Lavorare stanca? Certo che sì! Lo stress si fa sentire, le scadenze ci pressano e i colleghi qualche volta possono essere difficili da gestire. Ma il lavoro può anche essere divertente: scopriamo il mondo dei Digital Snowmads.

Una delle poche novità positive introdotte dal Covid è lo smart working. L’impossibilità di recarsi sul luogo di lavoro per timore dei contagi ha fatto sì che nelle scuole, uffici, università o studi tecnici (tanto per fare qualche esempio) si sia fatta largo la consapevolezza che alcuni mestieri possano essere svolti comodamente anche da casa. Per una video-lezione di storia, per disegnare una planimetria o per telefonare ai potenziali clienti non è necessaria la presenza fisica. Ed è così che, dopo la pandemia, si è diffusa il workation: il concetto, cioè, che unisce il lavoro da casa alla possibilità di andare in vacanza.

Proprio questa nuova modalità di interpretare lo smart working potrebbe rivelarsi una buona idea, soprattutto in questo periodo dell’anno, per godersi gli ultimi momenti della stagione sciistica 2023/2024.

I vantaggi di essere “nomadi digitali”: perché non provare?

Dunque, se è possibile lavorare da remoto, perché farlo in un grigio monolocale in città? Perché non spostarsi piuttosto in una bella località di mare? In questo modo si può coniugare la vacanza con il lavoro: magari visitando una delle spiagge più belle e gustando un pranzo in riva al mare, prima di rimettersi al pc.

Certo, i costi ci sono. Non tutti, infatti, possono permettersi intere settimane di vacanza. Ma proprio la capacità di essere nomadi digitali offre un notevole vantaggio: quello di poter scegliere i momenti ideali per visitare le mete che più ci interessano.

Maggio, ad esempio, potrebbe essere un mese magico per visitare le spiagge più belle della Sardegna. Così come il mese di ottobre potrebbe essere il momento giusto per trascorrere qualche settimana in Grecia senza il caos dell’overtourism.  E con prezzi decisamente più accessibili.

La nuova tendenza: chi sono i digital snowmads

Abbiamo già parlato dei nomadi digitali e della bellezza di lavorare con i piedi ben piantati nella sabbia. Ma perché non immaginarsi un bel viaggio on the road anche durante l’inverno ?

La nuova tendenza emergente è proprio quella dei “digital snowmads”. Si tratta di nomadi digitali invernali, che trascorrono settimane o addirittura mesi nelle località alpine più famose, immersi tra comprensori da sci indimenticabili. Gli amanti della neve hanno così la possibilità di alternare le ore di lavoro a quelle sulle piste innevate.

Questo trend del turismo sostenibile si sta diffondendo in diverse regioni dell’arco alpino: in Italia, ma anche sulle Alpi Svizzere, in Austria, in Francia e in prossimità delle migliori località sciistiche europee. Un vantaggio notevole, insomma, per chi ha la fortuna di poter lavorare in smart working.

I benefici del digital snowmads

Alternare il lavoro con lo sci aiuta a concentrarsi meglio, perché permette di staccare spina in maniera più decisa rispetto ad una pausa pranzo monotona. Inoltre dedicare più tempo agli sport invernali porta indubbi benefici anche al fisico, con i muscoli delle gambe e delle braccia più tonici in pochi giorni. Ma non solo: tre o quattro settimane di pratica consentono di abbandonare le piste da sci per principianti, migliorando la tecnica e contribuendo al divertimento.

Chi lavora in smart working, insomma, potrebbe approfittare dei prossimi giorni (in cui sono previste precipitazioni abbondanti) per sperimentare questa nuova tendenza. Non resta che prenotare in app lo skipass, saltando la fila in biglietteria e risparmiando sui costi d’accesso alle piste innevate.

Proprio i prezzi della montagna, infatti, rappresentano un ostacolo alla diffusione dei digital snowmads. Ma non c’è da scoraggiarsi: diverse strutture turistiche hanno fiutato l’affare e hanno offerto ai propri clienti delle opportunità concrete di workation. Luoghi, cioè, dove poter sostare un mese o più, dotati di postazioni per pc, connessioni veloci e spazi di coworking. Il digital snowmads parte sotto buoni auspici, ma c’è da stare attenti: potrebbe creare dipendenza!