Abbiamo scelto sei destinazioni LGBTQ+ tra le più accoglienti nel mondo, perché anche se il mese del Pride è passato, la lotta per i diritti non si deve fermare, dal momento che, purtroppo, non tutte le mete sono sicure per tutti e tutte e alcune di queste rappresentano un pericolo concreto.
Finché le cose non cambieranno, le persone che appartengono alla comunità LGBTQ+, prima di prenotare un volo, saranno costrette a informarsi su quali sono i luoghi nel mondo in cui si possono permettere di tenersi per mano in pubblico come chiunque altro, luoghi sicuri in cui non devono temere per la propria vita – e dove comunque la sicurezza non è mai certa.
Fortunatamente le destinazioni queer-freindly sono sempre di più in tutto il mondo, oltre alle più famose, come Berlino, Amsterdam, Mykonos e Madrid, celebri per la loro cultura inclusiva.
Cosa significa viaggiare per la comunità LGBTQ+
Negli ultimi dieci anni i diritti e la visibilità delle persone LGBTQ+ sono aumentati notevolmente, ma allo stesso tempo sono cresciute anche alcune minacce sempre più intimidatorie. La comunità continua a combattere contro le norme e la cultura internazionali, tanto che, ad esempio, a maggio gli Stati Uniti hanno emesso un avviso di viaggio per le persone LGBTQ+ che riguarda il potenziale aumento della violenza nei confronti di persone ed eventi ispirata da organizzazioni terroristiche straniere. Questo significa che alle persone della comunità viene costantemente raccomandato di non abbassare mai la guardia, neanche nei luoghi che potrebbero ritenere sicuri. Questo non comporta di non poter viaggiare ovunque, ma diventa necessario fare riferimento alle comunità queer locali, specialmente nelle aree meno conosciute.
Sei destinazioni LGBTQ+ imperdibili nel mondo
Abbiamo selezionato sei destinazioni LGBTQ+-friendly basandoci due fonti principali:
- L’ILGA-Europe Rainbow Index classifica i paesi europei in base all’uguaglianza dei diritti delle persone LGBTQ+: da questo si evince che l’Italia occupa una posizione ancora troppo bassa rispetto alla media europea, in particolare con riferimento alla discriminazione. Il sito madre, ILGA, compila classifiche globali;
- Il rapporto del 2023 di Asher Fergusson sui viaggi LGBTQ+ esamina vari fattori relativi alla sicurezza delle persone queer, dalla protezione contro la discriminazione al matrimonio tra persone dello stesso sesso, in oltre 200 Paesi nel mondo.
Queste classifiche sono aggiornate ogni anno perché le leggi cambiano in continuazione. Dimostrano però che, nonostante ci sia ancora molto da fare perché le città siano davvero inclusive, gran parte del mondo rimane un luogo aperto e accogliente e anche un viaggio può trasformarsi in un mezzo di empowerment.
Montreal e il Village
Al primo posto della lista di Asher Fergusson c’è il Canada, che ha decriminalizzato gli atti omosessuali nel 1969 e il matrimonio tra persone dello stesso sesso nel 2005. Mentre la sua città più grande, Toronto, ospita una delle più grandi celebrazioni del Pride al mondo, la scena queer di Montreal è addirittura pionieristica: nel 1918, qui è stata pubblicata la prima rivista queer conosciuta in Nord America, Les Mouches Fantastiques. L’epicentro della scena LGBTQ+ della città, The Village, a Ville-Marie, è il più grande quartiere LGBTQ+ della provincia del Quebec. La sua via principale, Saint Catherine Street East, ospita una vivace sequenza di bar come Le Stud, Aigle Noir e Complexe Sky. Le donne non binarie, queer e transgender dovrebbero anche dare un’occhiata alle serate a tema, come l’Elle Lui e la Sweet Like Honey.
A Bangkok la discriminazione è vietata per legge
La Thailandia ha legalizzato le relazioni omosessuali nel 1956 e ha leggi che vietano la discriminazione basata sull’identità di genere e sull’orientamento sessuale. Inoltre il governo thailandese ha approvato la legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso proprio quest’anno, rendendo la Thailandia l’unico paese del sud-est asiatico a riconoscere le unioni tra persone dello stesso sesso. «Bangkok è davvero una delle destinazioni più accoglienti al mondo per i viaggiatori LGBTQ+», ha affermato Blue Satittammanoon, fondatore del White Party Bangkok, un evento annuale che attrae 32.000 partecipanti da 93 Paesi, uno dei più grandi al mondo per la comunità.
