Dopo essersi presa negli ultimi anni il palcoscenico dei social media con TikTok, la Cina ci prova anche nell’intelligenza artificiale. DeepSeek, l’app che vuole essere una diretta competitor di ChatGPT, sta vivendo un immediato boom a pochi giorni dal lancio. Ecco cosa succede.
I progressi dell’AI hanno un impatto sempre più significativo in tutta una serie di settori, dall’automotive alla mobilità urbana, dalle smart city al contrasto alla crisi climatica, fino ad applicazioni particolari quali il monitoraggio degli incendi, lo sport, la salvaguardia delle rovine di antiche civiltà e molto altro ancora.
Nel campo dell’intelligenza artificiale generativa, sembra ora in discussione il primato di ChatGPT, il chatbot statunitense dai mille utilizzi creato da OpenAI e oggi integrato, ad esempio, nelle auto Peugeot e nelle biciclette Urtopia, peraltro cinesi. DeepSeek, infatti, lo ha scalzato dalla vetta della classifica delle app iOS più scaricate negli Stati Uniti. Ed è ovviamente al primo posto in patria.
Deepseek: che cos’è e da dove viene
Il logo di DeepSeek è una balena con le fauci aperte. Ed è forse l’immagine migliore per dare un’idea di ciò che potrebbe accadere nel mondo AI. Da dove viene DeepSeek? È un’azienda fondata nel 2023 a Hangzhou da Liang Wenfeng, quarantenne imprenditore di successo nel settore dell’analisi dati. L’app di DeepSeek è stata rilasciata il 20 gennaio 2025, dopo un addestramento di appena un paio di mesi.
Secondo autorevoli fonti, tra cui Wired, il modello sviluppato da questa nuova realtà cinese sembra in grado di competere con quelli più avanzati dei colossi tecnologici occidentali (ChatGPT, Google Gemini, Claude). C’è però una sostanziale differenza: il software di reasoning (la simulazione del ragionamento umano avanzato, alla base di ogni intelligenza artificiale) è open source. Vuol dire che il codice è libero e può essere utilizzato, modificato e quindi migliorato dagli utenti.
L’aspetto chiave è proprio questo. Il modello aperto e collaborativo ha permesso di abbattere tempi e soprattutto costi della fase di sviluppo: meno di 6 milioni di dollari. Una cifra bassissima, rispetto alle centinaia di milioni richieste da un simile processo standard. Inoltre, necessita una di quantità molto inferiore di microchip.
Boom DeepSeek: le conseguenze sui mercati
Nel settore hi-tech e nei mercati azionari l’arrivo di DeepSeek ha causato uno tsunami. Lunedì 27 gennaio, alla riapertura della borsa americana, è crollata di oltre il 15% Nvidia, l’azienda che in questi tempi sta vivendo un boom grazie ai suoi microchip per l’AI. L’indice Nasdaq Composite, di cui fanno parte molte Big Tech, è calato del -3,5%. In discesa anche Microsoft (-4%) così come aziende europee attive nei semiconduttori come l’olandese ASML (-7,5%)
Considerando che l’andamento delle borse si basa sempre sulle previsioni future, probabilmente per la prima volta sono state minate le fondamenta del dominio USA nell’intelligenza artificiale. In futuro, infatti, si potrebbero ottenere gli stessi risultati della Silicon Valley ma con investimenti inferiori.
La provenienza di DeepSeek implica anche risvolti politici tra le due grandi potenze in contrasto commerciale e tecnologico: Cina e Stati Uniti. Il lancio dell’app è avvenuto negli stessi giorni in cui tengono bando il piano Stargate del presidente Trump sull’intelligenza artificiale, la questione dei dazi sulle auto elettriche e, non ultima, quella del bando di TikTok. Ora la “guerra” coinvolge l’AI, comparto legato all’industria dei microchip, tra le più strategiche nel panorama economico mondiale.
La risposta cinese alla Silicon Valley
Per comprendere l’improvviso successo di DeepSeek e le possibili conseguenze sul futuro dell’intelligenza artificiale, bisogna fare un passo indietro. Dal 2022 il governo USA applica una serie di restrizioni che limitano l’accesso delle imprese cinesi di AI ai microchip più avanzati, di cui è leader Nvidia. Per ovviare a tale limitazione di risorse, gli ingegneri di DeepSeek hanno addestrato i loro modelli di AI con una serie di soluzioni che migliorano l’efficienza dei processi.
Se da un lato le varie Meta, X, Google, OpenAI, Microsoft si contraddistinguono come sistemi chiusi che implementano software rigorosamente proprietari, dall’altro il ricorso a modelli open source, che attirano un elevato numero di collaboratori dal basso, è vista come l’unica soluzione per poter competere. Creando un prodotto più agile e, come detto, aperto e condiviso.
Il modello DeepSeek potrebbe dunque aggirare le limitazioni alle esportazioni di microchip made in USA. A ciò si aggiunge la forte spinta della Cina in tema di innovazione tecnologica, seppur con le solite ombre della censura. Infatti, molti hanno già notato che, se interrogato su temi sensibili per Pechino come Tienanmen, Taiwan e Hong Kong, Deepseek si dimostra, in un certo modo, “titubante”.








