La Multistrada V2 cambia pelle e, soprattutto, cambia sostanza. Per il Model Year 2025 Ducati ha riscritto la media da viaggio partendo da due obiettivi: alleggerire e rendere la guida più facile senza togliere carattere. Il risultato è una crossover che resta riconoscibile nella postura e nell’idea d’uso, ma che nei numeri e nelle soluzioni tecniche è una generazione diversa da quella che l’ha preceduta.

La Ducati Multistrada V2 è pensata per fare bene il lavoro più frequente, quello quotidiano. Trasferimenti, città, passi di montagna, autostrada, turismo in coppia: a contare di più sono l’equilibrio e la qualità della risposta. Infatti, il nuovo pacchetto si gioca su un motore V2 890 più leggero e moderno, su una ciclistica rivista attorno a un telaio monoscocca in alluminio, e su un’elettronica completa che aiuta davvero quando il ritmo cambia o il fondo peggiora.

Ducati Multistrada V2: cosa cambia con il nuovo motore V2 890

Il cuore della Multistrada V2 è il nuovo bicilindrico Ducati V2 da 890 cm³, sempre con architettura a V di 90° e quattro valvole per cilindro, ma con un’impostazione più razionale per l’uso reale. I valori parlano di una moto brillante, ma soprattutto una curva pensata per essere sfruttabile: 85 kW (115,6 CV) a 10.750 giri/min e 92,1 Nm a 8.250 giri/min.

La novità che fa discutere di più è l’addio al richiamo desmodromico sulle valvole: Ducati passa a molle elicoidali, mantenendo però un’impronta tecnica coerente con gli standard attuali di efficienza e gestione termica. In parallelo arriva la fasatura variabile lato aspirazione, utile per dare regolarità ai regimi bassi e medi senza sedare l’allungo. Tradotto su strada: c’è meno bisogno di lavorare di cambio quando si entra e si esce dai paesi, più fluidità quando si viaggia rotondi, e una risposta più pulita quando si riapre a metà curva.

Un altro dato chiave è il peso del motore: Ducati ha lavorato in modo aggressivo sulla massa complessiva del gruppo, e questo si sente a livello di maneggevolezza perché alleggerire il propulsore significa alleggerire il centro della moto.

Ciclistica: telaio monoscocca in alluminio e geometrie da crossover moderna

Sulla Multistrada V2 Ducati abbandona il traliccio e passa a un telaio monoscocca in alluminio. È un cambio di filosofia, perché si lavora su rigidità mirata e integrazione del motore come elemento strutturale. L’obiettivo è quello di mantenere stabilità quando il ritmo sale e precisione quando si guida di avantreno, senza diventare impegnativa nel traffico.

La Multistrada V2 resta una crossover con ambizioni anche su fondi rovinati e sterrati leggeri, e la scelta ruote risponde a questa esigenza: 19” davanti e 17” dietro. È la combinazione che aiuta a leggere meglio l’asfalto rovinato e a non farsi mettere in crisi dalle sconnessioni, ma che conserva una dinamica piacevole tra le curve se la ciclistica è centrata. Qui il lavoro di alleggerimento e la nuova architettura fanno la differenza più di quanto dicano i numeri: una moto più leggera, con masse meglio distribuite, richiede meno energia per essere portata in traiettoria e corregge più facilmente quando serve.

Sospensioni: V2 base e V2 S, due caratteri distinti

La gamma si divide in due: Multistrada V2 e Multistrada V2 S. La V2 base punta su una taratura tradizionale e regolabile, adatta a chi vuole semplicità meccanica e set-up chiaro. La V2 S, invece, mette l’accento sul controllo: qui entrano in gioco le sospensioni semiattive Ducati Skyhook Suspension (DSS), con logica pensata per aumentare comfort e stabilità riducendo i trasferimenti di carico in frenata e accelerazione.

C’è anche una funzione pratica, ovvero la gestione del precarico con modalità che facilitano la vita nelle soste e nelle manovre, utile quando si viaggia in coppia o con bagagli e si alternano tratti guidati a stop continui.

Elettronica e sicurezza Ducati Multistrada V2

Il pacchetto elettronico è in linea con ciò che oggi ci aspettiamo da Ducati su una moto da viaggio: Riding Mode, controlli di trazione e stabilità, ABS cornering, gestione della risposta del gas e della frenatura motore.

La strumentazione TFT da 5” è il centro di comando e a bordo troviamo quel che serve, senza troppi fronzoli: cruise control per i trasferimenti lunghi, presa USB per la navigazione e la gestione del telefono, e tutte quelle funzioni di sicurezza attiva che riducono lo stress quando il traffico si addensa o quando la pioggia cambia improvvisamente il grip.

E già che si parla di protezione, nel ragionare su una moto che invita ai viaggi è naturale tenere insieme tecnica e gestione: un’assicurazione moto costruita bene (dalla RC alle garanzie accessorie davvero utili) completa il quadro dei costi e della sicurezza.

Ergonomia e vita a bordo: altezza sella, maneggevolezza, turismo

La Multistrada V2 MY25 lavora anche sulla facilità. Ducati dichiara sella regolabile su due livelli, con opzioni accessorie per alzarla o abbassarla ulteriormente: una scelta intelligente perché amplia il pubblico senza stravolgere la triangolazione. Non è una moto bassa per definizione, ma diventa più gestibile per più fisicità, e questo per una crossover da 19” è un punto forte.

Il serbatoio da 19 litri è coerente con l’uso turistico: significa autonomia reale senza ansia da rifornimento e più libertà nella pianificazione, soprattutto quando si alternano autostrada e passi.

Quanto costa la Ducati Multistrada V2

Sul mercato italiano, a marzo 2026, la Multistrada V2 parte da 16.890 euro, mentre la Multistrada V2 S parte da 19.590 euro. La differenza di prezzo è giustificata dalla gestione semiattiva e da una dotazione più ricca, elementi che cambiano l’esperienza ogni giorno.

Scheda tecnica Ducati Multistrada V2 (MY25)

Dimensioni e pesi

  • Peso in ordine di marcia senza carburante (V2): 199 kg
  • Peso in ordine di marcia senza carburante (V2 S): 202 kg
  • Altezza sella: regolabile 830–850 mm (con opzioni sella alta e sella bassa; sulla V2 S disponibili anche kit ribassamento)
  • Capacità serbatoio: 19 litri

Motore

  • Tipo: bicilindrico a V di 90° (Ducati V2), 4 valvole per cilindro
  • Cilindrata: 890 cm³
  • Distribuzione: fasatura variabile lato aspirazione
  • Potenza massima: 85 kW (115,6 CV) a 10.750 giri/min
  • Coppia massima: 92,1 Nm a 8.250 giri/min

Ciclistica e sospensioni

  • Telaio: monoscocca in alluminio
  • Ruota anteriore / posteriore: 19” / 17”
  • Sospensioni (V2): regolabili (set-up tradizionale)
  • Sospensioni (V2 S): semiattive Ducati Skyhook Suspension (DSS), con gestione elettronica e funzione Minimum Preload

Freni ed elettronica

  • ABS: cornering (con gestione su più livelli a seconda del Riding Mode)
  • Controlli: traction control e logiche di assistenza alla guida integrate nei Riding Mode
  • Strumentazione: TFT a colori da 5”

Fonte foto | Ducati