Il viaggio da Salerno a Palinuro, con le giuste soste, è un tuffo nel Cilento più autentico, tra templi millenari, borghi sospesi sul mare e leggende che si respirano tra gli scogli.

Lasciare Salerno per dirigersi verso Palinuro significa addentrarsi nel Cilento più selvaggio, in una delle coste meno addomesticate d’Italia, dove il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni custodisce spiagge dorate, calette nascoste raggiungibili solo dal mare e borghi dall’atmosfera sospesa. Il percorso, che si snoda per circa 130 chilometri tra la statale 18 e alcuni tratti panoramici lungo la costa, non è solo un modo per raggiungere una delle mete balneari più belle del Sud Italia, ma un’occasione per scoprire un territorio dove il mito si intreccia con la storia e dove la natura non ha mai smesso di dettare il ritmo.

Lungo la strada si alternano templi greci che testimoniano un glorioso passato, promontori da cui cantano le sirene e grotte scavate dal mare durante millenni di pazienza, in un itinerario che si presta bene sia a una gita di un giorno sia a un weekend di relax tra mare e trekking.

Per affrontare il viaggio senza pensieri, ti consigliamo di sfruttare i servizi di telepedaggio per saltare la coda al casello, soprattutto se arrivi da fuori regione. Ti sarà utile anche calcolare in anticipo i costi del pedaggio, così da organizzare al meglio il tuo budget di viaggio, e controllare il traffico in tempo reale prima di partire, per evitare di rimanere bloccato lungo la costa cilentana.

In viaggio da Salerno a Palinuro: le tappe più belle

Tra Salerno e Palinuro si attraversano alcuni dei luoghi più suggestivi del Cilento, ognuno con la propria identità e le proprie peculiarità. Ecco tre tappe che meritano un posto nel tuo itinerario.

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Paestum

Poco dopo aver lasciato Salerno, la prima tappa che ti proponiamo è Paestum, uno dei siti archeologici più straordinari d’Italia e tra i meglio conservati dell’intero Mediterraneo. L’antica città greca di Poseidonia, fondata nel VI secolo a.C., custodisce tre templi dorici che hanno attraversato indenni oltre duemilacinquecento anni di storia.

Il Tempio di Hera, il più antico dei tre, si distingue per le sue proporzioni imponenti, mentre il Tempio di Nettuno, in realtà dedicato ad Apollo, è considerato tra i templi dorici meglio conservati al mondo, paragonabile solo a quelli di Atene e Agrigento. Il Tempio di Atena, più piccolo ma non meno suggestivo, chiude il percorso all’interno dell’area archeologica, che si estende per circa ventisette ettari. Prima di ripartire, vale la pena fare ancora una tappa al Museo Archeologico Nazionale, dove è custodita la Tomba del Tuffatore, e concedersi un assaggio di cucina campana, in particolare della mozzarella di bufala campana, prodotta proprio in questi territori.

Castellabate e Punta Licosa

Proseguendo lungo la costa, Castellabate si manifesta arroccata su un colle a circa trecento metri di altitudine, con una vista che spazia su tutto il golfo cilentano. Il borgo, tra i più belli della Campania e reso celebre dal film Benvenuti al Sud, conserva il Castello dell’Abate, costruito nel 1123 per difendere la costa dagli attacchi saraceni, e la Piazza X Ottobre 1123, cuore della vita del paese.

Scendendo verso il mare si raggiunge Santa Maria di Castellabate, frazione balneare con il lungomare Perrotti e il caratteristico Porto delle Gatte. Da qui un sentiero costiero conduce fino a Punta Licosa, promontorio avvolto dal mito: la leggenda narra che qui si sia arenato il corpo della sirena Leucosia, dopo essersi gettata in mare per il rifiuto di Ulisse. L’isolotto che porta il suo nome, visibile a poca distanza dalla costa, rende questo uno dei tratti di mare più suggestivi e leggendari del Cilento.

Marina di Camerota

L’ultima tappa prima di Palinuro è Marina di Camerota, borgo di pescatori incastonato nella Costa degli Infreschi e della Masseta, area marina protetta dal 2009. Qui il Cilento mostra il suo volto più selvaggio, fatto di calette raggiungibili solo via mare e di un dedalo di grotte carsiche che hanno reso famosa questa costa tra gli amanti dello snorkeling e delle escursioni in barca.

Tra le più spettacolari ci sono la Grotta Azzurra, che deve il suo nome al colore intenso dell’acqua che filtra dagli ingressi, e la Grotta dell’Alabastro, una delle cavità più belle dell’intero litorale. Poco distante, la Baia degli Infreschi, raggiungibile solo in barca o con un sentiero di trekking, è una delle spiagge più belle d’Italia, ideale per un break. Chi ama le atmosfere avventurose può inoltre visitare la Grotta del Molare, dove sono stati ritrovati importanti reperti dell’Uomo di Neanderthal, oggi conservati nel museo di Scario.

Da Marina di Camerota, gli ultimi chilometri di strada costeggiano i promontori a picco sul mare, fino a quando appare il profilo di Capo Palinuro, con le scogliere bianche e le acque cristalline che, dicono, custodiscono il ricordo del nocchiero di Enea: l’arrivo nella località che porta ancora oggi il suo nome.