Non tutti i viaggi finiscono dove finisce la strada. Quello da Palermo a Favignana è uno di questi: la macchina ti porta fin dove può – fino al molo di Trapani – e poi tocca all’acqua fare il resto. Ma il tragitto verso il porto è già parte del viaggio e sarebbe un peccato percorrerlo tutto senza fermarsi.
La strada da Palermo verso la Favignana copre circa 100 chilometri sull’A29 e attraversa la Sicilia d’Occidente, tra colline brulle ricche di macchia mediterranea, siti archeologici che spuntano tra gli ulivi, borghi medievali aggrappati alle rocce, fino al lento sciogliersi del paesaggio verso il mare e le saline di Trapani. Poi il viaggio in nave lungo la rotta dei Fenici: venti miglia nautiche che ti portano sull’isola più grande delle Egadi, quella che per la sua forma viene chiamata “la farfalla del Mediterraneo”. Prima di partire, ti consigliamo di calcolare in anticipo i costi del pedaggio autostradale e di sfruttare i servizi di telepedaggio per saltare la coda al casello.
Calcola il pedaggio, il consumo di carburante e il tempo di percorrenza per questo tragitto
Calcola oraDa Palermo a Favignana: in viaggio verso le Egadi
Dalla periferia di Palermo all’imbarco di Trapani bastano meno di due ore di guida, ma il percorso è così bello che vale la pena fare più di una sosta.
Segesta
Già a circa 70 chilometri da Palermo c’è il Parco Archeologico di Segesta, uno dei siti dell’antichità classica più suggestivi di tutta la Sicilia – e forse il meno prevedibile. Il tempio dorico, costruito intorno al 420 a.C. e mai completato, sorge isolato su un pianoro erboso circondato da colline silenziose, senza colonnato interno, senza tetto, senza l’affollamento monumentale di altri siti della Magna Grecia. Proprio questa nudità lo rende straordinario: 36 colonne di calcare che cambiano colore a seconda della luce, dalla pietra quasi bianca del mattino all’oro intenso del tramonto.
Una navetta sale al teatro ellenistico, scavato nel fianco della collina. Con una capienza di oltre 4.000 spettatori, la vista che si apre dalla cavea sulla valle, le colline, fino al Golfo di Castellammare offre un panorama indimenticabile. Nei mesi estivi il teatro ospita i Segesta Teatro Festival, una serie di rappresentazioni del teatro classico di rara potenza evocativa.
Erice
Venti chilometri prima di Trapani, una breve deviazione verso Monte San Giuliano ti porta a Erice, un borgo medievale quasi integralmente conservato che sovrasta la costa e che regala una vista a 360° tra il mar Tirreno e le saline sottostanti. Le strade selciate, i vicoli stretti, le chiese di pietra grigia e i giardini nascosti dietro i portoni in legno antico rendono Erice un borgo tutto da scoprire.
Il Castello di Venere, edificato dai Normanni nell’XII secolo sui resti di un tempio fenicio, è il punto più alto e panoramico del borgo, da cui lo sguardo arriva fino alle coste tunisine. Prima di ridiscendere, fai una sosta alla storica Pasticceria Maria Grammatico per assaporare i dolci tipici della zona di Trapani: i dolci di mandorla, i “mustazzoli” e le “genovesi” con crema di ricotta sono le specialità tramandate da secoli grazie alle ricette dei conventi.
Le Saline di Trapani e il Museo del Sale
Scendendo da Erice verso il porto, la pianura costiera lascia spazio agli specchi d’acqua rosa e bianchi delle Saline di Trapani e Paceco, una riserva naturale protetta del WWF dove da secoli si produce sale marino con metodi artigianali. I mulini a vento che punteggiano la laguna sono il simbolo di questa costa, che, al tramonto, quando i bacini si tingono di rosa e arancio per la presenza delle alghe, creano uno dei panorami più fotografati di tutta la Sicilia.
Vale la pena una visita al Museo del Sale di Nubia, ospitato in un settecentesco mulino restaurato, che racconta la storia di questa produzione millenaria, con gli attrezzi originali dei salinari e una terrazza affacciata sulle vasche.
Il porto di Trapani: consigli per l’imbarco
Sei finalmente arrivato al porto di Trapani, pronto a salpare per le Egadi. Per l’imbarco, le due compagnie che collegate a Favignana sono Liberty Lines (aliscafo, solo passeggeri, traversata in circa 30-40 minuti) e Siremar (traghetto, anche con veicoli al seguito). In entrambi i casi è meglio prenotare in anticipo, soprattutto in estate – puoi acquistare i biglietti comodamente via app. Le corse sono frequenti: la prima partenza è intorno alle 6.50, l’ultima in serata.
Favignana
Lo sbarco a Favignana ti porta immediatamente alla tua meta: il porto è al centro del paese e in pochi passi si è già dentro la vita dell’isola. Il centro storico si gira bene a piedi, tra case basse color pastello, la Chiesa Madre e le botteghe dei pescatori che rammendano le reti sul molo.
La visita da non perdere è all’ex Stabilimento Florio delle Tonnare: 32.000 metri quadri di archeologia industriale affacciati sul porto, oggi convertiti in museo, che raccontano la storia della tonnara e della mattanza attraverso gli strumenti originali, gli ambienti restaurati e una collezione di reperti che va dall’epoca preistorica a quella romana. È qui che si capisce l’importanza che la famiglia Florio – quelli dei romanzi di Stefania Auci e della serie per Disney+ – ha avuto su questa isola: dal 1841 in poi fu Vincenzo Florio a prendere in gestione la tonnara e fu poi il figlio Ignazio a trasformarla in uno dei più grandi complessi industriali d’Europa di fine Ottocento, capace di impiegare fino a 500 persone. Fu sempre Ignazio a introdurre il metodo di conservazione del tonno sott’olio in scatola di latta con apertura a chiave, un’innovazione che rivoluzionò il mercato europeo e che rese Favignana famosa.
L’isola si esplora bene in bicicletta lungo la costa: le cave di tufo dismesse – oggi patrimonio paesaggistico protetto – hanno lasciato una serie di anfiteatri di straordinaria bellezza, con grandi pareti verticali di pietra gialla scavate dall’acqua e dal tempo. Infine, per un tuffo in mare, le spiagge da non perdere sono Cala Rossa, con le rocce rossastre e l’acqua cristallina, e Cala Azzurra, più piccola e riparata.








