L’alcolock diventa operativo: arriva il decreto che ne disciplina uso e installazione. Ecco cosa prevede, chi dovrà montarlo e quanto costa.
Dopo mesi di attesa, una delle novità più discusse del nuovo Codice della Strada diventa finalmente operativa: l’alcolock è realtà. Il dispositivo che impedisce l’avvio dell’auto se il conducente ha bevuto è al centro del decreto appena firmato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ne definisce modalità di funzionamento, requisiti tecnici e regole di installazione.
Vediamo tutti i dettagli su come funziona il dispositivo per dissuadere la guida in stato di ebrezza, che nel frattempo ha fatto crescere la domanda di etilometri.
Alcolock: a cosa serve e come funziona
L’alcolock è un sistema elettronico collegato al veicolo che consente l’accensione del motore solo dopo che il conducente ha superato un test dell’alito. Prima di mettersi alla guida, chi si trova al volante deve soffiare in un boccaglio: il sensore rileva la presenza di alcol nell’aria espirata e permette l’avvio solo se il valore è pari a zero.
Il principio è semplice ma efficace: evitare che chi ha bevuto si metta alla guida, riducendo drasticamente i rischi legati alla guida in stato di ebbrezza. Il sistema utilizza un sensore elettrochimico ad alta precisione, che deve essere sottoposto a revisioni periodiche per garantire risultati affidabili.
Chi deve installare l’alcolock e dove
Il decreto firmato da Salvini rende obbligatoria l’installazione dell’alcolock per tutti i conducenti già sanzionati in passato per guida con un tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro. Si tratta di una misura mirata ai recidivi, che potranno tornare alla guida solo a bordo di veicoli dotati del dispositivo.
L’alcolock può essere montato su diverse tipologie di mezzi, sia per il trasporto di persone sia per quello di merci, a patto che vengano rispettati gli standard europei in materia. Le officine autorizzate avranno l’incarico di installare il dispositivo secondo istruzioni dettagliate fornite dai produttori, applicando sigilli certificati per impedirne la manomissione.
Per sapere quali officine sono abilitate e quali veicoli risultano compatibili con ciascun modello di alcolock, sarà possibile consultare l’elenco ufficiale pubblicato sul sito del Portale dell’Automobilista.
Importante sottolineare che, nonostante l’installazione, non sarà necessario aggiornare il documento unico di circolazione. Tuttavia, durante eventuali controlli stradali, l’automobilista dovrà esibire sia la dichiarazione di corretta installazione che il certificato di taratura in corso di validità.
Quanto costa l’installazione?
L’installazione di un alcolock comporta una spesa non trascurabile, che va considerata attentamente da chi è obbligato a dotarsene. Il prezzo del dispositivo in sé si aggira attorno ai 1.500 euro, ma a questa cifra vanno aggiunti i costi per l’installazione presso un’officina autorizzata, per un totale complessivo che può arrivare a circa 2.000 euro.
A incidere ulteriormente sono le spese ricorrenti: il dispositivo richiede infatti controlli periodici per verificarne la taratura e la piena funzionalità. Inoltre, per ogni utilizzo è necessario un boccaglio monouso, che rappresenta un ulteriore costo da sostenere nel tempo.
Tecnologia antitruffa e controllo dei dati
I nuovi alcolock sono progettati per contrastare qualsiasi tentativo di frode o manomissione. Ogni test eseguito viene registrato con informazioni come data, ora ed esito. Questi dati, archiviati in modo sicuro, possono essere consultati dalle autorità in caso di necessità, ad esempio per verificare la regolarità d’uso del dispositivo.
Alcuni modelli avanzati sono persino in grado di distinguere un soffio umano da una fonte artificiale, prevenendo così l’uso di trucchi per aggirare il test.
Guida in stato di ebbrezza: le sanzioni
Cosa si può bere e cosa no per non incorrere in sanzioni? La differenza è il “quanto”: per chi si trova tra 0,5 e 0,8 grammi per litro, è prevista una multa amministrativa compresa tra 573 e 2.170 euro. Con sospensione della patente da tre a sei mesi.
La situazione si aggrava quando il livello di alcol nel sangue supera lo 0,8 g/l. In quel caso, oltre all’ammenda – che va da 800 a 3.200 euro – è previsto anche l’arresto fino a sei mesi. La patente viene sospesa per un periodo compreso tra sei mesi e un anno.
I casi più gravi, con tassi superiori a 1,5 g/l, comportano sanzioni ancora più severe. Si va da un’ammenda di almeno 1.500 euro fino a 6.000, con l’arresto da sei mesi a un anno e la sospensione della patente per uno o due anni.
In tutte le circostanze, la violazione comporta la decurtazione di 10 punti dalla patente. Attenzione quindi a monitorare sempre il proprio “saldo” punti.








