Attesa per domani la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo Decreto Autovelox, che introdurrà norme stringenti sull’uso dei dispositivi di rilevamento della velocità. Ecco le novità principali.

Parallelamente al nuovo Codice della Strada, il Decreto Autovelox è pronto per entrare in vigore. Annunciato dal Ministro dei Trasporti Matteo Salvini, questo decreto porterà significative modifiche alla regolamentazione degli autovelox fissi e mobili in Italia.

Il provvedimento- la cui pubblicazione in Gazzetta ufficiale è prevista per domani- impone nuove disposizioni per la collocazione e l’uso dei dispositivi per la rilevazione della velocità.

Vediamo nel dettaglio quali.

Decreto Autovelox, nuove regole per l’installazione

Il decreto, che aveva ricevuto l’ok del Garante della Privacy lo scorso marzo, introduce rigidi criteri per l’installazione degli autovelox. I misuratori elettronici potranno essere posizionati solo in tratti di strada dove è dimostrata l’impossibilità, per gli agenti di polizia incaricati, di fermare i veicoli sul posto e comminare immediatamente le sanzioni.

Inoltre, per l’installazione degli autovelox, le amministrazioni locali dovranno fornire un’accurata analisi del tasso di incidenti sul tratto interessato, dimostrando che la velocità è la principale causa di sinistri e rischi per la sicurezza stradale.

Limiti di velocità e zone di installazione

Una delle principali novità del Decreto Autovelox riguarda i limiti di velocità minimi per l’installazione degli autovelox, che non possono scendere al di sotto dei 20 Km/h del limite ordinario.

Sulle strade extraurbane, dove il limite è di 110 km/h, non si potranno quindi installare autovelox per rilevare velocità inferiori a 90 km/h. Allo stesso modo sulle strade provinciali con limite a 90 km/h, gli autovelox non potranno rilevare velocità inferiori a 70 km/h. In ambito urbano, gli autovelox saranno vietati nelle zone dove i limiti di velocità sono inferiori a 50 km/h.

Per quanto riguarda il limite di 30 Km/h davanti a scuole od ospedali sarà compito degli agenti assicurarne l’osservanza. Inoltre il decreto stabilisce che le segnalazioni sulla presenza di autovelox dovranno essere effettuate con cartelli posizionati ad almeno 1 Km dai centri urbani, e con distanze minime specifiche all’interno delle città: almeno 200 metri per le strade a scorrimento, almeno 75 metri per tutte le altre.

Autorizzazione prefettizia e omologazione dei dispositivi

Un’altra importante novità del decreto riguarda l’obbligo di autorizzazione prefettizia. Ogni postazione dovrà essere approvata dai prefetti dei rispettivi capoluoghi di provincia. Questa previsione modifica significativamente il precedente sistema- o meglio, l’attuale procedura per l’installazione di nuovi autovelox- grazie al quale le amministrazioni locali potevano agire in autonomia. Il nuovo testo dà ai Comuni 12 mesi per adeguarsi alle nuove normative.

Anche dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale resterà comunque da risolvere il nodo dell’omologazione dei dispositivi, una questione sollevata da una recente sentenza della Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che sono valide solo le multe comminate con autovelox omologati, evidenziando la necessità di una regolamentazione più chiara su questo aspetto. Sebbene l’eccesso di velocità rappresenti la prima causa di multe, questa sentenza renderebbe contestabili tutte le sanzioni comminate grazie ai dispositivi non omologati.