In questo articolo ti portiamo sulla strada da Cagliari a Villasimius per svelarti quali sono le soste migliori per scoprire le calette più belle e i paesaggi più suggestivi del sud della Sardegna.

Il viaggio da Cagliari a Villasimius dura meno di un’ora, ma il tratto di costa che li unisce è uno dei più belli della Sardegna meridionale: promontori di roccia calcarea che scendono a picco sull’acqua, spiagge di sabbia bianchissima, il profumo di mirto e lentisco e le torri aragonesi del Cinquecento che sembrano sorvegliare ancora il paesaggio. Qui la Sardegna si mostra nella sua forma più generosa.

Se arrivi dalla terraferma in auto, ti consigliamo di sfruttare i servizi di telepedaggio per saltare le code al casello e di calcolare in anticipo i costi del pedaggio autostradale prima di imbarcarti su navi e traghetti.

On the road da Cagliari a Villasimius: le tappe imperdibili

Ecco quattro idee per sostare nei luoghi migliori di questo breve road trip: dal promontorio alle porte di Cagliari fino ai fenicotteri di Porto Giunco, passando per i borghi marinari sardi.

Calcola il pedaggio, il consumo di carburante e il tempo di percorrenza per questo tragitto

Calcola ora

La Sella del Diavolo e la spiaggia del Poetto

Prima ancora di lasciare Cagliari, il viaggio inizia con uno dei panorami più spettacolari dell’isola. La Sella del Diavolo è un promontorio calcareo a picco sul mare che divide il Golfo degli Angeli in due, separando la spiaggia di Calamosca da quella del Poetto. Il promontorio deve il nome a una leggenda locale, che vuole questo luogo teatro della battaglia tra l’Arcangelo Michele e Lucifero, che avrebbe perso qui la sua sella nel tentativo di impossessarsi del golfo.

Il trekking nella natura che sale lungo il promontorio è percorribile in circa un’ora e porta alla sommità passando tra ginepri, palme nane e cavità rocciose che hanno rivelato diverse tracce di insediamenti che risalgono fino al Neolitico. In cima la vista abbraccia tutta la baia di Cagliari da un lato e la costa verso Villasimius dall’altro, in un paesaggio da cartolina di grande suggestione.

Scendendo verso il mare raggiungi la spiaggia del Poetto: otto chilometri di sabbia fine affacciata sul Golfo degli Angeli, è la spiaggia urbana di Cagliari, frequentata dai cagliaritani tutto l’anno.

Solanas e la Torre di Capo Boi

Proseguendo sulla SP17 verso est, dopo una serie di tornanti panoramici sul mare, arrivi a Solanas, un borgo tranquillo e genuino, molto amato dai sardi e ancora poco frequentato dal turismo di massa. La spiaggia – un chilometro scarso di sabbia chiara a grana grossa tra due promontori rocciosi — è comoda, attrezzata e affacciata su un mare che sfuma dal verde smeraldo all’azzurro intenso.

Il punto panoramico migliore è la Torre di Capo Boi, una torre aragonese costruita intorno al 1591 a 120 metri sul livello del mare, parte del sistema difensivo costiero voluto dagli Aragonesi per proteggere la Sardegna dalle incursioni saracene. Puoi raggiungerla a piedi in una ventina di minuti lungo un sentiero che parte dal belvedere della SP17. La torre non è visitabile al suo interno, ma il paesaggio che la circonda è imperdibile.

Da Solanas partono anche le escursioni in barca verso le calette segrete dell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, raggiungibili solo via mare, con i fondali ricchi di sabbia bianca e posidonie, perfette per lo snorkeling e le immersioni.

Costa Rei, dieci chilometri di sabbia bianca

Scendendo verso sud-est raggiungi Costa Rei, una delle spiagge più lunghe e spettacolari della Sardegna meridionale, un nastro di sabbia finissima e quasi abbagliante che si estende per circa dieci chilometri da Porto Pirastu a Cala Sinzias, lambita da un mare dai colori che passano dal verde chiaro al blu intenso.

Costa Rei è formata da una sequenza di spiagge: Cala Sinzias, raccolta e protetta da una fitta pineta, è ideale per le famiglie con bambini grazie ai fondali bassi e all’acqua sempre piatta. Cala Pira, all’estremità meridionale, è invece più selvaggia, con le dune di sabbia bianca ricoperte di ginepri, una torre aragonese restaurata sullo sfondo e pochissima gente anche in piena estate. Cala Monte Turno, nel mezzo, è una piccola baia chiusa tra scogli, dove l’acqua diventa quasi trasparente e il resto del mondo sembra lontanissimo.

L’entroterra di Costa Rei è sovrastato dal profilo del Parco dei Sette Fratelli, una riserva naturale ricca di boschi di lecci, ruscelli e sentieri percorribili sia a piedi che in mountain bike, in un paesaggio suggestivo che ben rappresenta la varietà di questo territorio.

Porto Giunco e lo stagno dei fenicotteri

L’ultima sosta prima di Villasimius è la più spettacolare: Porto Giunco è una spiaggia a doppio affaccio, con il mare aperto da un lato e lo Stagno di Notteri dall’altro, una laguna salmastra che nei mesi autunnali e primaverili ospita immense colonie di fenicotteri rosa, aironi cenerini e folaghe.

La spiaggia è dominata dalla Torre di Porto Giunco, una torretta aragonese del Seicento a 65 metri sul livello del mare raggiungibile in pochi minuti a piedi dall’arenile: da qui si vede contemporaneamente la laguna, il mare aperto, l’Isola dei Cavoli e, sullo sfondo, la sagoma dell’Isola Serpentara, ossia tutto il sistema dell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara.

Nelle acque di fronte a Porto Giunco, a circa 10 metri di profondità, si trova uno dei luoghi di culto più insoliti del Mediterraneo: la Madonna del Naufrago, una statua bronzea di Pinuccio Sciola posata sui fondali nel 1962, meta a luglio di una processione in barca che porta i pescatori di Villasimius a rendere omaggio alla patrona del mare.