manto invernale, che si accorgono a malapena di questi visitatori. Totem colorati ma discreti adornano le vie centrali da San Babila al Duomo. Discreti, come le forze dell’ordine: poche macchine visibili e pochi agenti in uniforme, molti saranno in borghese. Forse una risposta soft all’invio dei paramilitari ICE di Donald Trump a Milano, decisione che ha suscitato molte polemiche. Partiamo il nostro viaggio all’interno della Milano olimpica da due dei luoghi iconici delle gare in città.

Corso Vittorio Emanuele II – Credits: Gianluca Schinaia per Moveo

Le gare: le piste di Assago e Santa Giulia

I luoghi più emblematici delle Olimpiadi in città sono il Milano Ice Park di Rho, la Milano Santagiulia Ice Hockey Arena e la Milano Ice Skating Arena di Assago. In una mattina delle prime giornate olimpiche meneghine, ci siamo trovati ad Assago. Alle 9 già autobus e macchine straniere affollavano il parcheggio del Forum. Per strada dominavano i colori arancioni, dato che l’Olanda attendeva grandi soddisfazioni dalla gara di short track in programma quella mattina. Peccato che alla fine sarà l’Italia a trionfare con l’oro all’Ice Skating Arena proprio nello short track (a trionfare, Elisa ConfortolaArianna FontanaThomas Nadalini e Pietro Sighel).

Forum di Assago trasformato nella Ice Skating Arena – Credits: Gianluca Schinaia per Moveo

Mentre si apprestano ad affollare gli spalti, si vedono anche molti statunitensi, canadesi, sudcoreani, tutti coinvolti nelle gare di giornata. Un elemento che colpisce e che contraddistingue altre immagini della città sotto Olimpiadi è che i residenti non sembrano in alcun modo coinvolti o toccati da questo evento, quasi indifferenti ai protagonisti della kermesse o forse abituati ai grandi eventi e quindi indolori di fronte alla pacifica invasione delle squadre olimpioniche e dei fan in città.

L’Ice Skating Arena di Assago – Credits: Gianluca Schinaia per Moveo

Lungo via del Futurismo, sempre nella zona meridionale di Milano dove è Assago sebbene dal lato opposto, c’è invece il grande stadio adibito all’hockey sul ghiaccio: la Milano Santagiulia Ice Hockey Arena. Qui i controlli sono molto stretti ed è difficile anche solo avvicinarsi allo stadio senza l’accredito. C’è una gestione molto attenta dei flussi di persone, che sembrano più turisti strampalati che hoolingan facinorosi: bisogna anche considerare che tolti gli atleti, l’età media dei partecipanti alle Olimpiadi è molto alta, probabilmente anche a causa del costo elevato dei biglietti (diverse centinaia di euro per assistere alle gare) e del rincaro degli affitti in città, schizzati anche del 100% in alcune zone sensibili e strategiche.

La Milano Santagiulia Ice Hockey Arena – Credits: Gianluca Schinaia per Moveo

C’è movimento al Villaggio Olimpico

Un punto importante è che queste strutture sono collegate molto bene alle metropolitane e facili da raggiungere. E un altro punto a favore, per quanto sembri secondario, sono le sistemazioni nel Villaggio Olimpico e Paralimpico nell’area di Scalo Porta Romana: innanzitutto, ci sono letti veri e non quelli “in cartone” tanto criticati alle ultime Olimpiadi di Parigi. Questo spazio sarà un villaggio sportivo temporaneo per poi diventare, almeno nelle intenzioni attuali, il più grande studentato della città una volta terminate le Olimpiadi.

Il Villaggio Olimpico e Paralimpico - Credits: Gianluca Schinaia per Moveo
Il Villaggio Olimpico e Paralimpico – Credits: Gianluca Schinaia per Moveo

Qui è facile parlare con atleti di ogni dove. “E’ la mia prima volta in Italia, è davvero come me la immaginavo!”. Guardando al cielo grigio di giornata non sembra proprio il corollario latino dell’immaginario ideale, ma per una pattinatrice olandese va comunque già bene così.

Il murales realizzato in prossimità del Villaggio Olimpico e Paralimpico – Credits: Gianluca Schinaia per Moveo

Tanti volontari, ma soprattutto staff professionale: la sensazione è di una grande attenzione alla sicurezza e ad evitare assembramenti, senza lesinare gentilezza. Bisogna ricordare che “siamo qui per farvi divertire” mi dice sorridendo una guardia all’ingresso del Villaggio.

Staff all’ingresso del Villaggio Olimpico e Paralimpico – Credits: Gianluca Schinaia per Moveo

Il centro di Milano come passerella

L’altro grande polo attrattivo della città delle Olimpiadi invernali inizia da piazza San Babila e lungo Corso Vittorio Emanuele II arriva al Duomo. Qui c’è la Medal Plaza, dove avvengono le premiazioni (o almeno gran parte di esse) ed è inevitabilmente dove si incrocia la Milano che lavora e fatica con quella che gareggia e si diverte. Anche in questo caso, i turisti si affiancano ai visitatori arrivati per le Olimpiadi, questi ultimi facili da distinguere a causa delle mise sportive ma non si mischiano alla cittadinanza.

Piazza Duomo – Credits: Gianluca Schinaia per Moveo

I milanesi passeggiano per le strade indaffarati o comunque non sorpresi né colpiti da personaggi, installazioni e manifesti accesi o colorati che adornano la città. Sarà l’abitudine alle settimane della Moda o del Mobile, così come l’esperienza di Expo, che in qualche modo ha assuefatto la cittadinanza. O più probabilmente una mancata partecipazione dei milanesi alle Olimpiadi, giochi sembrano capitare a Milano dall’alto. Poche iniziative ad esempio dedicate ai bambini: solo a City Life un’istallazione aperta come scivoli gratuiti per i più piccoli.

Manifesto pubblicitario delle Olimpiadi – Credits: Gianluca Schinaia per Moveo

Per il resto diverse iniziative in città tra teatri ed esibizioni come il programma culturale ufficiale collegato ai Giochi e parallelo alle gare che comprende spettacoli, performance e appuntamenti connessi al tema olimpico, in una sorta di “Olimpiade culturale“. Sono iniziative che comunque si rivolgono ad un pubblico adulto e ad una fascia culturalmente elevata (e abbiente) della cittadinanza. Un po’ una mostra delle capacità milanesi più che un’occasione per far sentire i milanesi protagonisti e presentare Milano accogliente. La città invece accetta passivamente le Olimpiadi, guardandole un po’ in modo svogliato come fosse la sfilata di celebrities su una passerella e pensando più che altro a quando finiranno, a causa dei disagi quotidiani che al momento chiaramente ne conseguono.

Staff – Credits: Gianluca Schinaia per Moveo

L’esempio propulsivo di ciò che è stato l’Expo del 2015 per la città potrebbe essere colto con maggiore opportunismo da chi organizza la kermesse e chi amministra la città: è un’occasione unica, che non capita ogni quattro anni. Perché ora che la gara è ufficialmente iniziata è indispensabile pensare a ciò che rimarrà a Milano di un lascito così imponente come quello delle Olimpiadi, per cosa domani si farà ricordare di questa kermesse italiana.

Cartellone spot a Milano – Credits: Gianluca Schinaia per Moveo