L’Istituto Europeo del Turismo di Milano (IET) ha realizzato una ricerca per individuare le figure professionali più richieste in un settore emergente: il turismo dei borghi. Tra queste, il gestore di strutture ricettive, il consulente per il turismo sostenibile, l’esperto di marketing del borgo, la guida turistica locale e il cuoco tradizionale. L’intervista di Moveo al direttore didattico dello IET
E’ un’esperienza di viaggio attenta alle bellezze artistiche e culturali, alla tutela del patrimonio paesaggistico, ai dettagli e alla lentezza nel percorrere la visita: è il turismo dei piccoli borghi, sempre più popolare in Italia (non solo tra gli italiani). Complice anche un’estate dove l’overtourism nelle nostre grandi città d’arte continua a crescere, la popolarità dell’esperienza turistica legata ai paesi nostrani è in crescita. A testimoniarlo anche una ricerca dell’Istituto Europeo del Turismo di Milano che racconta quali siano le figure professionali che stanno emergendo attorno al turismo dei piccoli borghi: gestore di strutture ricettive, guida turistica locale, cuoco tradizionale, esperto in marketing del borgo, consulente per il turismo sostenibile. Lo studio di IET parte dalla riflessione di come alcuni micro centri italiani stiano vivendo una sorta di rinascita grazie allo “slow tourism“. In particolare, questa nuova forma di esperienza culturale a beneficio dei più piccoli crea nuove opportunità di lavoro, contribuisce a promuovere la conservazione del patrimonio culturale e a promuovere la cultura locale. E inevitabilmente argina il fenomeno di spopolamento delle zone rurali. Moveo ha intervistato Ilenia Fracchiolla, direttore didattico di IET, per approfondire il fenomeno che ha spinto la nascita di queste nuove professionalità e quali peculiarità hanno alcune tra queste.
Quanto cresce l’interesse verso i piccoli borghi?
Il turismo verso i piccoli borghi richiede figure professionali specialistiche e anche questa domanda conferma la popolarità di un nuovo fenomeno, secondo il direttore di IET:
«In base ai dati raccolti dall’ISTAT e dall’Enit (Agenzia Nazionale del Turismo), i piccoli borghi italiani hanno visto un incremento significativo delle presenze turistiche, con alcuni luoghi che hanno registrato un aumento delle visite di oltre il 30% rispetto agli anni precedenti»
Inoltre, Fracchiolla afferma che secondo studi della Coldiretti il turismo nei borghi potrebbe avere un impatto economico significativo, contribuendo alla crescita delle economie locali e alla conservazione del patrimonio culturale e naturale:
«È stato stimato che il turismo nei borghi italiani potrebbe generare un valore economico di diversi miliardi di euro all’anno»
Un trend che risponde (in parte) all’overtourism?
Su questo tema Fracchiolla non ha dubbi:
«Sì, la tendenza turistica verso i piccoli borghi è in parte una risposta all’overtourism nei grandi centri italiani. Molti turisti cercano esperienze più autentiche e meno affollate, che i piccoli borghi possono offrire. Inoltre, questo trend è anche guidato dal desiderio di contatto con la natura, di riscoperta delle tradizioni locali e di un turismo sostenibile, fattori che vanno oltre la semplice evasione dai luoghi sovraffollati»
Di quali servizi hanno bisogno i turisti dei piccoli borghi?
Ci sono diverse peculiarità specifiche legate alle esigenze dei turisti nei piccoli centri:
«I turisti che visitano i piccoli borghi italiani apprezzano l’autenticità e il fascino di questi luoghi e sono sempre più interessati a scoprirne la cultura, le tradizioni e la gastronomia locale, elementi che i piccoli borghi riescono a offrire in modo unico rispetto alle destinazioni turistiche più grandi e affollate. Ma spesso trovano carenti alcuni servizi essenziali»
Il direttore didattico dello IET elenca alcuni dei servizi che a suo parere sarebbe importante fornire nei piccoli centri:
- Opzioni di alloggio, come piccoli hotel boutique e case vacanza, inclusi alloggi accessibili per persone con disabilità;
- Migliorare i collegamenti con mezzi pubblici, navette e parcheggi con navetta verso i centri storici può rendere i borghi più accessibili;
- Fornire punti di informazione e mappe turistiche in diverse lingue e migliorare la segnaletica sono essenziali per orientare i visitatori;
- Potenziare la copertura Wi-Fi e offrire app turistiche, audioguide scaricabili e pagamenti elettronici migliora l’esperienza turistica;
- Offrire pacchetti di esperienze autentiche, come tour guidati e degustazioni enogastronomiche, per valorizzare la cultura e le tradizioni locali;
- Garantire una buona offerta di ristoranti e caffè che propongano piatti tipici locali e opzioni per esigenze alimentari diverse;
- Adottare pratiche sostenibili per gestire il turismo, preservare l’ambiente e la cultura dei borghi.
Esperto in Marketing del Borgo e Consulente per il turismo sostenibile: ci spiega il loro ruolo?
Partiamo dal primo: l’Esperto in Marketing del Borgo si occupa di promuoverlo attraverso «strategie mirate, valorizzando le sue peculiarità e attrarre turisti e investimenti». La seconda figura è più tecnica:
«Il Consulente per il Turismo Sostenibile guida le destinazioni nella creazione di pratiche turistiche ecologiche e responsabili, garantendo un equilibrio tra sviluppo turistico e preservazione ambientale. La formazione spazia dalle conoscenze di Associazione dei Borghi più belli d’Italia/Associazione Borghi Autentici d’Italia/Bandiera Arancione del Touring Club Italiano (cosa sono e di cosa si occupano) a come è possibile valorizzare i piccoli borghi, i parchi, cammini e sentieri ricercati dai turisti di tutto il mondo»
Come sono i piccoli borghi più attrattivi?
Secondo IET, ci sono diverse aree italiane dove l’interesse turistico verso i piccoli borghi sta crescendo particolarmente. Tra queste, spiccano i borghi toscani di San Gimignano e Montepulciano, l’Umbria con Spello e Assisi, i borghi piemontesi di Alba e Barolo. Poi per la Campania, Ravello e Positano sulla Costiera Amalfitana e tanti altri paesi nel resto d’Italia.
«Sono piccoli centri disseminati in angoli caratteristici del nostro Paese, dove è possibile respirare una forte identità, una storia antica e caratteristica, un paesaggio ricco di panorami mozzafiato e una cultura enogastronomica tipica del posto. Questo rappresenta anche una risorsa importante per la valorizzazione e la sostenibilità del patrimonio culturale del Paese, offrendo ai turisti esperienze uniche e autentiche»
Vi ispirate a qualche esperienza straniera?
Ben essendo un modello unico, lo sviluppo di un turismo “lento” legato alle peculiarità dei piccoli borghi è una tendenza molto europea. Per questo lo IET ha alcuni benchmark esteri di riferimento:
«La Francia ha sviluppato modelli di promozione per piccoli villaggi e la sostenibilità turistica, mentre i Paesi Bassi offrono eccellenti esempi di strategie sostenibili integrate nel turismo. Questi approcci possono guidare lo sviluppo di figure professionali in Italia simili a quelle impiegate nell’offerta turistica di queste nazioni»








