Nel Friuli Occidentale, a pochi chilometri dal confine con il Veneto, esiste un borgo che non ha nulla da invidiare alle mete più celebrate: si chiama Cordovado, e vale ogni chilometro di strada per raggiungerlo.
Poco più di 2.500 abitanti, un castello medievale con fossato e torri storiche, 23 fontanelle pubbliche sparse per le vie, alberi monumentali nei parchi, un santuario barocco a pianta ottagonale e i paesaggi che ispirarono Ippolito Nievo e Pasolini. In questo articolo ti portiamo a scoprire Cordovado, nel Friuli occidentale, dalla sua storia medievale fino ai modi migliori per arrivarci.
Cordovado: un borgo tra acque, letteratura e Medioevo
Cordovado sorge nella pianura friulana, tra il Tagliamento e il Livenza, in un paesaggio agricolo in cui il verde la fa da padrone. Le sue origini affondano probabilmente nell’età romana, ma la documentazione certa parte dal Medioevo, quando questo luogo era un grande complesso agricolo (una curtis) posizionato in prossimità di un guado sull’antico corso del Tagliamento. Da qui il nome: Curtis + Vadum, cioè il podere sul guado.
I vescovi di Concordia intuirono l’importanza strategica di questo nodo territoriale – il guado era attraversato da una strada che metteva in comunicazione Portogruaro con le terre dell’Austria e della Germania – e tra l’XI e il XII secolo provvidero a fortificarlo, facendo del castello di Cordovado il loro insediamento più rilevante nella pianura.
Cordovado è anche una terra d’acque. Il territorio è punteggiato da rogge, risorgive e laghetti nati dalle vecchie cave, e in giro per il borgo si contano ben 23 fontanelle pubbliche. Altrettanto notevole il patrimonio arboreo: dal bagolaro di parco Mainardi alla sofora giapponese di parco Cecchini, dai cipressi calvi del parco della Madonna al platano che cresce accanto alla torre nord del castello, fino al tiglio quasi centenario di piazza al Tiglio.
Non sorprende che questo borgo abbia ispirato due dei più grandi scrittori italiani: Ippolito Nievo, che ambientò qui alcune scene de Le confessioni di un italiano, e Pier Paolo Pasolini.
Dal 2004, tutto il suo patrimonio è riconosciuto ufficialmente: Cordovado fa parte dei Borghi più Belli d’Italia, un titolo pienamente guadagnato.
Cosa vedere a Cordovado
Cordovado è compatta quanto basta per visitarla in una giornata, ma densa abbastanza da lasciarti con la sensazione di avere ancora qualcosa da scoprire. Ecco i luoghi che non puoi perderti.
Il Castello
Il castello è il simbolo del borgo e il punto da cui tutto ha avuto inizio. L’attuale configurazione è il risultato di successive modifiche avvenute tra il Seicento e l’Ottocento, ma le sue radici risalgono all’XI-XII secolo, quando i vescovi di Concordia lo scelsero come loro sede principale nella pianura. A quell’epoca la struttura era dotata di fosse, terrapieni e strutture in legno; solo in seguito venne consolidata con mura e torri in mattoni.
Di tutto l’impianto difensivo originario, oggi si possono ammirare il fossato, le mura perimetrali, i ponti in muratura e le due torri portaie contrapposte, affacciate su via Castello. La torre a nord, detta dell’Orologio, è quella meglio conservata; la torre a sud, invece, ha perso nel tempo le merlature, ma conserva la posterla, la piccola porta pedonale con accesso a ponte levatoio.
All’interno della cinta muraria si trovano anche il Palazzo Freschi-Piccolomini, con il suo grande parco aperto verso la campagna, e la chiesa di San Girolamo, risalente al XIV secolo.
La Pieve di Sant’Andrea
L’antica pieve di Sant’Andrea è l’attuale duomo di Cordovado e uno degli edifici religiosi più affascinanti del borgo. La costruzione risale al XV secolo, ma alcuni elementi fanno pensare a una fondazione molto più antica, forse addirittura tra il IV e il V secolo, quando sorgeva in questa zona un primo oratorio campestre.
