Il crollo dell’insegna di Generali alla sommità della Torre Hadid di Milano, uno dei tre grattacieli del complesso CityLife, noto anche come Torre Generali o lo “Storto”, ha causato notevoli conseguenze alla viabilità dell’area e alla mobilità di residenti e lavoratori. Questo è il quadro della situazione.

La grande insegna rossa in acciaio e alluminio, lunga 75 metri e alta 15, è collassata sul tetto dell’edificio la mattina del 30 giugno 2025. Scongiurate conseguenze ben più gravi: i tecnici hanno completamente escluso il rischio di una rovina a terra del manufatto da oltre 190 metri di altezza.

Vigili del fuoco, autorità di pubblica sicurezza e tecnici specializzati stanno tuttora compiendo le necessarie operazioni per garantire l’incolumità delle persone. Non è ancora chiaro quando la situazione della frequentata zona potrà tornare alla completa normalità. Intanto la fermata metro di Milano che serve il CityLife è chiusa e i lavoratori sono in smart working.

Crollo insegna a Milano: cosa è successo

Secondo le ricostruzioni più accurate, alle ore 6:34 di lunedì 30 giugno l’insegna di Generali alla sommità della facciata est della Torre Hadid a Milano Citylife si è distaccata, generando un forte boato ben avvertito dai passanti e dai lavoratori già presenti in loco.

Appoggiatasi sulla copertura dell’edificio, ha causato solo alcuni lievi danni ai pannelli esterni e al vetro di un ascensore. Il crollo dell’insegna è dovuto al cedimento di uno o più vincoli della struttura reticolare di sostegno, per cause al momento ignote. Non è confermato se ciò sia successo per effetto delle alte temperature di questi giorni, che hanno fatto scattare l’allerta caldo in molte città.

Il peso dell’insegna è di 170 tonnellate e la sua installazione, avvenuta nel 2018, un anno dopo il completamento della torre, era stata un’operazione particolarmente spettacolare, con l’installazione di una gru sul tetto del grattacielo che ha richiesto 15 voli di elicottero.

Le conseguenze sulla viabilità

Dopo l’incidente, l’area è stata subito transennata e messa in sicurezza e interdetta alle persone e ai mezzi pubblici. Nel giro di poche ore l’insegna è stata bloccata con tiranti e puntelli da parte dei vigili del fuoco e di un’impresa specializzata.

ATM ha comunicato che la fermata Tre Torri della M5 lilla, che serve l’omonima piazza al momento chiusa all’accesso, rimane interdetta fino a data da destinarsi. I treni, quindi, si fermano a Domodossola FN e Portello, bypassando Tre Torri. Off-limits i negozi del centro commerciale e gli uffici della Torre Hadid, con i dipendenti – circa duemila – a lavoro da remoto.

Chi ha necessità di recarsi in zona CityLife, può usufruire delle linee dei bus urbani 1 (fermata Domodossola), 19 (fermata Piazza 6 Febbraio), 68 (fermata Amendola) e 78 (fermata Portello M5) oppure la metro M1 (fermata Amendola), prestando attenzione a possibili variazioni. Oppure ricorrere a soluzioni di mobilità sostenibile come il bike sharing a Milano.

L’area dovrebbe essere riaperta entro la fine della settimana. Tempi più lunghi per la corona del grattacielo, oggetto di necessarie verifiche di staticità. Incerto il futuro dell’insegna, che potrebbe essere smontata e installata di nuovo, con tutte le difficoltà di un intervento a un’altezza del genere, oppure completamente sostituita.

CityLife: un esempio di rigenerazione urbana

Insieme al quartiere di Porta Nuova, il CityLife è uno dei simboli della Milano contemporanea. Un complesso residenziale, direzionale e commerciale costruito nell’area della ex Fiera, a nord-ovest del centro, non lontano da San Siro e dal Parco Sempione, con tre grattacieli firmati dagli architetti Arata Isozaki, Zaha Hadid e Daniel Libeskind e soprannominati rispettivamente il “Dritto”, lo “Storto” e il “Curvo”.

La Torre Hadid o Generali – lo “Storto” – è alta 177 metri, che con l’insegna diventano 192. I piani sono 44. Le sue linee architettoniche si contraddistinguono per la caratteristica torsione alla base che diminuisce man mano che sale verso l’alto.

Il progetto del CityLife è riconosciuto a livello internazionale come esempio di rigenerazione urbana e di sostenibilità ambientale. Il progetto, inoltre, prevede la costruzione di ulteriori strutture, tra cui l’edificio CityWave di Studio Big la cui inaugurazione è prevista nel 2026.