Il 12 febbraio di ogni anno si celebra il Darwin Day. Un’occasione per commemorare lo straordinario e decisivo contributo del celebre biologo e naturalista britannico Charles Darwin alla scienza e all’evoluzione.

In questa giornata vengono organizzati, in tutto il mondo, conferenze, attività educative, proiezioni, mostre ed eventi di vario genere, finalizzati a diffondere la conoscenza sull’evoluzione e a stimolare il dibattito scientifico. Ma anche per apprezzare la diversità della natura, rinnovando l’impegno verso la ricerca e la salvaguardia ambientale.

Scopriamo ora perché il Darwin Day ricade in tale data e come è nato questo momento che rende omaggio al pensiero critico, alla scienza e alla grande eredità di Charles Darwin.

Darwin Day: una storia nata 215 anni fa

La scelta del 12 febbraio come Darwin Day è presto detta: è il compleanno di Darwin. L’uomo che ha rivoluzionato il pensiero scientifico con la sua teoria dell’evoluzione vide la luce in questo giorno nel 1809 a Shrewsbury, in Inghilterra. Morì a Londra nel 1882. C’è un altro anno da tenere a mente: il 1859, anno in cui fu pubblicato L’origine delle specie, il libro che cambiò tutto.

Nel 2024 ricorre il 215° anniversario della nascita di Darwin. La giornata internazionale in suo onore rappresenta un’opportunità per riflettere sull’importanza della scienza e del pensiero critico nell’odierna società.

Non esiste un anno preciso in cui venne istituito il Darwin Day. Più che altro, è diventato una consuetudine, una celebrazione informale diffusasi negli ambienti scientifici e accademici fin dagli anni successivi alla sua morte, attraversando quasi 150 anni di progresso ma anche di continue resistenze anti-evoluzioniste.

La teoria dell’evoluzione: una rivoluzione

Nel volume L’origine delle specie, Charles Darwin espose la sua teoria dell’evoluzione. In quelle pagine confluirono, oltre agli studi dello scienziato, i risultati delle osservazioni naturalistiche che lui stesso aveva compiuto durante il viaggio a bordo del brigantino Beagle dal 1831 al 1836. Nel 1835 Darwin compì le sue determinanti osservazioni di tartarughe alle isole Galapagos.

Secondo la teoria darwiniana, gruppi di organismi di una medesima specie si evolvono gradualmente nel tempo attraverso il processo di selezione naturale. Tali individui sono in competizione tra loro per accedere alle risorse naturali. In tale lotta per la sopravvivenza, l’ambiente opera una selezione che elimina gli individui più deboli. Cioè quelli meno adatti a sopravvivere in determinate condizioni. Così sopravvivono solo i più adatti, trasmettendo ai figli i loro caratteri.

L’esposizione della teoria evolutiva per selezione naturale aprì la strada a una nuova epoca. E causò un terremoto nella società vittoriana dell’epoca, minando le credenze religiose e filosofiche dominanti. Tuttavia le idee di Darwin fanno tuttora i conti con negazionisti e oppositori.

Darwin Day: evoluzionismo vs creazionismo

L’evoluzionismo darwiniano andò a scontrarsi fin da subito con il creazionismo. Vale a dire la teoria che ritiene la presenza di diverse forme di vita sulla Terra come frutto della creazione di Dio. E che come tali, nell’interpretazione dei testi biblici, sarebbero perfette e immutabili.

Al giorno d’oggi la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin, nonostante la sua validità ampiamente supportata da decenni di ricerche e scoperte, continua a essere oggetto di controversie. Alcuni gruppi religiosi e movimenti conservatori la osteggiano, anche a scopi politici e ideologici, i quali influenzano le scelte di vari governi nello scoraggiare l’insegnamento dell’evoluzionismo nelle scuole.

Il Darwin Day, invece, punta a celebrare non solo la figura e il lavoro di Darwin ma anche il metodo scientifico in sé, promuovendo la conoscenza e la comprensione dei processi che guidano l’evoluzione delle specie e la diversità della vita sul nostro pianeta.