Cosa mangiare a Torino è la prima domanda che vale la pena porsi non appena si mette piede in città, che sia dopo un viaggio in treno o in auto. Perché Torino non si scopre solo con gli occhi: si esplora anche con il naso, il palato e la pancia. Tra un palazzo barocco e una passeggiata sotto i portici, questo articolo ti guida tra i sapori più autentici della tradizione torinese, dal profumo intenso del brasato alla dolce carezza dei cremini.

Tra scorci mozzafiato, musei prestigiosi e l’affascinante centro storico, Torino accoglie i visitatori anche con una tavola sontuosa fatta di sapori locali e ricette che raccontano storie di regine, cacciatori e contadini. Il Piemonte, lo sanno in tanti, è una terra di vini pregiati come il Barolo, di cioccolato da intenditori e di dolci che sanno di infanzia. E a Torino, appunto, la gastronomia non è solo una questione di gusto, ma un vero e proprio patrimonio culturale.

Le specialità torinesi sono un inno alla varietà: primi piatti raffinati, carni saporite, dolci da sogno e un cioccolato che ha fatto scuola. Se ti stai chiedendo cosa mangiare a Torino in occasione di un viaggio di piacere o lavoro, preparati a una scoperta intensa e golosa.

I piatti tipici torinesi da non perdere

Per conoscere davvero Torino non basta visitare musei e palazzi: serve anche sedersi a tavola. Assaggiare i suoi piatti tipici è un modo autentico per vivere la città come un torinese doc, tra sapori decisi e ricette tramandate da generazioni. Ecco, quindi, quali sono le specialità tipiche torinesi che dovresti assaggiare almeno una volta nella vita (e dove, ovviamente, puoi trovarle).

Brasato al Barolo

Tra i piatti più iconici della cucina torinese c’è sicuramente il brasato al Barolo, un capolavoro di gusto e pazienza. Si tratta di un secondo a base di carne bovina lasciato marinare per almeno 24 ore in uno dei vini più nobili d’Italia: il Barolo. Ad arricchire il profumo e il sapore, un mix di erbe e spezie che include cipolla, carote, sedano, chiodi di garofano, cannella, pepe nero, noce moscata, ginepro, rosmarino, alloro e aglio. Il risultato è una carne tenerissima, che si scioglie in bocca, imbevuta di profumi intensi e avvolgenti, che racconta tutto l’amore piemontese per la cucina lenta e fatta con cura.

Per gustarlo come si deve, recati all’enoteca Casa del Barolo di Via Bodoni, 7/b: troverai diversi piatti della cucina piemontese e un’ampia carta dei vini.

Agnolotti del Plin

Se c’è un primo piatto che racchiude l’essenza della cucina piemontese, quello sono gli agnolotti del Plin, tipici soprattutto delle Langhe e del Monferrato. Si tratta di minuscoli scrigni di pasta fresca all’uovo, tirata a mano con maestria, che racchiudono un ripieno saporito a base di carne e/o verdure. Il loro nome deriva proprio dal gesto con cui vengono chiusi: plin significa “pizzicotto” in dialetto piemontese, ed è il movimento preciso delle dita che sigilla ogni raviolo lungo la sfoglia.
Rispetto agli agnolotti tradizionali, sono più piccoli ma anche più intensi nel gusto: assaggiarli con burro e salvia, con sugo d’arrosto o con un ragù corposo è un rito che chi visita Torino dovrebbe concedersi almeno una volta.

Se vuoi mangiare i migliori agnolotti della città, recati alla trattoria Fratelli Bruzzone in Via Maria Vittoria, 34/a: è una trattoria storica, premiata per i suoi agnolotti preparati secondo una ricetta di famiglia di oltre 100 anni.

Bagna cauda

Durante le fredde giornate invernali, non c’è conforto più autentico di una fumante bagna cauda, il piatto conviviale per eccellenza della tradizione piemontese. Il nome significa letteralmente “salsa calda” e descrive alla perfezione questa preparazione intensa e profumata, ottenuta da una lunga e lenta cottura di aglio, acciughe sotto sale e olio extravergine d’oliva.
La bagna cauda viene servita nel classico
fujot, un piccolo recipiente in terracotta mantenuto caldo da una fiammella viva, così da poter essere gustata senza fretta, sorso dopo sorso, come si faceva un tempo. 

