In Toscana è nato un progetto per connettere i borghi rurali della Costa degli Etruschi: obiettivo principale è impiegare la mobilità elettrica per contrastare il fenomeno della “povertà di trasporto”. L’intervista di Moveo all’assessore Cristiano Pullini del comune di Castagneto Carducci
Cos’è la “povertà di trasporto”? Si tratta della situazione in cui un individuo o una famiglia non dispone di opzioni di trasporto pubblico o privato adeguate. Oppure si verifica quando il sistema di trasporto limita l’accesso ad altri beni e servizi essenziali perché non è in grado di sostenerne i costi. Non è un problema solo dei borghi rurali, ma particolarmente sentito proprio in queste aree. Così, grazie al PNRR e ad altri fondi europei, si sta intervenendo proprio in queste aree per accelerare la transizione ecologica anche in funzione della connessione tra piccoli centri. Come è accaduto in Toscana, in particolare in una zona chiamata “Costa degli Etruschi“. Questo ambito territoriale riguarda un tratto di litorale della Toscana meridionale, in provincia di Livorno, che si estende indicativamente fino a Piombino e al Golfo di Baratti e Populonia. Come è facile intuire, il nome deriva dalla presenza di importanti siti archeologici etruschi, soprattutto nella zona di Populonia, l’unica città etrusca costruita direttamente sul mare, con le famose necropoli di Baratti, tombe monumentali e resti metallurgici legati alla lavorazione del ferro dell’Isola d’Elba. Ecco, in una delle aree più affascinanti e suggestive del Belpaese c’è un problema di connessione tra i borghi che lì risiedono. Così è nato un progetto per la realizzazione di minibus e dotazioni di ricarica elettrica che individua 26 siti in 13 Comuni di quest’area (anche se si inizierà solo con 4). Si tratta di uno dei primi progetti del genere mai fatti in Italia per collegare attraverso la mobilità elettrica una rete di borghi rurali. Per scoprire meglio di cosa si tratta, Moveo ha intervistato l’assessore Cristiano Pullini del comune di Castagneto Carducci.
Di cosa tratta questo progetto di mobilità elettrica condivisa?
Come ci ha spiegato Pullini, si tratta di un progetto che segue una pianificazione pluriennale, iniziato con un finanziamento del 2022 e sviluppato attraverso una seconda concessione nel 2025. «La proposta della Green Community Costa degli Etruschi per l’acquisto di minibus elettrici è stata finanziata nell’ambito del PNRR» segue l’assessore. Il titolo dell’intervento che aldilà dei tecnicismi spiega la funzionalità del finanziamento è: “Realizzazione di infrastrutture di ricarica a supporto di collegamenti delle aree deboli con mezzi elettrici nella Green Community Costa degli Etruschi”.
«Sono state mappate una serie di località prioritarie, incluse poi in un Master Plan, fra le quali 4 sono state selezionate per la realizzazione in via prioritaria di una struttura di ricarica ciascuna. La finalità dell’intervento “minibus elettrici” è quella di associare a ciascuna delle stazioni di ricarica un mezzo di trasporto elettrico da mettere a disposizione del Comune nel quale la postazione è situata».
Quali sono i borghi interessati?
Ecco i paesi che saranno dotati di infrastrutture di ricarica in base a questo progetto:
«Bibbona, Castagneto Carducci, Guardistallo e Piombino. Anche il Comune di Suvereto ha realizzato una struttura analoga e l’approvvigionamento di un minibus elettrico».
La capillarità futura dei collegamenti intende idealmente perseguire la logica adottata in un altro intervento del medesimo Piano Green Community, ovvero «l’ideazione, progettazione e realizzazione (quest’ultima attualmente in corso di completamento) di una rete di oltre 330 km di itinerari ciclabili, opportunamente segnalati come “Grand Tour”, che toccano tutti i Comuni dell’Ambito “Costa degli Etruschi”».
Perché questo nuovo progetto di mobilità dedicato proprio ai borghi rurali?
Come spiega l’assessore, il tema è affrontare proprio la questione della “povertà di trasporto”. A tal proposito Pullini cita un’indagine Flash Eurobarometer condotta nel 2021 che ha valutato quali siano le priorità su cui dovrebbe concentrarsi la visione a lungo termine per le aree rurali dell’UE:
«Ecco i principali risultati dell’indagine: il 79% dei cittadini UE sostiene che l’UE debba tener conto delle aree rurali nelle decisioni di spesa pubblica; il 65% dei cittadini UE pensa che l’area locale o la provincia debba poter decidere come vengono spesi gli investimenti UE nelle aree rurali; il 44% dei cittadini ha menzionato le infrastrutture di trasporto e i collegamenti come una necessità chiave delle aree rurali».
Così anche da queste valutazioni nasce uno dei progetti come quello di mobilità elettrica che lega i comuni della Costa degli Etruschi.
«Intendiamo consentire il collegamento di un centro con altri centri limitrofi nell’ottica di una più accentuata intramobilità territoriale di tipo sostenibile. E così alleviare il fenomeno della “povertà di trasporto” in queste zone».
A quali mezzi quindi sarà dedicato il progetto?
L’idea è supportare sia la mobilità elettrica privata che pubblica, oltre a sostenere se necessario associazioni o attività sociali del territorio:
«Saranno realizzati 4 Minibus Full Electric. E i mezzi saranno affidati in gestione, con la responsabilità di manutenzione, ai Comuni interessati. I quali a loro volta potranno mettere questi mezzi a disposizione di altri operatori (es. attivi nel settore sociale del volontariato)».
Inoltre, ogni postazione considerata da questo intervento (collocata al capolinea di servizio delle linee bus) sarà composta da uno stallo di sosta per i mezzi del TPL con colonnina di ricarica, «eventualmente utilizzabile anche da un’auto secondo l’orario esplicitamente indicato. E poi da un’area di sosta bici; in alcuni casi l’area di sosta è protetta da pensilina con copertura fotovoltaica».
Quali risultati intendete realizzare?
L’assessore Pullini spiega che questo intervento avrà diversi obiettivi:
- una indagine sui potenziali affidatari dei mezzi e modalità di affidamento in gestione del mezzo;
- una mappatura delle diverse esigenze di natura sociale, turistica o altro;
- la formulazione di una rete di collegamenti, anche soggetti a calendarizzazione variabile su base stagionale;
- la definizione finale delle specifiche tecniche dei mezzi da approvvigionare.
Il tutto «per una ottimizzazione dei servizi di trasporto offerti dai mezzi elettrici». E su quando il progetto descritto prenderà il via, l’assessore indica il primo semestre del 2026:
«Il completamento della fornitura e messa in strada del lotto dei minibus elettrici è previsto entro il 31 marzo del prossimo anno. Successivamente ci sarà la consegna in affidamento ai Comuni, per un possibile utilizzo già prima della stagione estiva».








