La sicurezza alla guida è una priorità: negli ultimi decenni, i crash test hanno assunto un ruolo cruciale nel perseguire questo obiettivo, rendendo le automobili sempre più sicure in caso di incidente. Il crash test fornisce un quadro dettagliato della resistenza strutturale dei veicoli ed è fondamentale nella scelta di tecnologie che proteggano efficacemente i passeggeri in caso di incidente. In questo articolo vediamo nel dettaglio cos’è il crash test, come funziona e perché è così importante per la sicurezza delle auto.

Gli incidenti stradali derivano principalmente da errori umani, come la violazione delle normative del Codice della Strada o momenti di distrazione. Le case automobilistiche tentano di sopperire il più possibile a queste mancanze, integrando nelle nuove automobili tecnologie all’avanguardia atte a prevenire gli incidenti e a proteggere i passeggeri in caso di collisione, e sottoponendo ogni modello di veicolo al crash test.

Quando parliamo di sicurezza in auto, è necessario distinguere la sicurezza attiva da quella passiva. La sicurezza attiva svolge una funzione preventiva, consentendo al veicolo di evitare incidenti tramite l’utilizzo di sistemi installati sull’auto come freni, pneumatici, fari, tergicristalli, ABS e sistema di frenata di emergenza.
La sicurezza passiva, invece, entra in gioco durante l’incidente per ridurre i danni al veicolo e ai passeggeri: si pensi alle cinture di sicurezza, agli airbag e ai seggiolini per i bambini.
La funzione dei sistemi di sicurezza passiva è quella di assorbire il più possibile l’energia generata dall’impatto senza colpire gli occupanti del veicolo. Nello specifico, il crash test si occupa di verificare la sicurezza passiva di un veicolo prima dell’immissione sul mercato.

Crash test: cos’è e perché è importante per la sicurezza in auto

La prova d’impatto, conosciuta appunto come crash test, è quindi un tipo di esame distruttivo volto a testare la sicurezza passiva di un veicolo, che può essere eseguito sul veicolo intero o solo su alcune componenti di esso. In Europa, i crash test vengono effettuati da centri privati su incarico di enti pubblici come la Comunità Europea, anche se alcuni produttori (come Volvo in Svezia) dispongono di proprie officine in cui eseguono il test in maniera autonoma.

Qual è la differenza tra test di omologazione e crash test?

Come evidenzia l’Aci, il crash test non si deve confondere con il test di omologazione. In quest’ultimo, infatti, un’auto deve dimostrare il superamento di alcuni valori connessi alla qualità e agli standard del processo costruttivo; il crash test, invece, serve per verificare il livello di sicurezza e di protezione del veicolo in caso di urto.

Il crash test in Europa

In Europa, l’esecuzione delle prove di impatto alla base dei crash test per i nuovi modelli di vetture in commercio è affidata all’Euro NCAP (European New Car Assessment Programme), che fornisce un giudizio complessivo ad ogni veicolo testato. L’Euro NCAP è stato creato nel 1997 e ha l’obiettivo di assistere gli automobilisti nella selezione di veicoli affidabili, contribuendo così a prevenire o ridurre gli incidenti stradali, o quantomeno minimizzarne l’impatto. Su questo obiettivo, l’Euro NCAP ha sviluppato test di valutazione e approcci metodologici basati su rigidi standard per garantire la sicurezza dei veicoli.

I crash test, come dicevamo, sono simulazioni di incidenti atte a valutare l’impatto interno ed esterno del veicolo, che si avvalgono di manichini posizionati nei sedili al posto di passeggeri reali. In base ai risultati di impatto ottenuti con i manichini, si osservano l’entità dell’urto e la capacità di resistenza e sicurezza del veicolo. A seconda della capacità di superamento delle varie prove che costituiscono il crash test, al veicolo viene assegnato un punteggio che va da 0 a 5 stelle.

