Dazi USA-UE, nuova stretta sulle auto: Washington alza le tariffe al 25%. Si riaccende dunque la tensione commerciale tra Stati Uniti ed Europa, con nuove misure che colpiscono il settore automobilistico.

Il confronto tra Donald Trump e l’Unione Europea torna ad accendersi dopo mesi di relativa stabilità. Alla fine è successo: dopo l’annuncio dei dazi al 25% dello scorso anno, poi smentito, il presidente americano ha deciso per l’inasprimento dei dazi sulle auto e sui camion provenienti dal mercato europeo, alzandoli proprio a quella soglia. La decisione nasce, secondo la posizione espressa da Washington, dalla convinzione che Bruxelles non abbia rispettato gli impegni commerciali presi.

L’annuncio è arrivato attraverso un messaggio pubblicato su Truth Social, dove Trump ha spiegato che l’aumento dei dazi rappresenta una risposta diretta a presunte violazioni degli accordi. Si tratta di un cambio significativo rispetto all’intesa raggiunta pochi mesi fa con Ursula von der Leyen, che prevedeva dazi al 15%. Un equilibrio già indebolito da successivi interventi della Corte Suprema degli Stati Uniti, che avevano ulteriormente ridotto le soglie iniziali.

La nuova strategia americana dei dazi sulle auto verso l’Ue

Nella visione dell’amministrazione statunitense, l’uso dei dazi continua a essere uno strumento per incentivare la produzione interna. Trump ha infatti fatto sapere che le aziende che decideranno di realizzare veicoli direttamente negli Stati Uniti non saranno soggette a queste tariffe, sottolineando come siano già in corso importanti investimenti industriali nel Paese.

Questa strategia potrebbe avere effetti anche sulle trasformazioni del settore automotive, sempre più orientato verso l’elettrico. Oltre che un profondo impatto sull’export italiano.

In questo contesto, oltre alle politiche commerciali, diventa centrale anche lo sviluppo delle infrastrutture, come i servizi di ricarica elettrica, fondamentali per sostenere la crescita della mobilità a basse emissioni sia negli Stati Uniti sia in Europa.

La replica europea e le possibili conseguenze

La reazione europea è stata immediata. Bernd Lange, alla guida della Commissione Commercio del Parlamento europeo, ha contestato le accuse americane, sostenendo che fosse in corso il processo di ratifica dell’accordo commerciale e che, al contrario, fossero stati gli Stati Uniti a disattendere più volte gli impegni presi. Ha inoltre definito l’atteggiamento di Washington inaccettabile e poco coerente con i rapporti tra alleati.

Questo nuovo irrigidimento si inserisce in uno scenario internazionale già complesso, segnato da tensioni geopolitiche e da incertezze sulle forniture energetiche. L’impatto potrebbe essere rilevante soprattutto per i Paesi europei più esposti nel comparto automobilistico, come la Germania, già alle prese con una fase economica delicata.