Scivolare via dal caos della metropoli per abbracciare un orizzonte dove la terra strappata all’acqua incontra il mito di Ulisse: il percorso da Roma a Latina è un viaggio sorprendente che attraversa la storia del Lazio, svelando un paesaggio inaspettato.

La strada verso Latina, che dista circa un’ora dalla Capitale, può trasformarsi in un’esplorazione dell’Agro Pontino, un territorio complesso e dal fascino magnetico. Lasciando Roma, il paesaggio cambia radicalmente: le colline lasciano il posto a una pianura fertile e geometrica, costeggiata da dune di sabbia dorata e foreste centenarie. È un viaggio adatto in ogni stagione, capace di offrire il refrigerio del mare del Lazio in estate e suggestioni malinconiche e poetiche in autunno o inverno. Lungo la strada le architetture razionaliste delle “Città di Fondazione” dialogano con i borghi medievali arroccati sui Monti Lepini e con i resti delle ville imperiali che si affacciano sul mare.

Da Roma a Latina lungo l’Agro Pontino

Per cogliere la vera essenza di questo territorio ti suggeriamo di prenderti il tuo tempo, uscire fuori dal casello per deviare verso la costa e verso l’entroterra e trasformare il tragitto in un’esperienza da ricordare. Il nostro consiglio è di calcolare in anticipo il costo del pedaggio autostradale per gestire il budget del viaggio senza sorprese.

Anzio e Nettuno

La prima deviazione ti porta verso il litorale tirrenico, dove due città gemelle sono custodi di memorie che vanno dall’Impero Romano alla Seconda Guerra Mondiale. Anzio – rinomata località balneare – è la città natale dell’imperatore Nerone. Qui le rovine della grandiosa Villa Imperiale si gettano direttamente nel mare in uno scenario suggestivo tra archeologia e natura: passeggiare lungo la spiaggia, con le Grotte di Nerone alle spalle, è un’esperienza unica, specialmente al tramonto.

Anzio è anche il luogo dello sbarco degli Alleati del 1944: una visita al Museo dello Sbarco e ai cimiteri di guerra (in particolare il Beach Head War Cemetery) offrono un momento di profonda riflessione tra i prati verdi curatissimi e le lapidi bianche. Pochi chilometri dopo Anzio si entra a Nettuno, il cui centro è un borgo medievale fortificato a picco sul mare, un dedalo di vicoli che profuma di cucina marinara. Il maestoso Forte Sangallo, una fortezza rinascimentale voluta da Cesare Borgia, domina il paesaggio: con le mura possenti a forma di stella, è uno dei massimi esempi di architettura difensiva dell’epoca.

Il Parco Nazionale del Circeo e Sabaudia

Lasciando i centri abitati e proseguendo verso sud, il paesaggio subisce una metamorfosi spettacolare penetrando nel Parco Nazionale del Circeo. Questa è una delle aree naturali più antiche e preziose d’Italia, una riserva della biosfera UNESCO che tutela una biodiversità straordinaria. Passeggia nella foresta di pianura, ciò che rimane dell’antica “Selva di Terracina”, e sali al promontorio del Circeo, che, secondo il mito, ospitava la Maga Circe che ammaliò Ulisse. Il suo profilo, che ricorda il volto di una donna addormentata, sovrasta l’intera pianura pontina.

Ai piedi del monte si trova Sabaudia, capolavoro di architettura razionalista. Fondata negli anni Trenta durante la bonifica, la città è uno splendido esempio di urbanistica metafisica: caratterizzate da linee pure e colori chiari che contrastano con il verde intenso della macchia mediterranea, le piazze, la torre civica e la chiesa dell’Annunziata sembrano uscite da un quadro di De Chirico.

Non ripartire senza aver passeggiato sulle dune di Sabaudia, alte e selvagge, che separano il mare dai quattro laghi costieri (il lago di Paola è il più grande) e che creano un ecosistema lagunare di rara bellezza.

Sermoneta e il Giardino di Ninfa

Se le tappe precedenti guardano al mare, l’ultima sosta prima di arrivare a Latina ti porta verso l’interno, ai piedi dei Monti Lepini, nel Medioevo più autentico. Sermoneta è un borgo che sembra incantato, racchiuso da mura ciclopiche e sovrastato dal Castello Caetani, una fortezza inespugnabile che ha ospitato papi e sovrani. Il castello è aperto al pubblico: le prigioni con le scritte dei detenuti, le sale affrescate e i camminamenti di ronda offrono una vista che spazia su tutto l’Agro Pontino fino al mare e che ti permette di visualizzare l’intero percorso fatto finora. Il borgo stesso è un labirinto di pietra viva, ricco di fascino e suggestioni.

Il biglietto di ingresso al Castello ha un costo di 8,25 euro. Le prossime aperture al pubblico sono previste in queste date: 6-7-8 e 26-27-28 dicembre 2025 e 1-3-4-6 gennaio 2026.

Proprio ai piedi di Sermoneta si trova l’incredibile Giardino di Ninfa. Definito dal New York Timesuno dei giardini più belli del mondo“, è un monumento alla natura sorto sulle rovine di una città medievale abbandonata. Qui, tra i resti delle chiese, delle mura diroccate e tra ruscelli cristallini, la famiglia Caetani ha creato un giardino all’inglese di una bellezza struggente. Glicini, rose rampicanti, piante rare e aceri giapponesi – spettacolari nella stagione del foliage – abbracciano le rovine in un’atmosfera romantica e decadente: è un luogo magico, aperto al pubblico solo in date specifiche per preservarne il delicato equilibrio, che rappresenta l’anima più poetica e segreta di questo territorio.

La prossima apertura speciale per il Giardino di Ninfa è prevista per l’8 dicembre (giorno dell’Immacolata) dalle 10.00 alle 14.00. Il biglietto ha un costo di 15,75 euro e puoi acquistarlo prenotando l’orario di ingresso sul sito ufficiale.