Devi percorrere il lungo tratto di autostrada da Roma a Reggio Calabria: in questo articolo ti diamo tre idee per fare qualche tappa fuori dal casello e interrompere la monotonia del viaggio.
Quello da Roma a Reggio Calabria è un lungo viaggio, ma anche uno dei più ricchi di occasioni per chi non ha fretta di arrivare. L’autostrada Roma-Reggio Calabria collega la Capitale alla punta dello Stivale in Calabria in circa sette ore filate, ma con le tappe giuste fuori dal casello il viaggio smette di essere solo un trasferimento e diventa un vero antipasto delle vacanze, tra templi greci, borghi sul mare e leggende che accompagnano i naviganti da tremila anni.
Il nostro consiglio è di sfruttare i servizi di telepedaggio per saltare le code al casello e di calcolare in anticipo i costi del pedaggio autostradale per gestire al meglio ogni sosta. Soprattutto nei weekend estivi, controlla il traffico in tempo reale per partire nelle ore meno congestionate.
In viaggio da Roma a Reggio Calabria: le tappe per godersi il viaggio
Abbiamo scelto tre tappe che raccontano tre momenti diversi del sud Italia: un parco archeologico tra i più importanti della Magna Grecia, una perla della costa tirrenica incastonata tra mare e montagna e un borgo di pescatori dove il mito incontra ancora oggi la vita quotidiana.
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Calcola oraPaestum
La prima sosta, poco oltre Salerno, è Paestum, uno dei siti archeologici più straordinari d’Europa. L’antica città greca di Poseidonia conserva tre templi dorici ancora in piedi: il Tempio di Hera, il più antico, risale al 560 a.C. il cosiddetto Tempio di Cerere unisce stile dorico arcaico e ionico; il Tempio di Nettuno, il meglio conservato, è uno degli esempi più alti dell’architettura dorica templare, paragonabile per qualità al Partenone di Atene.
Il Museo Archeologico Nazionale custodisce la Tomba del Tuffatore, un affresco del 480 a.C. unico al mondo per la pittura greca: la scena di un uomo che si tuffa verso il mare, letta come metafora del passaggio dalla vita alla morte, resta uno dei documenti figurativi più intensi dell’antichità. Camminare tra le mura pentagonali della città antica – ancora scandite dalle 24 torri d’avvistamento originali – dà la misura di quanto grande fosse questa colonia della Magna Grecia.
Maratea
Proseguendo verso sud, una deviazione verso la costa tirrenica porta a Maratea, in Basilicata: un borgo aggrappato alla montagna che domina il mare da un’altezza vertiginosa. Il suo simbolo è la Statua del Cristo Redentore, che dai 600 metri del Monte San Biagio osserva l’intero golfo con le braccia spalancate, da una delle vedute panoramiche più suggestive del Mediterraneo.
Scendendo verso il mare, la costa di Maratea alterna alle calette di ciottoli la sorprendente Spiaggia Nera, dal colore scuro dovuto alla composizione vulcanica della sabbia. Il centro storico è un dedalo di vicoli in pietra con chiese barocche e piccole piazze panoramichedove il tempo sembra scorrere secondo ritmi diversi.
Scilla e Chianalea
L’ultima tappa prima di Reggio Calabria è Scilla, un borgo con spiaggia che porta ancora il nome della leggenda che lo ha reso immortale: secondo il mito, qui la ninfa Scilla fu trasformata in un mostro marino dalla maga Circe, e insieme a Cariddi, il gorgo che si apre sull’altro lato dello Stretto di Messina, minacciò per secoli il passaggio dei naviganti, compreso Ulisse.
Il paese si affaccia sulla spiaggia di Marina Grande, sovrastata dal Castello Ruffo, mentre dietro il promontorio si nasconde Chianalea: casette costruite sugli scogli, viuzze che scendono dritte nel mare e barche colorate ormeggiate tra i ristoranti. È il luogo giusto per un pasto a base di pesce spada – specialità di questo borgo di pescatori – prima delle poche decine di chilometri che restano fino a Reggio Calabria, con lo Stretto di Messina e la Sicilia già visibili all’orizzonte.








