Lo scorso mese, nel corso della riunione ministeriale dell’AIE, l’Italia ha delineato quelle che dovrebbero essere le priorità nell’agenda del G7 2024 riguardanti clima, energia e ambiente. Tra queste, figura certamente l’importanza di continuare sulla via della decarbonizzazione, garantendo tuttavia la sicurezza nell’approvvigionamento energetico

Altri punti prioritari della presidenza italiana includono l’impiego dell’idrogeno, l’implementazione della cattura e stoccaggio di CO2 e l’esplorazione del nucleare “sicuro” tramite mini-reattori.

G7 2024: una transizione energetica giusta

Decarbonizzazione, sì, ma con le dovute attenzioni. Questa la linea di pensiero espressa dal Ministro per l’Ambiente e la sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, alla riunione ministeriale di apertura dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, tenutasi a Parigi.

Come sottolineato dal Ministro, la sfida al cambiamento climatico è molto impegnativa ed è collegata al tema della sicurezza energetica. I due aspetti vanno infatti affrontati insieme, puntando a una transizione energetica che sia «giusta e inclusiva» e che affronti anche «la povertà energetica e gli ostacoli all’accesso all’energia per tutti».

La soluzione? Puntare indubbiamente su rinnovabili e nucleare sicuro, ma non abbandonare ancora del tutto le estrazioni e le importazioni di gas, per non ritrovarsi senza sufficienti fonti energetiche.

IL G7 e l’evento sul clima

Questo è dunque l’approccio che l’Italia sceglie per la sua presidenza del G7 2024 e il relativo evento su clima, energia e ambiente che si terrà a Torino il 28-29 e 30 aprile prossimi.

I temi principali di “Clima, Energia e Ambiente” saranno:

  • La diffusione delle fonti di energia rinnovabili;
  • Il progressivo abbandono dei combustibili fossili;
  • Il ruolo dell’idrogeno nei settori hard-to-abate, ovvero quei settori industriali che più di tutti faticano ad attuare la decarbonizzazione e la cui attività produce grandi quantitativi di emissioni;
  • I sistemi di cattura e stoccaggio della CO2, soluzione che permetterebbe ai settori industriali dipendenti dai combustibili fossili di continuare la propria attività senza decarbonizzare;
  • La promozione della ricerca e dello sviluppo di tecnologie nucleari, tra cui la realizzazione di mini-reattori;
  • La riduzione delle emissioni di metano nei Paesi produttori;
  • La finanza climatica e il sostegno ai Paesi più deboli dal punto di vista dell’approvvigionamento energetico.

Decarbonizzazione, come procede l’Italia

Per quanto riguarda l’energia da fonti rinnovabili, il 2023 ha segnato per la prima volta in Europa il sorpasso dell’eolico sul gas.

L’Italia si sta dando da fare, come dimostrano il recente decreto per le comunità energetiche rinnovabili, la promozione dell’autoproduzione di energia rinnovabili in settori energivori, le concessioni geotermiche. A cui si aggiungono altre misure, che impattano sulla vita dei privati, come gli incentivi per l’acquisto di nuove auto, e le iniziative per favorire l’adozione di micromobilità, auto elettriche e l’installazione di colonnine di ricarica.

L’obiettivo è quello di aumentare la quota di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabile dall’attuale 30% al 65% entro il 2030. Già il 2023 aveva segnato, rispetto al 2022, un aumento del 120%. Tuttavia, il nostro Paese fatica ad abbandonare il gas, come dimostrano gli accordi con i paesi del Nord Africa per trasformare l’Italia in un hub del gas e i progetti di rigassificatori in Sicilia.