Sempre più candidati e sempre più bocciati: prendere la patente oggi per alcuni sembra quasi impossibile. A rivelarlo un dossier del Mit relativo al 2025, che rivela come, su 2,3 milioni di prove, sono stati 618.000 i respinti.

Nel 2025 le prove per conseguire la patente di guida hanno superato quota 2,2 milioni, il livello più alto degli ultimi vent’anni. A crescere, però, non è solo il numero di esami sostenuti: aumentano anche i respinti, segno di una selezione più marcata rispetto al passato? Ecco cosa emerge dai dati.

Patente, uno su quattro viene bocciato

Il numero di candidati nel 2025 sono stati 2.222.717, con soli 1.696.005 promossi. La percentuale di idonei si ferma così al 73,3%, mentre circa uno su quattro non riesce a superare l’esame.

Il dato segna un peggioramento rispetto al periodo pre-Covid. Dal 2019, infatti, gli idonei sono diminuiti di circa sei punti percentuali. In termini assoluti, i bocciati sono 618 mila, il valore più alto dal 2009.

A fare la differenza è soprattutto la prova teorica. Qui si concentra la quota maggiore di respinti: 454.930 candidati, pari al 38%, non supera i quiz. Numeri analoghi al 2023, quando quasi il 40% dei candidati non superava l’esame teorico della patente.

Decisamente più contenute le bocciature alla prova pratica, dove i respinti sono 163.278 (14,6%). Il nodo, quindi, resta la preparazione. Qui può aiutare sapere quali sono gli errori più comuni nei quiz per la patente (e come evitarli), ma non sempre basta.

Chi sono i neopatentati oggi

La patente continua a essere principalmente un traguardo dei più giovani. Nel 2025 sono state rilasciate 754.349 patenti agli under 21, contro poco più di 13 mila agli over 54. I giovani restano quindi il motore degli esami, con un aumento del 2,2% rispetto all’anno precedente.

Cambia anche il profilo dei candidati. Il 60,5% dei nuovi patentati è uomo, mentre le donne rappresentano il 39,5%. Cresce inoltre la presenza di persone nate all’estero: oltre 230 mila candidati, circa uno su cinque. Una componente di persone ormai stabile, che incide soprattutto sulle bocciature alla prova teorica, dove la comprensione linguistica per molti diventa una difficoltà ulteriore.

Per molti poi, soprattutto tra gli under 21, il conseguimento della patente rappresenta il primo passo verso l’autonomia. Un traguardo che apre però anche al tema dei costi, a partire dall’acquisto del mezzo e dall’assicurazione auto, che per i neopatentati spesso costa di più.

Dove è più facile (e più difficile) superare l’esame

La distribuzione varia sensibilmente sul territorio. A livello regionale, la Sardegna registra la percentuale più alta di respinti (36,4%), seguita dalla Provincia autonoma di Trento (33,7%) e dalla Liguria (32,3%). All’estremo opposto si trovano Sicilia (18,6%), Puglia (21,6%) e Calabria (23%).

Le differenze diventano ancora più evidenti osservando le singole province. Queste le 10 province con più promossi:

Le 10 province con più bocciati:

Un divario importante: nelle province più “facili” oltre otto candidati su dieci superano l’esame, mentre in quelle più severe si arriva a quasi quattro bocciati su dieci.

Secondo un’elaborazione del centro studi Asaps per il Corriere, anche tra le grandi città emergono notevoli differenze: ad esempio, Milano registra il 31,93% di respinti, Roma il 29,88%, Firenze il 29,78% e Torino il 29,04%. Percentuali più contenute nel Sud, come a Napoli (22,30%), Bari (21,73%) e Palermo (20,43%).

Perché tutte queste bocciature? Le possibili soluzioni

L’aumento delle bocciature e le differenze territoriali pongono il tema dell’omogeneità delle prove. Secondo Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e componente di Viabilità Italia per Anci, è necessario rendere più uniformi i criteri di valutazione su scala nazionale.

Tra le ipotesi c’è l’introduzione di telecamere a bordo durante l’esame pratico, per certificare in modo oggettivo lo svolgimento della prova.

Alla base del fenomeno ci sono più fattori: la difficoltà dei quiz teorici, le diverse modalità organizzative tra territori e, in alcuni casi, anche le barriere linguistiche per i candidati stranieri.