​Melfi è una splendida cittadina della Basilicata. Celebre residenza estiva dell’imperatore Federico II di Svevia e cuore pulsante del suo impero nel Sud Italia, vanta numerose attrazioni e tesori da scoprire.

Melfi, comune di circa 16.000 abitanti in provincia di Potenza, si trova all’estremo nord della Basilicata, al confine con Puglia e Campania. Adagiato su un colle vulcanico alle pendici del Monte Vulture, offre uno dei panorami più suggestivi dell’intera regione.
Ma la sua bellezza non è solo geografica: Melfi è considerata la città federiciana per eccellenza. Qui, nel 1231, Federico II promulgò le Liber Augustalis o Liber Constitutionum Regni Siciliae, il celebre codice legislativo del Regno di Sicilia.

Tra le principali attrazioni del paese spicca sicuramente il famoso castello medievale e la cinta muraria normanna, unica nel Mezzogiorno, che abbraccia il centro storico per oltre 4 chilometri, intervallata da torri e bastioni difensivi. Delle sei porte originarie, rimane integra solo la scenografica Porta Venosina, in stile gotico.

Melfi è una città ricca di sorprese, perfetta da visitare in ogni stagione: un posto magico della Basilicata dove storia, natura incontaminata e atmosfere autentiche si fondono in un’esperienza indimenticabile.

Castello, cenni storici

I primi insediamenti nell’area si rintracciano già nel Neolitico. In seguito è abitata da Dauni e Lucani, prima di entrare nell’orbita di Roma. Tale passato  prepara la stagione che più definisce l’identità della città: l’età dell’oro normanna.
Nell’XI secolo Melfi diventa il centro politico del Sud Italia e, nel 1059, con il Concilio presieduto da Papa Niccolò II, è proclamata capitale del Ducato di Puglia e Calabria.

Nel Duecento secolo si apre la grande epoca sveva: Federico II sceglie il castello come residenza estiva consolidando la sua presenza sul territorio. Dopo Svevi, Angioini e Aragonesi, il feudo passa ai Caracciolo, che lo governano per oltre un secolo.
Nel 1531 subentrano i Doria, signori della città fino all’abolizione del feudalesimo nel 1806. Successivamente Melfi segue le vicende del Regno delle Due Sicilie sotto i Borbone, entrando nel Regno d’Italia nel 1861.

Dall’Unità alla rinascita industriale degli anni Novanta, Melfi attraversa crisi, trasformazioni e nuove opportunità, evolvendosi in uno dei centri più dinamici della Basilicata contemporanea.

Cosa vedere a Melfi

La visita a Melfi parte inevitabilmente dal suo centro storico, un affascinante borgo medievale di impianto normanno‑svevo. Qui, tra vicoli tortuosi, antiche case in pietra e la lunga cinta muraria che ancora abbraccia il nucleo urbano, si respira l’anima più autentica della città.

Non resta che scoprire le tappe imperdibili di questo tour.

Castello di Melfi

​Monumento simbolo di Melfi, il Castello normanno‑svevo domina il centro storico e l’intera area del Vulture con la sua presenza maestosa.
Costruito nell’XI secolo come presidio militare voluto da Roberto il Guiscardo, viene successivamente ampliato da Federico II, che lo trasforma in una delle sue residenze predilette. Con l’arrivo dei Doria, la fortezza assume l’aspetto di elegante dimora nobiliare, restando nelle loro mani fino al 1952.

Oggi ospita il Museo Archeologico Nazionale del Melfese. Tra i reperti conservati, il famoso Sarcofago di Rapolla, un magnifico feretro in marmo del II secolo d.C., proveniente da botteghe dell’Asia Minore.

Cattedrale di Santa Maria Assunta

La Cattedrale di Santa Maria Assunta, duomo di Melfi e cuore religioso del centro storico, nasce nel 1076 per volontà di Roberto il Guiscardo.
Più volte colpita da terremoti (particolarmente disastrosi quelli del 1694 e del 1930), viene ricostruita – nel corso dei secoli – in forme barocche e neoclassiche. L’unico elemento della struttura originaria medievale è il maestoso campanile romanico‑normanno.

L’edificio conserva al suo interno varie opere di pregio, tra cui il Martirio di Sant’Alessandro di Paolo De Matteis e tre pale d’altare di Nicola Peccheneda.

​Chiesa rupestre di Santa Margherita

Melfi e gli immediati dintorni varie chiese rupestri. Si distingue per importanza e valore artistico quella di Santa Margherita, situata in località Toppo Sant’Agata. Scavata nel tufo vulcanico – intorno all’anno Mille – dai monaci basiliani e fondata nel XIII secolo dai Benedettini, presenta una navata unica con quattro cappelle laterali coperte da volte a botte.

È impreziosita da affreschi trecenteschi, tra cui il celebre Incontro tra i vivi e i morti e un presunto ritratto della famiglia di Federico II.

Fontana del Bagno

​La Fontana del Bagno si trova appena fuori dalle mura cittadine ed è uno dei monumenti più caratteristici di Melfi, simbolo della tradizione e della memoria storica locale.
Costruita nel 1928, svolgeva un ruolo essenziale nella vita quotidiana: lavatoio pubblico per le donne, abbeveratoio per i cavalli e punto di approvvigionamento idrico per le abitazioni allora prive di acqua corrente.

È censita come luogo di interesse culturale FAI – Fondo Ambiente Italiano.

Museo Diocesano

Il Museo Diocesano di Melfi ha sede nel settecentesco Palazzo Vescovile di Piazza Duomo, adiacente alla Cattedrale. I
Il museo custodisce un eccezionale patrimonio di arte sacra, storia e fede della diocesi, esposto nelle sale affrescate e riccamente decorate dell’edificio. Tra gli ambienti più suggestivi: la Sala del Vescovo con pavimenti originali in maiolica.

L’esposizione include anche pezzi d’arte moderna, tra cui due opere di Salvador Dalí.

Come arrivare a Melfi

Raggiungere Melfi in auto è il modo più veloce e pratico, grazie ai collegamenti diretti con le principali arterie del Centro‑Sud.
Le autostrade di riferimento sono:

Per un viaggio più fluido e senza imprevisti, ricordiamo l’uso dei servizi di telepedaggio e di monitorare il traffico in tempo reale.