Ordine completato: arriva la mail di conferma con le tempistiche di consegna. Ci si aspetta allora che per la data indicata il corriere suoni al campanello e, invece, ecco che appare all’orizzonte un drone che raggiunge la finestra di casa. Atterra, scarica il pacco e riparte. Notifica sul cellulare: consegnata effettuata. Interessante, no? Sta già accadendo.

Quello del last mile delivery, espressione che nella logistica indica l’ultimo passaggio nella spedizione di un prodotto, vale a dire dal centro di distribuzione al cliente finale, è in ordine di tempo l’ultimo campo nel quale i droni trovano sempre più spazio, contribuendo alla crescita del mercato dei velivoli, il cui impiego non si limita più alle sole riprese aeree, ma si estende a più campi. 

La propulsione al decollo nel mercato dei droni arriva dall’applicazione sempre più intensa dell’Intelligenza artificiale. Soltanto questo segmento, secondo le elaborazioni della società di consulenza Rational Stat, nel 2023 aveva un valore di 20 miliardi di dollari e le proiezioni arrivano fino a 57 miliardi di dollari nel 2033. Grazie all’AI, i droni sono in grado di muoversi in piena autonomia, aggirando gli ostacoli e riconoscendo gli elementi che li circondano durante il volo. Una navigazione intelligente alla quale si aggiunge la capacità di prendere decisioni. 

Il contributo dell’Intelligenza artificiale

Un boost destinato a contribuire all’espansione del mercato mondiale dei servizi effettuati dai droni che comprende l’agricoltura di precisione, la sorveglianza e il monitoraggio, le ispezioni e la manutenzione, la mappatura e la ricerca, la ricerca e il soccorso, l’industria dell’entertainment e mediatica, quella militare e della difesa e, appunto, quella logistica. 

La società di ricerca Fact.MR ha pubblicato uno studio approfondito che mette a confronto l’intero settore dei servizi attraverso i droni con quello specifico del last mile delivery. Ne emerge che se nel 2023 il primo valeva 17 miliardi di euro, quello dell’ultimo tratto di consegna al cliente raggiungeva i 286 milioni. Entro il 2033 il mercato dei servizi arriverà a 177 miliardi di euro (+941% in dieci anni), ai quali contribuiranno i 2,75 miliardi generati dall’utilizzo per la logistica (+861%).

droni last mile delivery

I motivi che spingono ad investire sui droni per recapitare beni e prodotti sono diversi. Bisogna anzitutto considerare che il last mile delivery è un processo costoso nell’intera catena di approvvigionamento. Le aziende hanno già introdotto misure per il contenimento delle spese, anche in ottica di sostenibilità, dotando le flotte di veicoli elettrici che contribuiscono a tagliare i costi del carburante, oltre che le emissioni. Restano però quelli di manutenzione e riparazione. 

La società di consulenza Precedence Research ha inoltre calcolato l’impatto dei mezzi a guida autonoma nel comparto: tra il 2022 e il 2032 il mercato mondiale passerà da 3,20 miliardi di euro a 27 miliardi. Un’accelerazione che va di pari passo con gli investimenti nei mezzi di trasporto innovativi e futuristici. Soluzioni che però non sono in grado di soddisfare pienamente la prima richiesta avanzata dai clienti: la velocità e i tempi certi di consegna. Qui entrano in scena i droni, che certamente non corrono il rischio di rimanere intrappolati nel traffico o di sbagliare strada. 

Il decollo del mercato italiano

Sono scenari che riguardano direttamente anche l’Italia. Nel 2023, secondo l’Osservatorio School of Management del Politecnico di Milano, il mercato professionale dei droni raggiunge i 145 milioni di euro, con un +23% rispetto al 2022. Nel riprendere le previsioni degli addetti ai lavori, il trend nei prossimi tre anni non si arresterà.

La ripresa è cominciata dopo il 2020 e il rallentamento generale legato all’emergenza sanitaria. Da 73 milioni si è passati ai 94 dell’anno successivo, con una decisa accelerazione nel 2022 (118 milioni)

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Sono due le sezioni da valutare in riferimento a come evolvono le cose nel nostro Paese. Da una parte c’è il segmento operativo, dall’altra quello Advanced Air Mobility (AAM). Il segmento operativo comprende nel 42% dei casi ispezioni e sopralluoghi, nel 21% la sorveglianza e la sicurezza e per il 13% attività agricole, come l’erogazione d’acqua per le colture. L’Advanced Air Mobility è lo stadio più avanzato, il livello di mercato emergente dedicato al trasporto delle merci che rappresenta il 77% dei progetti di Innovative Air Mobility & Delivery, mentre il 23% delle aziende sta concentrando i propri sforzi sul trasporto delle persone

Milano e Roma, tra il 2024 e il 2026, dovrebbero essere le prime città italiane ad introdurre sperimentazioni per i servizi passeggeri, sulla scia di quanto già stabilito da New York e Singapore. Neanche il tempo, quindi, di assimilare l’idea di un drone che ronza sul balcone o in giardino per consegnare l’ordine tanto desiderato che già si passa al prossimo stadio: i viaggi. L’esercito dei mini elicotteri per spostarsi in modo più agevole rispetto ad aerei ed elicotteri sembra poter diventare presto realtà.

Ma un passo alla volta: i droni per uso ricreativo rappresentano ancora l’88% delle registrazioni effettuate su D-Flight, la società varata dall’Enav (l’Ente nazionale per la navigazione aerea) per la gestione di questi mezzi. E secondo l’Osservatorio del Politecnico due aziende su tre che non utilizzano droni considerano questa tecnologia non ancora utile alla loro attività. 

Che però ci sia del fermento nell’aria, inutile dirlo, lo confermano i numeri.