Dove mangiare la miglior bagna cauda a Torino? La Trattoria Sotto la Luna di via Caprera 54 o Alle Tre Galline di via Gian Francesco Bellezia 37 sono alcuni dei ristoranti più rinomati per servire quella più buona e tradizionale.

Grissini e tramezzini

Se arrivi a Torino e cerchi uno spuntino veloce, devi sapere una cosa: qui i grissini non sono un semplice accompagnamento, ma un’istituzione gastronomica. Croccanti, friabili, lunghi bastoncini di pane, i ghërsin sono l’orgoglio del capoluogo piemontese e raccontano una storia affascinante.
Si narra che furono inventati nel 1679 da Antonio Brunero, fornaio della corte dei Savoia, su suggerimento del medico reale. Il piccolo Vittorio Amedeo II aveva problemi di stomaco e non digeriva bene la mollica, così nacque un pane “tutto crosta”, leggero e digeribile. Ma Torino non ha regalato solo i grissini all’Italia. Un’altra chicca nata proprio qui è il tramezzino, inventato nel 1926 al Caffè Mulassano di piazza Castello come alternativa nostrana al sandwich inglese. Il nome? Lo dobbiamo a Gabriele D’Annunzio, che coniò il termine “tramezzino” per indicare un piccolo pasto tra colazione e pranzo.

Dove assaggiare i migliori tramezzini? Sicuramente al Caffè Mulassano in Piazza Castello, ma anche da Trivè Time in via Amendola 12 o da Tramezzino Torino in via Fratelli Calandra.

Tagliolini al tartufo bianco d’Alba

Un altro primo piatto che incarna l’essenza della cucina piemontese sono i tajarin, i celebri tagliolini all’uovo nati nel cuore delle Langhe tra le cucine dei contadini nel Quattrocento. Queste sottili tagliatelle, tirate a mano con pazienza e precisione, trovano la loro massima espressione nella versione con il tartufo bianco d’Alba. Ma diventano ugualmente un’autentica coccola per il palato quando vengono condite con burro fuso, ragù o semplicemente con pomodoro e verdure di stagione. 

A Torino, la location migliore per gustare un bel piatto di tagliolini al tartufo è Tabui, in Via Andrea Massena, 27. È un ristorante specializzato in piatti a base di tartufo bianco e nero, disponibili tutto l’anno.

Vitello tonnato

Tra gli antipasti più amati della cucina torinese, il vitello tonnato (o vitel tonné, come viene spesso chiamato) occupa un posto d’onore. È il piatto che apre le danze in molte trattorie piemontesi, e a ragione: fette sottilissime di vitello, cotto lentamente e servito freddo, vengono ricoperte da una cremosa e saporita salsa a base di tonno, uova, capperi e maionese. Questa specialità, che altrove viene spesso proposta come secondo piatto, in Piemonte è considerata a tutti gli effetti l’antipasto per eccellenza. La sua origine risale almeno all’Ottocento, anche se alcune versioni storiche lo vedevano preparato senza maionese e con un sapore più spiccato.

Oggi, il vitello tonnato si gusta soprattutto a pranzo, magari accompagnato da un bicchiere di bianco fresco, per entrare subito nel mood gastronomico della città. Assaggiarlo nei locali storici del centro è quasi un dovere per completare la lista di cosa mangiare a Torino: poche forchettate ti basteranno per capire che non si tratta solo di un piatto, ma di un pezzo di storia sabauda.

Crema gianduia e zabaione

La lista di cosa mangiare a Torino è davvero infinita. Tra le dolcezze più emblematiche di questa città c’è lei: la crema gianduia, vellutata fusione di cacao e nocciole che profuma di storia e ingegno piemontese. Questa golosissima crema spalmabile nasce infatti nel XIX secolo, quando, durante il blocco napoleonico delle importazioni, i pasticceri torinesi decisero di compensare la scarsità di cacao con un ingrediente tutto locale: la nocciola tonda gentile delle Langhe. Il risultato è stata una specialità cremosa e irresistibile, che ha dato origine anche ai celebri gianduiotti. 

