In questo articolo esploriamo il Salento in road trip da Ostuni a Lecce: un viaggetto breve sulla carta, ma ricchissimo di punti di interesse. Te ne proponiamo quattro.

Chi conosce la Puglia sa che le distanze in chilometri contano poco: la strada da Ostuni verso Lecce attraversa ulivi secolari, muretti a secco e il mare della Costa Adriatica del Salento, che passa dal turchese delle calette più riparate al blu intenso del mare aperto. Non è un tragitto lungo – meno di ottanta chilometri in linea d’aria – ma è ricco di soste che meritano tempo, tra riserve naturali, borghi bianchi arroccati tra gli ulivi e spiagge che raccontano il Salento più autentico.

Prima di partire e durante il tuo viaggio, ti consigliamo di sfruttare i servizi di telepedaggio per saltare le code al casello e di calcolare in anticipo i costi del pedaggio autostradale per gestire al meglio ogni tappa. Soprattutto nei giorni da bollino rosso e nero, tieni d’occhio il traffico in tempo reale prima di metterti in strada.

Viaggio in Salento da Ostuni a Lecce

Il percorso costiero è ricco di paesaggi eterogenei, che alternano borghi immersi negli uliveti, un tratto di mare protetto tra i più ricchi di biodiversità della regione, una città di duemila anni e infine il mare leccese frequentato dai locals.

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Carovigno

La prima sosta, a pochi chilometri da Ostuni, è una gemma da scoprireCarovigno è un borgo circondato da uliveti secolari e vigneti che si estende tra la Valle d’Itria e il Salento settentrionale. Il Castello Dentice di Frasso, che sovrasta il centro storico, custodisce secoli di storia messapica, normanna e aragonese, mentre la Chiesa Matrice affacciata sulla piazza principale rappresenta l’anima religiosa del paese.

Carovigno è anche il punto di partenza ideale per raggiungere il mare Bandiera Blu: le marine di Specchiolla e Torre Santa Sabina, con la Grotta Azzurra, offrono un primo assaggio delle acque cristalline che caratterizzano tutta questa costa. Nel centro storico non manca la buona cucina contadina, tra masserie e ristorantini dove assaggiare piatti tipici pugliesi a base di orecchiette, verdure di campo e olio locale.

Riserva Naturale di Torre Guaceto

A pochi minuti da Carovigno si apre uno dei tesori naturalistici più preziosi della Puglia: la Riserva Naturale di Torre Guaceto, un’area protetta di oltre 1.200 ettari che si estende lungo otto chilometri di costa, tra dune alte fino a 15 metri, paludi, uliveti e una foresta sempreverde che arriva fino al mare.

Il simbolo della riserva è la torre aragonese cinquecentesca, costruita per difendere la costa dalle incursioni saracene e oggi trasformata in un piccolo museo. Le spiagge, premiate più volte con la Bandiera Blu, si dividono in zone con diversi livelli di tutela: alcune, come Punta Penna Grossa, permettono la balneazione in acque limpidissime, mentre altre restano riserva integrale, popolate da tartarughe marine, aironi e numerose specie di uccelli migratori.

Brindisi

Proseguendo verso sud, Brindisi è la tappa culturale. Città di antichissima vocazione marinara, il suo centro storico si raccoglie intorno a Piazza Duomo, dove si affacciano la Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Portico dei Cavalieri Templari e il Museo Archeologico Provinciale Ribezzo.

Le Colonne Romane secondo la tradizione segnavano il punto di arrivo della Via Appia: da qui, salendo la scalinata di Virgilio, si abbraccia con lo sguardo l’intero porto, ancora oggi uno dei più importanti del Mediterraneo. Il lungomare Regina Margherita, con le palme e i locali affacciati sull’acqua, è perfetto per una pausa prima di rimettersi in viaggio, magari con una sosta in una delle friggitorie storiche del centro per assaggiare il pesce fritto locale.

San Cataldo

L’ultima tappa prima di arrivare a Lecce è San Cataldo, la marina più amata dagli abitanti del capoluogo salentino, a soli dieci chilometri dal centro. La spiaggia, anche lei insignita della Bandiera Blu, offre sabbia fine e dorata e un mare turchese poco profondo, ideale anche per chi è in viaggio con i bambini.

Il faro di San Cataldo, attivo dal 1866, è ancora oggi il punto di riferimento del paesaggio costiero, mentre passeggiando lungo il litorale si possono scorgere i resti sommersi dell’antico Porto Adriano, costruito in epoca romana. Poco distante si trova l’Oasi Naturale delle Cesine, una zona umida protetta dal WWF dove nidificano numerose specie di uccelli migratori. La sera i locali sul lungomare regalano un ultimo scorcio di vita salentina prima degli ultimi chilometri che separano San Cataldo da Lecce, dove il barocco più scenografico della Puglia aspetta di essere scoperto tra chiese e palazzi dorati.