Tra i posti da non perdere c’è il quartiere Silom, dove si trovano locali come DJ Station, G-Bangkok e The Stranger Bar, oltre a nuovi club come Beef and Rush. La chiave per cui Bangkok è un paradiso per i viaggiatori LGBTQ è la posizione sempre più progressista della Thailandia sui diritti LGBTQ, unita alla calda ospitalità che è così profondamente radicata nella cultura thailandese.
Bruxelles tra le destinazioni più LGBTQ+-friendly
Il Belgio è al terzo posto nell’ILGA-Europe Rainbow Index (dopo Malta, al primo posto, e l’Islanda, al secondo) e al nono nella lista Asher Fergusson. Qui l’omosessualità è stata legalizzata già nel 1795 ed è stato il secondo paese al mondo a legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso nel 2003, dopo i Paesi Bassi. Sebbene Bruxelles sia a volte considerata un po’ abbottonata, la gente del posto afferma che la sua scena LGBTQ+ non ha eguali. Il fulcro principale della scena queer della capitale si trova sulla Rue De Marche au Charbon e nelle strade circostanti. I bar più gettonati includono lo storico locale Le Belgica, in attività dagli anni Ottanta, lo Station BXL e l’eccentrico bar Homo Erectus.
Puerto Vallarta, un’oasi di accoglienza in Messico
Poche persone sanno che le relazioni omosessuali sono legali in Messico dal 1871. E nonostante Città del Messico abbia legalizzato i matrimoni arcobaleno nel 2010 e l’ultimo stato del Paese abbia legalizzato le unioni omosessuali nel 2022, il paese si piazza solo al 42° posto nel rapporto sulla sicurezza in viaggio di Asher Fergusson a causa di problemi legati all’adozione e ai crimini d’odio. Tuttavia per oltre 60 anni la città turistica sulla costa del Pacifico di Puerto Vallarta, nello stato di Jalisco, è una destinazione LGBTQ+. Infatti, secondo alcune stime, circa un terzo di tutti i turisti della cosiddetta “San Francisco del Messico” sono membri della comunità LGBTQ+. Nell’iconico quartiere queer acciottolato chiamato Romantic Zone ci sono più di 40 bar e hotel esclusivi per la comunità.
Melbourne e il Victorian Pride Center
Melbourne ha appena superato Sidney quale città più grande d’Australia e ha anche un altro primato: ospita infatti il primo spazio LGBTQ+ del Paese appositamente costruito, il Victorian Pride Centre, inaugurato nel 2021, dove tra le altre cose si trova la libreria queer Hares & Hyenas. Lo stato di Victoria è il più progressista del Paese, con Melbourne sede di una delle prime organizzazioni politiche queer australiane, Daughters of Bilitis, fondata nel 1970.
Tra i principali eventi annuali figurano il Midsumma Festival e il Melbourne Queer Film Festival, fondato nel 1991 e tra le più importanti rassegne cinematografiche a tematica LGBTQ+. Zone come Windsor, Fitzroy e St. Kilda sono tutti centri LGBTQ+, quest’ultimo in particolare è sede del Prince Public Bar, un ritrovo queer fin dal 1937. Tra le nuove aperture da segnalare, c’è il Beans Bar, un luogo accogliente e inclusivo per le persone queer e neurodivergenti, tra le più svantaggiate della comunità, che qui trovano uno spazio sicuro.
La fiera comunità queer di San Paolo
Il Brasile si colloca al 33° posto nel rapporto di Asher Ferguson, a causa del «recente aumento della violenza nei confronti della comunità LGBTQ+, in particolare della comunità trans». Nonostante questo, in Brasile le coppie dello stesso sesso godono di pari diritti dal 2013, mentre nel 2019 sono state approvate leggi che vietano la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.
Nel 2023, Booking.com ha classificato San Paolo al primo posto nella sua lista di destinazioni LGBTQ+-friendly in Brasile, nominandola anche una delle migliori destinazioni LGBTQ+-friendly al mondo per il 2024. Il festival del Pride di San Paolo (iniziato nel 1997) è il più grande al mondo. I quartieri queer-friendly includono la bohémienne Vila Madalena, l’esclusivo Jardins e l’Espeto Bambu, una zona LGBTQ+ e queer-friendly nell’artistico quartiere Pinheiros, mentre un’importante via LGBTQ+ è Frei Caneca Street, con decine di negozi e bar. Dopo una chiusura di un anno e mezzo, il Museum of Sexual Diversity, il primo del suo genere in America Latina, ha riaperto durante lo scorso Pride Month.








