Un nuovo sistema per riuscire a rintracciare i bagagli smarriti in aeroporto: come funziona e perché potrebbe essere rivoluzionario.
Cosa fare se si smarriscono i bagagli in aeroporto? Succede più spesso di quanto si immagini: nel 2024 i bagagli in ritardo o gestiti male dalle compagnie aeree sono stati ben 33,4 milioni.
Da Google, però, arriva un “trucco” per rintracciare i bagagli smarriti. Ecco di cosa si tratta.
Bagagli smarriti in aeroporto: la soluzione di Google con Find Hub
Google ha pensato a un aggiornamento di Find Hub, la piattaforma Android dedicata alla localizzazione di dispositivi e oggetti personali. Grazie a questa novità, gli utenti hanno ora la possibilità di condividere in tempo reale la posizione del proprio bagaglio direttamente con la compagnia aerea, anche quando la valigia risulta dispersa tra nastri trasportatori, aree di smistamento o depositi aeroportuali.
Il funzionamento del sistema è semplice e immediato. Chi utilizza un tracker compatibile con Find Hub collegato al bagaglio può accedere all’applicazione, selezionare l’oggetto da localizzare e generare un link protetto contenente la posizione aggiornata in tempo reale. Questo collegamento può poi essere inserito nel modulo dedicato ai bagagli smarriti, disponibile attraverso l’app o il sito web della compagnia aerea.
In questo modo, gli operatori incaricati della gestione del caso, sia al banco assistenza sia da remoto, possono visualizzare con precisione la posizione fisica della valigia senza affidarsi esclusivamente alle scansioni manuali o alle comunicazioni interne tra diversi reparti. Nei grandi aeroporti, spesso caratterizzati da flussi complessi e tempi di risposta più lunghi, la disponibilità di coordinate aggiornate rappresenta un vantaggio operativo concreto, capace di velocizzare sensibilmente le procedure di recupero.
E per quanto riguarda la privacy? Google ha pensato anche a questo, evitando che il problema dei bagagli smarriti in aeroporto faccia sorgere un’altra complicazione per i viaggiatori. Infatti, il link di condivisione viene disattivato automaticamente dopo sette giorni, oppure nel momento in cui smartphone e bagaglio tornano nuovamente vicini. L’utente mantiene inoltre il pieno controllo sulla funzione, con la possibilità di interrompere la condivisione in qualsiasi momento.
Quali compagnie aeree hanno aderito?
Al debutto del servizio, oltre dieci tra le migliori compagnie aeree internazionali hanno già integrato questa tecnologia nei propri processi di recupero bagagli. Nel dettaglio, si parla di:
- Turkish Airlines;
- Air India;
- China Airlines;
- Gruppo Lufthansa (che include Austrian Airlines, Brussels Airlines e Swiss);
- Saudi Airlines;
- Scandinavian Airlines;
- Qantas (secondo quanto comunicato da Google).
Un elemento particolarmente rilevante riguarda l’integrazione con SITA, tra i principali fornitori di tecnologie per il settore aeronautico, e con Reunitus. Entrambe hanno implementato la funzionalità rispettivamente all’interno di WorldTracer e NetTracer, piattaforme utilizzate per il monitoraggio dei bagagli da centinaia di compagnie e migliaia di aeroporti a livello globale.
Questo significa che i dati di localizzazione condivisi dal passeggero possono essere inseriti direttamente nei normali flussi operativi delle compagnie, senza richiedere strumenti dedicati o procedure parallele da parte del personale aeroportuale.
Infine, sembra che Google non voglia fermarsi qui quando si parla di bagagli smarriti in aeroporto. Parallelamente allo sviluppo e ai miglioramenti della sua piattaforma, emergono indiscrezioni secondo cui l’azienda starebbe collaborando con un importante marchio del settore valigeria per integrare direttamente la tecnologia Find Hub nei bagagli. Una prospettiva che potrebbe aprire la strada a valigie dotate di sistema di tracciamento incorporato, eliminando la necessità di accessori esterni dedicati.