Le quattro prove del crash test

L’Euro NCAP stabilisce i parametri di valutazione sulla sicurezza dei veicoli attraverso test rigorosi, che sono suddivisi in quattro prove:

  • Prova di impatto frontale contro ostacolo deformabile: il veicolo si scontra frontalmente a 64 km/h con un blocco fisso di alluminio a “nido d’ape”, simulando il frontale con un’altra auto. All’interno sono posizionati dei manichini, allacciati alle cinture di sicurezza e dotati di strumenti di rilevamento delle decelerazioni;
  • Prova di impatto laterale: contro il veicolo da testare viene spinto a 50 km/h un pesante carrello con frontale deformabile, che colpisce il manichino posto nei sedili esattamente all’altezza del bacino;
  • Prova di urto laterale contro un palo: il veicolo viene spinto lateralmente a 29 km/h contro un palo di acciaio fissato al suolo. In questo modo si misura l’impatto d’entrata del palo nell’abitacolo e il livello di protezione implementato alla testa del conducente;
  • Prova di impatto contro pedone: contro la parte anteriore del veicolo vengono proiettati, a 40 km/h, dei “simulatori di pedoni”, cioè dei tubi o calotte di materiali plastici particolari che hanno caratteristiche simili ad un corpo umano. Durante questo test si misurano le decelerazioni e l’impatto che ha la carrozzeria in caso di investimento di un pedone adulto o di un bambino.

L’assegnazione delle stelle dopo il crash test

Le modalità di risposta del veicolo durante le prove appena citate si traduce con l’assegnazione di una quantità di stelle compresa tra 0 e 5, insieme a un giudizio finale (che va dall’insufficiente al buono) e a un punteggio compreso tra 0 a 40 che scaturisce dalla somma dei punteggi ottenuti nei vari test.

L’attribuzione delle stelle indica il livello di sicurezza del veicolo testato:

  • 0 stelle indicano che il veicolo può essere immesso nel mercato perché soddisfa i requisiti qualitativi di omologazione, ma non possiede un livello di sicurezza accettabile;
  • 1 stella indica l’assenza di dispositivi anticollisione e una scarsa resistenza agli impatti;
  • 2 stelle indicano una sufficiente protezione dei passeggeri durante un impatto, ma la mancanza di dispositivi anticollisione;
  • 3 stelle attestano una media protezione dei passeggeri in caso di impatto ma l’assenza di dispositivi per la sicurezza, oppure la presenza obsoleta di questi ultimi;
  • 4 stelle indicano un’alta protezione in caso di impatto del veicolo e la presenza di un dispositivo anticollisione sufficiente a prevenire eventuali urti, ma che potrebbe essere perfezionato;
  • 5 stelle attestano il massimo livello di sicurezza del veicolo, cioè l’elevata capacità di protezione passeggeri in caso di sinistro e un sistema di anticollisione all’avanguardia.

È importante evidenziare che la comparazione dei veicoli sulla base delle stelle assegnate deve essere effettuata prendendo in considerazione modelli della stessa categoria, perché i parametri di test variano da veicolo a veicolo.

Quali sono le auto più sicure del 2022 dagli esiti dei crash test?

Nel 2022, i crash test condotti secondo il Protocollo 2020 hanno analizzato la sicurezza passiva per adulti e bambini all’interno della vettura e dei pedoni all’esterno, ma hanno altresì incluso la sicurezza attiva, che comprende i dispositivi elettronici installati sulle auto per prevenire gli incidenti. Undici modelli su quattordici totali hanno raggiunto il massimo punteggio di 5 stelle: tra questi, spiccano tre vetture cinesi, alcune city cars, fuoristrada, monovolumi e pick-up.

I modelli che hanno ottenuto cinque stelle sono Chery Omoda 5, Ford Ranger, Land Rover Discovery Sport, Lexus RX, Lucid Air, Mercedes-Benz GLC, Maxus Mifa 9, MG4, Skoda Octavia, Volkswagen ID Buzz e Volkswagen Amarok. Quattro stelle, invece, sono state attribuite a Peugeot 408, Ford Puma, Citroen C5 X e Volkswagen Touran.

Crash test: le novità dei prossimi anni

L’obiettivo dei crash test, come abbiamo detto, è quello di incrementare la sicurezza nei veicoli ed è comprensibile che, con il tempo, tali test debbano essere perfezionati e aggiornati secondo le nuove tecnologie installate nelle auto. Per azzerare le vittime stradali e rimanere al passo con le prestazioni delle nuove auto connesse, Euro NCAP sta mettendo a punto una serie di nuovi test, che modificano e integrano l’approccio di valutazione alla luce delle nuove caratteristiche di guida intelligente di nuovi modelli. Nei prossimi anni verranno quindi valutate, oltre alla sicurezza passiva di cui abbiamo già parlato, anche la sicurezza alla guida, la sicurezza attiva e la sicurezza dopo un incidente.

Euro NCAP, inoltre, sta sviluppando una serie di requisiti tecnici a favore della sicurezza dei bambini, stimolando le case automobilistiche a installare a bordo delle auto un sistema sonoro di rilevamento della loro presenza per evitare che vengano dimenticati nei seggiolini.