L’interno, originariamente a navata unica, fu ampliato nel Seicento con l’aggiunta delle navate laterali. Quello che colpisce di più entrando è il ricco apparato pittorico: la pieve conserva affreschi databili tra il Quattrocento e il Settecento. Tra i più notevoli, l’affresco della Santissima Trinità del XVI secolo sul primo pilastro di destra, e l’affresco di San Martino, attribuito a un artista anonimo dello stesso periodo. Nel presbiterio si trovano raffigurazioni dei Dottori della Chiesa insieme a evangelisti, profeti e angeli. Tra le pale d’altare spiccano la Purificazione di Maria di Giuseppe De Gobbis (1769) e la pala di San Rocco di Baldassar D’Anna. L’abside è affrescata da Gianfrancesco da Tolmezzo, uno dei pittori friulani più rappresentativi del Rinascimento.
Il Santuario della Madonna delle Grazie
Il Santuario della Madonna delle Grazie è considerato il più antico santuario mariano dell’intera diocesi ed è, senza dubbio, il gioiello dell’arte barocca veneziana di Cordovado. Fu costruito a partire dal 1603 nel punto esatto in cui, nel 1592, una donna del posto riferì di aver avuto un’apparizione della Vergine Maria. Nel secondo decennio del Settecento venne affiancato da un convento di padri domenicani, che vi rimasero fino al 1806.
Quello che rende questo edificio davvero raro è la sua pianta ottagonale, una soluzione insolita per il Friuli Venezia Giulia che conferisce all’interno una luce e una spazialità del tutto particolari. Il soffitto è un capolavoro intagliato da Cataldo Ferrara, mentre le opere pittoriche sono firmate da artisti come Filippo Zanimberti, Baldassar D’Anna e Santo Peranda.
Il Parco Letterario “Ippolito Nievo” e la fontana di Venchiaredo
Al confine tra Cordovado e Sesto al Reghena si trova uno dei luoghi più suggestivi di tutta la zona: la fontana di Venchiaredo. Circondata dagli alberi di un piccolo bosco rigoglioso, questa fontana è uno dei luoghi descritti da Ippolito Nievo ne Le confessioni di un italiano, il romanzo che ha consacrato lo scrittore come uno dei grandi dell’Ottocento italiano.
Attorno a questo e ad altri luoghi nieviani si è sviluppato il Parco Letterario “Ippolito Nievo”, un progetto che intreccia la visita al territorio con la lettura e la riscoperta dell’opera dell’autore. Anche Pier Paolo Pasolini trasse ispirazione da questi paesaggi. Passeggiare lungo questo percorso è un modo diverso e molto piacevole di vivere il territorio, soprattutto se hai un po’ di sensibilità letteraria.
Come raggiungere Cordovado
Cordovado è ben collegata e raggiungibile con diversi mezzi.
Raggiungerla in auto è sicuramente il modo più comodo e flessibile. Chi arriva da Milano può percorrere l’autostrada A4 fino all’uscita Portogruaro/Fontanafredda, per poi proseguire sulla SP463 fino al borgo. Se viaggi in autostrada, ti consigliamo di attivare il servizio di telepedaggio: ti permette di attraversare i caselli senza fermarti, risparmiando tempo specialmente nei periodi di traffico intenso. In tali casi, ti consigliamo di controllare lo stato della viabilità monitorando il traffico in tempo reale.
In treno, la stazione di riferimento è quella di Portogruaro. Da lì si raggiunge Cordovado in autobus.
Se preferisci un’opzione di viaggio ancora più sostenibile, puoi arrivare a Cordovado anche in bicicletta. La pianura friulana è un territorio vocato al cicloturismo: percorsi pianeggianti, poco traffico sulle strade secondarie e paesaggi aperti rendono questo territorio ideale per chi ama pedalare.








