Può una mezzoretta di percorso in auto trasformarsi in un viaggio interessante? Sì, se leggi il nostro articolo alla scoperta di cosa vedere tra Novara e Vercelli!
A volte non serve andare dall’altra parte del mondo per scoprire luoghi sorprendenti. Spesso le meraviglie si nascondono proprio lungo i tragitti che percorriamo abitualmente, magari sfrecciando in autostrada senza sapere cosa ci stiamo perdendo appena fuori dal casello.
È il caso del breve percorso che collega Novara e Vercelli, un angolo di Piemonte che, a uno sguardo distratto, potrebbe sembrare solo una vasta pianura. Invece, rallentando e scegliendo le strade secondarie, si apre un mondo fatto di paesaggi, abbazie, borghi, colline e vigneti. Se sei dell’umore giusto per fare una gita fuori porta e lontano dalla folla, non hai che da continuare a leggere.
Calcola il pedaggio, il consumo di carburante e il tempo di percorrenza per questo tragitto
Calcola oraCosa vedere tra Novara e Vercelli
Il tratto tra Novara e Vercelli è il cuore della risicoltura europea. Ma dietro l’apparente monotonia delle risaie si nasconde una fitta rete di canali, cascine storiche, santuari isolati e splendidi borghi. È un territorio che invita a un turismo lento, magari con brevi trekking ed escursioni a piedi o in bicicletta lungo gli argini dei canali, per apprezzare la biodiversità di un ecosistema unico, popolato da aironi e garzette.
Per pianificare al meglio la tua gita, il nostro consiglio è di calcolare in anticipo il costo del pedaggio autostradale e individuare le aree di servizio per il rifornimento di carburante o per la ricarica elettrica, così da goderti il viaggio senza interruzioni impreviste.
Il borgo medievale di Recetto
Se ami i borghi medievali, una tappa a Recetto è d’obbligo. Questo piccolo paese nasconde uno dei ricetti meglio conservati del Piemonte. Ma cos’è un ricetto? Si tratta di una struttura fortificata medievale, costruita dagli abitanti del villaggio per proteggere i propri beni più preziosi – raccolti, vino e bestiame – e per trovare rifugio in caso di pericolo. Il ricetto di Recetto, del XIII secolo, ha conservato intatto il suo fascino.
Passeggiando tra le sue “rue” (le strette viuzze interne) si possono ancora ammirare le “cellule” edilizie, piccole costruzioni in pietra e mattoni, e l’imponente torre-porta che fungeva da ingresso principale. Sebbene oggi sia in parte abitato, il ricetto non ha perso l’atmosfera austera e suggestiva.
San Nazzaro Sesia e l’Abbazia fortificata
A metà strada tra i due capoluoghi sorge San Nazzaro Sesia, un piccolo comune che custodisce un vero tesoro: l’Abbazia dei Santi Nazario e Celso. Non aspettarti la classica abbazia; questa è una fortezza monastica. Fondata nell’XI secolo dai monaci benedettini, la sua importanza crebbe grazie alle opere di bonifica del territorio. La necessità di difendersi dalle incursioni la portò a dotarsi di una cinta muraria massiccia, un fossato (oggi un prato verde), torri angolari e un ponte levatoio.
Il cuore dell’abbazia è il chiostro, un’oasi di pace con un doppio ordine di logge, una romanica e una gotica, che si affacciano su un cortile silenzioso. La chiesa abbaziale, rimaneggiata in stile barocco, conserva affreschi quattrocenteschi di grande pregio, a dimostrazione del potere che i centri monastici esercitavano sul territorio.
Il paesaggio in viaggio: il “mare a quadretti” delle risaie
Non è una tappa ma è parte stessa del percorso: le risaie che dominano l’area tra Novara e Vercelli offrono uno spettacolo che cambia con le stagioni. In primavera, tra aprile e maggio, i campi vengono allagati e la pianura si trasforma in un immenso specchio d’acqua, un “mare a quadretti” che riflette il cielo e le nuvole creando un effetto incredibile.
Con l’arrivo dell’estate, il verde brillante delle piantine di riso copre ogni cosa, mentre in autunno, prima del raccolto, il paesaggio si tinge di un oro intenso. Questo ecosistema, frutto di secoli di ingegneria idraulica, è anche il terreno ideale per il birdwatching. Non è raro avvistare aironi cenerini, garzette e altre specie di uccelli acquatici che qui trovano un habitat ideale.
La tappa bonus: Ghemme e il vino d’eccellenza
Se hai un po’ di tempo per allungare l’itinerario verso un borgo del vino, lascia la pianura e dirigiti leggermente a nord, dove il paesaggio cambia e le risaie lasciano spazio alle colline novaresi. Qui sorge Ghemme, un borgo famoso non solo per il castello-ricetto, ma soprattutto per essere la patria di un vino prestigioso: il Ghemme DOCG. Prodotto principalmente con uve Nebbiolo, proprio come i più celebri Barolo e Barbaresco delle Langhe e del Monferrato, questo vino rosso è elegante, robusto e capace di un lungo invecchiamento.
Il centro storico di Ghemme è sovrastato dal Castello-Ricetto, una vasta area fortificata all’interno della quale si snodano vie e case. Ma la vera esperienza è visitare una delle tante cantine storiche della zona. Molte aziende vinicole offrono degustazioni guidate, un’occasione imperdibile per scoprire i segreti del Nebbiolo dell’Alto Piemonte e per assaggiare un prodotto che racconta la storia e la passione di questo territorio.








