Nell’entroterra di Senigallia, a due passi dal mare, si trova l’antico borgo medievale di Corinaldo. Assolutamente da vedere, per un’esperienza unica tra paesaggi, tradizioni e cultura marchigiana.
In provincia di Ancona, circondato da campi e vigneti, sorge Corinaldo, uno dei borghi più scenografici e suggestivi delle Marche.
Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e dal 2007 inserito nell’elenco dei Borghi più belli d’Italia, vanta numerose attrazioni, a partire dal suo straordinario circuito fortificato: oltre 900 metri di mura perfettamente conservate, che raccontano secoli di storia e vita quotidiana.
All’interno, numerose chiese, piazze e monumenti accompagnano il visitatore in un percorso ricco di fascino.
Corinaldo è sicuramente una tappa imperdibile del Centro Italia, ideale per chi abbraccia il ritmo lento e autentico dello slow living.
Corinaldo, cenni storici
Le origini di Corinaldo non sono del tutto certe, ma vengono generalmente ricondotte all’anno Mille e al fenomeno dell’incastellamento. Arroccato tra i fiumi Cesano e Misa, diventa presto un avamposto strategico conteso dai comuni limitrofi.
Nel 1291 ottiene l’autonomia comunale da papa Nicolò IV. Schierato con la fazione Guelfa fino al Trecento, cade successivamente sotto l’influenza del concittadino ghibellino Nicolò Boscareto, finché – nel 1360 – l’esercito pontificio di Innocenzo VI, guidato da Galeotto I Malatesta, rade al suolo l’intero paese.
Ricostruito ex novo nel 1367 per volontà di papa Urbano V, viene dotato dell’attuale cinta muraria, poi ampliata nel Quattrocento, probabilmente anche con l’aiuto del famoso architetto militare senese Francesco di Giorgio Martini.
Nel Seicento il borgo si arricchisce di palazzi nobiliari e prestigiose architetture civili e religiose, trasformandosi in un vivace centro di arti e mestieri.
Questa stagione di prosperità contribuisce a definire l’aspetto armonioso e raffinato, che ancora oggi caratterizza Corinaldo.
Cosa vedere a Corinaldo
Corinaldo è un autentico gioiello medievale e rinascimentale. Situato a pochi chilometri dalla costa adriatica, accoglie i visitatori con un centro storico intatto e un’atmosfera senza tempo. Un borgo che vale la pena visitare anche in primavera, quando colori, profumi e scorci panoramici rendono ogni passeggiata ancora più suggestiva.
La Piaggia e il Pozzo della Polenta
La Piaggia non è la scalinata più lunga d’Italia, ma certamente una delle più scenografiche. Con i suoi 109 gradini collega Via del Corso all’antica Porta di Santa Maria del Mercato, attraversando il cuore del borgo tra case in mattoni e scorci pittoreschi sul paesaggio circostante. È senza dubbio anche uno dei luoghi più fotografati della cittadina.
A metà percorso si incontra uno dei simboli di Corinaldo: il Pozzo della Polenta. Il nome richiama una nota leggenda popolare, secondo cui un uomo, sfinito, fece cadere nel pozzo un sacco di farina. Scese – quindi – a recuperarlo, scatenando le dicerie delle comari che lo immaginarono intento a mangiare polenta sottoterra.
Ogni anno, a luglio, questo episodio rivive nella Contesa del Pozzo della Polenta, rievocazione storica che celebra la vittoria dei corinaldesi sull’esercito del Duca di Urbino nel 1517.
Ma la Piaggia è protagonista anche in primavera: ad aprile ospita la Festa dei Folli, durante la quale i visitatori possono ottenere il “Passaporto del Matto”. Per conquistarlo basta correre la scalinata e affacciarsi sul pozzo, concludendo il rito con un liberatorio urlo di follia.
La Casa di Scuretto
Proprio accanto al Pozzo della Polenta si trova la curiosa Casa di Scuretto.
In realtà, una semplice facciata muraria, che svela una delle storie più amate di Corinaldo.
Gaetano, affettuosamente chiamato “Scuretto”, era il ciabattino del paese, uomo brillante, chiacchierone e con una certa predilezione per il vino.
Il figlio, emigrato in America, iniziò a inviare denaro all’uomo per costruire una dimora. Ma Scuretto, più incline alle osterie che ai cantieri, spese gran parte di quei soldi tra un bicchiere e l’altro.
Quando il ragazzo chiese una foto dei lavori, Gaetano escogitò un inganno: eresse solo una facciata con tanto di porta e finestre. Nonostante tutto, il giovane intuì l’imbroglio sospendendo l’invio delle rimesse.
La Torre dello Scorticatore
Situata lungo il tratto orientale della cinta muraria, la Torre dello Scorticatore è ciò che rimane di un grande torrione trecentesco, parzialmente crollato a metà Ottocento e un tempo incaricato di proteggere le porte di San Giovanni e Santa Maria del Mercato. Il nome deriva dal suo ultimo inquilino, lo scorticatore di pecore che ivi abitò fino al secondo dopoguerra.
In passato, infatti, era consuetudine assegnare le torri comunali alle famiglie più indigenti.
Nei pressi della Torre si trova un camminamento di ronda percorribile, da cui godere di vedute mozzafiato sulla vallata.
Teatro Goldoni
Le Marche sono spesso chiamate la “Regione dei Teatri” per l’eccezionale concentrazione di sale storiche. Tra queste spicca il Teatro Goldoni di Corinaldo. Costruito tra il 1863 e il 1869 sulle ceneri del settecentesco Teatro del Sol Nascente, l’edificio vantava in origine anche un ingegnoso dispositivo tecnico capace di rendere mobile la platea.
Riaperto nel 2005, dopo anni di restauro, accoglie stagioni teatrali, rassegne e produzioni musicali.
Casa di Santa Maria Goretti
Non tutti sanno che Corinaldo è il paese natale di Santa Maria Goretti, nata qui nel 1890. La sua casa, oggi meta di pellegrinaggi e visite da parte di devoti provenienti da tutto il mondo, si trova a circa un chilometro dal centro storico, in contrada Pregiagna.
Si tratta di una piccola costruzione a due piani, tipica dell’architettura rurale di fine Ottocento. All’interno conserva ancora arredi originali e una piccola cappella dedicata alla santa, che contribuisce a mantenere intatta l’atmosfera semplice e raccolta della dimora.
Il parco circostante ospita dodici pannelli dedicati al tema dell’amore realizzati, nel 2015, dall’artista senigalliese Andrea Ippoliti.
Come raggiungere Corinaldo
Corinaldo presenta numerosi collegamenti con la costa marchigiana e con le principali vie di comunicazione della regione, risultando facilmente accessibile sia in auto che tramite mezzi pubblici.
La stazione ferroviaria più vicina si trova a Senigallia, a circa 20 Km di distanza: da qui partono autobus diretti verso il borgo e l’entroterra.
Chi preferisce spostarsi in automobile può percorrere l’autostrada A14, uscire al casello di Senigallia e proseguire lungo la Strada Provinciale Corinaldese.
Per un viaggio più fluido, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza, è utile affidarsi ai servizi di telepedaggio e ai sistemi di monitoraggio del traffico in tempo reale.








