Paese che vai, lingua che trovi. Sì, certo, ma per viaggiare l’inglese è indispensabile. Eppure, la conoscenza dell’inglese in Europa non è diffusa tanto quanto si potrebbe credere. Anche nei paesi più turisticamente appetibili.

Ogni anno, Education First (EF), azienda di formazione globale dedicata all’insegnamento della lingua inglese, pubblica l’ EPI, l’indice di competenza inglese a livello mondiale, che evidenzia i paesi con le migliori e peggiori abilità nella lingua di Sua Maestà Re Carlo. L’analisi tiene in considerazioni i risultati di 2,2 milioni di adulti partecipanti agli Standard English Tests di EF, attribuendo a ciascun paese una classificazione basata su 800 punti.

Ecco i risultati per il 2023.

Inglese in Europa: dove si parla meglio e dove si parla peggio

Come nel 2022, i Paesi Bassi hanno nuovamente conquistato il primo posto  non solo di chi parla meglio inglese in Europa ma nel mondo intero, con 647 punti. Al secondo posto si trova Singapore, con 631 punti.

Altri paesi europei dove la competenza è molto alta sono l’Austria, al terzo posto con 616 punti, seguita da Danimarca, Norvegia e Svezia, e poi Belgio e Portogallo. La Germania si colloca al decimo posto.

Il paese europeo che segna le competenze più basse è la Francia. Nonostante sia uno dei paesi più visitati al mondo, è scesa al 43° posto nella classifica mondiale e al 34° in quella europea, con 531 punti.

Con un punteggio di 535, anche l’Italia e la Spagna sono scese nella categoria “competenza moderata”, collocandosi entrambe al 35° posto a livello mondiale, e al 32° e 33° in Europa. Posizioni comunque analoghe a quelle occupate nell’anno precedente.

C’è però da fare una precisazione. Nonostante Spagna, Italia e Francia si collochino al di sotto di diversi paesi europei, l’abilità nell’inglese risulta notevole nelle rispettive capitali.

Le tendenze linguistiche, tra gli effetti della pandemia e l’intelligenza artificiale

Dal primo EPI pubblicato nel 2011, EF ha monitorato attentamente le tendenze relative alla conoscenza dell’inglese in Europa e nel mondo.

Nonostante il vecchio continente mantenga la sua predominanza nell’indice, quest’anno si è osservato un declino generale delle competenze, con alcuni paesi europei caratterizzati da una competenza alta o altissima che hanno registrato punteggi leggermente inferiori alla media. Tuttavia, complessivamente, i paesi europei mostrano un costante miglioramento nel lungo periodo.

L’indagine ha anche evidenziato un calo della conoscenza dell’inglese a livello globale tra i giovani di età compresa tra 18 e 20 anni a partire dal 2020, presumibilmente a causa delle interruzioni scolastiche legate alla pandemia COVID-19.

EF si è anche interrogata sul ruolo dell’AI applicata alle lingue straniere. L’azienda ritiene che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale possa rappresentare un valido aiuto per mettere fine ai vincoli linguistici, indipendentemente dalla conoscenza dell’inglese. Al momento, però, questa lingua continua a essere cruciale per le comunicazioni globali ad ogni livello. E rimane fondamentale per chiunque desideri viaggiare: le tecnologie digitali oggi consentono di organizzare facilmente un viaggio (ad esempio, è possibile prenotare voli tramite app), ma qualsiasi sia la destinazione, per vivere davvero appieno l’esperienza è importante poter comunicare con le persone, specialmente se vuole viaggiare like a local.

Le competenze linguistiche dei madrelingua inglesi

E i madrelingua inglesi come se la cavano con le altre lingue? Maluccio.

Secondo i dati del 2018 della Commissione Europea, solo il 32% dei giovani britannici tra i 15 e i 30 anni ha dichiarato di possedere competenze di lettura e scrittura in due o più lingue.

Questo dato è notevolmente inferiore rispetto alla media degli altri Stati europei, che si attesta all’80%. Ad esempio, in Francia, il 79% degli intervistati ha affermato di essere capace di leggere e scrivere in due o più lingue, in Spagna l’85%, e in Italia addirittura il 90%.