Da Milano a Gallarate ci sono appena quaranta chilometri, meno di mezz’ora di autostrada. Ma se esci dall’A8 nei posti giusti, questo stesso tratto si trasforma in un itinerario sorprendente.
Fuori dal casello, sulla strada tra Milano e Gallarate ti imbatterai in ville barocche, castelli medievali sulle isole fluviali, archeologia industriale convertita in spazio d’arte contemporanea: è la Lombardia che non ti aspetti. Proprio per uscire in modo fluido dagli svincoli, ti consigliamo di sfruttare i servizi di telepedaggio per saltare le code e di calcolare in anticipo i costi del pedaggio autostradale per gestire al meglio ogni sosta.
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Calcola oraDove fermarsi nel percorso da Milano a Gallarate
In questo articolo ti proponiamo tre tappe brevi ma intense, tutte raggiungibili dall’A8: ognuna ha una peculiarità diversa, ma insieme raccontano un pezzo di territorio lombardo che merita più attenzione di quanta di solito non gli si dedichi.
Lainate e il Ninfeo di Villa Borromeo Visconti Litta
La prima sosta è a Lainate, dove sorge uno dei luoghi più stravaganti e meno conosciuti della regione: Villa Borromeo Visconti Litta e il suo straordinario Ninfeo.
Il complesso fu voluto nella seconda metà del Cinquecento dal conte Pirro I Visconti Borromeo, che fece costruire i giardini e il Palazzo delle Acque, realizzato tra il 1585 e il 1589: una serie di stanze completamente decorate a mosaico di ciottoli bianchi e neri, con sculture, grotte artificiali e automi idraulici che ancora oggi stupiscono per la raffinatezza tecnica e la fantasia decorativa. È uno degli esempi più importanti e meglio conservati di ninfeo rinascimentale dell’Italia settentrionale.
I meccanismi funzionano ancora: nei mesi di apertura (da maggio a ottobre, la domenica pomeriggio), i fontanieri azionano i giochi d’acqua originali che schizzano dagli automi, dalle pareti e dal pavimento, esattamente come facevano quattrocento anni fa per divertire gli ospiti illustri della famiglia.
Il parco storico della villa è aperto gratuitamente tutto l’anno: i viali alberati, le fontane e il profilo del palazzo sullo sfondo sono già, di per sé, una buona ragione per fermarsi.
Legnano, il castello e la battaglia
La seconda tappa è a Legnano, una città che ha costruito parte della propria identità il 29 maggio 1176, quando la Lega Lombarda sconfisse Federico Barbarossa in una battaglia che cambiò gli equilibri politici dell’Italia medievale. Il Monumento al Guerriero di Legnano, opera dello scultore Enrico Butti inaugurata nel 1900, ricorda ancora oggi quell’episodio in Piazza San Magno, il centro storico della città, dove si trova anche la Basilica di San Magno, con la facciata rinascimentale e i meravigliosi chiostri interni.
Il simbolo più suggestivo di Legnano è il Castello Visconteo, raggiungibile a piedi dal centro attraverso il Parco Castello. È una struttura trecentesca che sorge su un’isoletta artificiale formata dal fiume Olona, collegata alla riva da un ponte. Costruito dai Torriani nel XIII secolo e poi trasformato dai Visconti in fortezza, conserva le torri merlate, le cortine murarie e un cortile interno. Il parco che lo circonda è uno dei più piacevoli spazi verdi dell’hinterland milanese.
Busto Arsizio tra archeologia industriale e arte contemporanea
L’ultima tappa prima di Gallarate è Busto Arsizio, una città che meglio di molte altre racconta la trasformazione del nord Italia da distretto manifatturiero a territorio culturale. Il segno più visibile è il Museo del Tessile e della Tradizione Industriale: ospitato nell’ex reparto di filatura del Cotonificio Carlo Ottolini, un edificio neogotico in mattoni a vista con le forme di un castello, conserva i macchinari, i telai e una collezione che documenta l’intera filiera produttiva tessile dalla rivoluzione industriale al Novecento.
Non manca l’interesse per l’arte contemporanea: il riferimento cittadino è la Fondazione Bandera per l’Arte, uno spazio espositivo dinamico che ospita mostre di artisti italiani e internazionali con un programma sempre nuovo, spesso in dialogo con diversi festival culturali, tra cui Filosofarti, che coinvolge ogni anno più sedi in città. Il centro storico merita una passeggiata: la Basilica di Santa Maria di Piazza, con la cupola del Bramante e gli interni riccamente decorati, è uno dei monumenti religiosi più belli del Varesotto.
Ancora dieci minuti di strada e sei a Gallarate: il Museo MA*GA – uno dei più importanti musei d’arte moderna e contemporanea d’Italia, con oltre 6.000 opere in collezione – è la naturale conclusione di un itinerario che ha seguito, fin da Lainate, il filo che unisce la creatività del passato a quella del presente.








