La distribuzione dei carburanti in Italia sembra viaggiare verso un importante riassetto. Il Governo discuterà in una delle prossime sedute del Consiglio dei Ministri il disegno di legge con cui riorganizzare tutto il settore.

Presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che sta lavorando alle novità da introdurre insieme al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, è già iniziato il confronto con i rappresentanti delle associazioni di categoria, per anticipare e condividere i contenuti del piano. Il percorso è quello di rendere più efficiente anche dal punto di vista ambientale la rete dei distributori di benzina e diesel del paese.

La sfide non mancano: la transizione verso una mobilità più sostenibile è ormai in atto. E con essa si moltiplicano le esigenze da soddisfare, tra colonnine per la ricarica delle auto elettriche e l’introduzione dei biocarburanti. Cerchiamo di scoprire qualcosa di più.

Distribuzione carburanti: i possibili effetti sulla rete italiana

L’obiettivo del riassetto della distribuzione carburanti in Italia è quello di rendere più sicura e green una rete composta da oltre 22.000 distributori (di cui circa 500 in autostrada) attraverso una serie di regole certe che riguardino anche e soprattutto autorizzazioni e contratti.

Secondo le stime degli esperti, questa “riforma dei benzinai”, come qualche organo di informazione l’ha definita, potrebbe mettere in discussione 8000 punti vendita nell’arco di tre anni, chiamati a operare una riconversione nel segno di colonnine elettriche e carburanti alternativi, per non parlare della bonifica necessaria da parte di quelli che decideranno di chiudere.

Circa 4000 sono i distributori che potrebbero diventare incompatibili con le norme di sicurezza stradale, in quanto situati presso incroci e rotatorie. In ogni caso potrebbero arrivare incentivi per gli impianti ecosostenibili e altre novità.

Le linee guida per i futuri distributori

Sono quattro le linee guida su cui si fonda questo disegno di legge. In primis la regolamentazione delle autorizzazioni rilasciate per l’attività di distribuzione carburanti, che sarà caratterizzata da controlli più rigorosi.

Quindi, la disciplina dei contratti in tema di gestione degli impianti. In questo ambito si punta a innalzare i livelli di tutela delle condizioni lavorative e dell’esercizio di impresa. L’obiettivo è quello di evitare potenziali abusi nel rapporto tra i titolari e gestori.

A seguire, la modifica delle disposizioni relative all’indicazione del prezzo dei carburanti, con il cartello del prezzo medio che sarà sostituito dal QR Code e l’eliminazione del differenziale tra self service e servito. Infine, il quarto orientamento è indirizzato verso la razionalizzazione e la riconversione della rete distributiva, sia in ambito urbano che extraurbano.

Distribuzione carburanti: le novità più green

Tra le novità dal punto di vista ambientale ed ecologico, si parla di finanziare il 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 60.000 euro per la trasformazione degli impianti di distribuzione carburanti in chiave green, con un occhio particolare sul rifornimento di auto elettriche e biofuel.

Le autorizzazioni all’esercizio arriveranno in forma espressa entro 90 giorni e viene abolito il silenzio assenso. Dal 2025 soltanto chi erogherà almeno un prodotto differente dai combustibili fossili potrà aprire un impianto.

Il discorso va a interessare anche l’edilizia. Infatti il disegno di legge potrebbe prevedere una serie di incentivi e di premi per chi vuole costruire o ristrutturare un edificio sul luogo di un impianto di distribuzione dismesso. L’idea è consentire la facoltà di accrescere la volumetria del 10% rispetto a quanto normalmente previsto. Presto, non appena il disegno di legge approderà a Palazzo Chigi, se ne saprà di più.