Per il via libera al decreto autovelox c’è da aspettare. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha sospeso l’iter che avrebbe portato presto lo schema della nuova normativa al vaglio dell’Unione Europea. Cosa contiene questo decreto? Ecco ciò che potrebbe succedere.

A disporre lo stop al decreto autovelox è stato il MIT su indicazione del ministro Matteo Salvini. Il motivo? Indefinito. In base a quanto si legge in una nota ufficiale, “sono necessari ulteriori approfondimenti“. Come effetto immediato della frenata, le multe da autovelox non omologati e le relative contestazioni delle sanzioni, la cui pacificazione era lo scopo del provvedimento, non si fermeranno.

La disiplina dei dispositivi di controllo elettronico della velocità, e in particolare la gestione delle multe da autovelox illegali o non omologati, è una questione piuttosto delicata, oggetto di frequenti dibattiti presso l’opinione pubblica. Analizziamo la situazione.

Decreto autovelox: cosa contiene e obiettivi

L’obiettivo del nuovo decreto ministeriale sugli autovelox, la cui entrata in vigore era prevista entro il mese di luglio 2025, era quello di ridurre la quantità dei ricorsi contro sanzioni per violazione dei limiti di velocità, regolamentati dall’articolo 142 del Codice della Strada, in seguito a registrazioni da autovelox principalmente non omologati..

I dispositivi non omologati e gli autovelox non legali sono la stessa cosa? No. I primi sono attrezzature costruite a norma di legge, ma mai state oggetto di omologazione, cioè sottoposte ai collaudi di funzionalità e alle tarature di rilevamento previsti. L’omologazione è un processo distinto dall’approvazione legale, secondo quanto stabilito dalla sentenza 10505/2024 della Corte di Cassazione. Ed è indispensabile per garantire il funzionamento corretto degli autovelox e quindi la validità giuridica delle multe.

Il decreto autovelox, per contrastare il caos dei ricorsi, aveva intenzione di risolvere il problema riconoscendo come “omologati d’ufficio”, a partire dalla prossima estate, tutti i dispositivi approvati dal 13 agosto 2017 in poi. Ora il percorso è stato fermato. L’Unione Europa avrebbe dovuto inviare eventuali osservazioni al Governo italiano entro il 24 giugno, prima della pubblicazione diretta in Gazzetta Ufficiale.

Le conseguenze del decreto autovelox

L’eventuale entrata in vigore del decreto, che rimane comunque in sospeso, avrebbe portato allo spegnimento (o alla prosecuzione del loro utilizzo illegittimo) di numerosi autovelox fissi e autovelox mobili già impiegati dai Comuni in tutto il territorio nazionale. Infatti, in base al contenuto dello schema di legge, sarebbero soltanto 12 quelli omologabili d’ufficio su oltre 100 modelli di autovelox in uso in Italia.

In tal modo, oltre l’80% dei dispositivi avrebbe dovuto essere spento, in attesa di una successiva procedura di omologazione. Analogamente, le multe provenienti dai rilevamenti degli autovelox approvati prima del 13 agosto 2017 e lasciati accesi, sarebbero state annullate. Da tutto ciò sarebbero derivate evidenti difficoltà per le amministrazioni comunali, che hanno in dotazione gli autovelox.

Quindi, il decreto autovelox è una sorta di sanatoria con cui mettere fine a gran parte dei contenziosi per le multe. Non si conosce ancora il futuro della misura. Potrebbe proseguire con le opportune modifiche, oppure venire definitivamente accantonata. Resta quindi l’incertezza normativa sugli autovelox. Quel che è certo è che, almeno per ora, le multe e i relativi ricorsi degli automobilisti continueranno.

Autovelox: una questione delicata

I sistemi per il controllo elettronico della velocità, detti comunemente autovelox (anche se questo termine risulta essere registrato dall’impresa Sodi Scientifica di Firenze) sono da sempre oggetto di attenzione e confronto da parte di chiunque guidi un veicolo.

Da un lato c’è l’imprescindibile esigenza di garantire la sicurezza stradale attraverso il rispetto dei limiti di velocità e dei margini di tolleranza; dall’altro permane la percezione che possano essere utilizzati dalle amministrazioni locali come strumento per fare cassa ai danni dei cittadini.

Per venire incontro alle necessità degli automobilisti, esistono vari strumenti utili. Ad esempio, le mappe degli autovelox nelle varie città o lungo i tratti di autostradali (soluzioni indubbiamente utili, così come le mappe di altri servizi come le colonnine di ricarica elettrica). Oppure la possibilità di attivare gli alert su Google Maps. Al di là di tutto, quel che è certo che che la questione autovelox non finirà di far discutere.