E se parliamo di dolci al cucchiaio, non possiamo dimenticare lo zabaione: una crema soffice e avvolgente a base di tuorli d’uovo, zucchero e vino liquoroso, nata (sembrerebbe) proprio a Torino nel XVI secolo. La tradizione racconta che a idearlo fu Pasquale de Baylón, frate spagnolo poi diventato santo e patrono di cuochi e pasticceri. Lo zabaione, o sambajon, è una carezza al palato che ancora oggi si gusta con biscotti secchi o come base per dessert eleganti. 

Bonèt 

Non si può lasciare Torino senza aver affondato il cucchiaio in uno dei dolci più iconici della tradizione piemontese: il Bonèt. Questo budino, che in dialetto si pronuncia bunet, è un dessert al cucchiaio tra i più antichi della regione, apprezzato già nei banchetti dell’aristocrazia sabauda. Preparato con ingredienti semplici e golosi come uova, zucchero, latte, cacao, liquore e amaretti secchi, il Bonèt si distingue per il suo gusto ricco e la sua consistenza vellutata, da gustare rigorosamente freddo. 

Gianduiotti e Cremini

Quando si parla di cioccolato in Italia, il pensiero corre subito a Torino. Non è un caso: proprio qui, grazie ai Savoia, la cioccolata fece il suo ingresso trionfale e da allora è diventata parte integrante della tradizione cittadina. Nel capoluogo piemontese sono nati i primi cioccolatini del mondo, tra cui due autentiche leggende dolciarie: i gianduiotti e i cremini. Questi ultimi sono dei piccoli cubi di cioccolato che racchiudono due strati di gianduja e un ripieno cremoso, solitamente alla nocciola o al caffè, perfetti da gustare in un solo morso. 

Se vuoi vivere un’autentica esperienza torinese e completare la lista di cosa mangiare a Torino, assaggia i gianduiotti e i cremini nei luoghi dove sono nati: dallo storico Caffè Mulassano in Piazza Castello, fino ai raffinati laboratori di Guido Gobino, Gustavo Pfatisch, Venchi e Caffarel, oppure alla storica Pasticceria Gerla di Corso Vittorio Emanuele II, 88.

Torino ti aspetta per un tour tutto da vedere e gustare

Tra raffinati palazzi nobiliari e musei ricchi di tesori, Torino è una città che sorprende chiunque decida di esplorarla. Nel cuore della capitale sabauda convivono armoniosamente passato e presente, nobile e popolare, antico e moderno… e anche luoghi più nascosti ed esoterici.

Dopo aver scoperto cosa mangiare a Torino, non ti resta che perderti negli affascinanti quartieri di Borgo San Paolo, Pozzo Strada, Parella o nel pittoresco Borgo Campidoglio, famoso per i murales e le atmosfere d’altri tempi. San Salvario, invece, vibra di vita notturna e contaminazione di culture. Se ami l’arte e la storia, il Museo Egizio (secondo al mondo solo a quello del Cairo) è un’altra tappa imperdibile. E se sei curioso, lasciati affascinare dalle leggende spaventose che avvolgono Torino, città di misteri e simbolismi. 

Come arrivare a Torino

Raggiungere Torino in auto è semplice, sia che si arrivi dal Nord che dal Sud Italia. Dalle principali città settentrionali come Milano, Genova o Aosta, puoi arrivare comodamente grazie all’autostrada A4 (Milano-Torino), A21 (da Piacenza) o A5 (da Aosta). Da Roma o da Napoli, invece, la soluzione migliore è l’autostrada A1 fino a Piacenza, per poi proseguire sulla A21 verso Torino.
Una volta arrivato, puoi decidere di lasciare l’auto in uno dei parcheggi convenzionati, oppure in quelli più strategici e centrali: Mole Antonelliana, Teatro Regio e Teatro Stabile sono punti ben collegati con il cuore pulsante della città. 

Se invece preferisci viaggiare in treno, Torino Porta Nuova è la principale stazione ferroviaria della città e uno snodo ben servito da Frecciarossa, Italo e treni regionali. Da Milano si raggiunge in circa un’ora, da Bologna in due ore e mezza, mentre da Roma servono circa quattro ore con l’Alta Velocità.
La stazione si trova a pochi passi dal centro storico, in posizione ideale per iniziare subito la visita a piedi: da qui puoi raggiungere via Roma, piazza San Carlo e piazza Castello in pochi minuti.