Lasciati conquistare dalle forme geometriche e massicce dei 10 edifici brutalisti più instagrammati del mondo e scopri come l’ingegno di grandi architetti sia riuscito a svelare la bellezza nascosta di materiali grezzi e all’apparenza monotoni.

Cattedrali gotiche, castelli affascinanti, celebri monumenti riconoscibili in tutto il mondo, l’architettura racconta momenti significativi della storia di un popolo o di una città, ed è proprio per questo che viene apprezzata e preservata da privati ed enti culturali ed artistici.

Con l’esplosione dei social, molti turisti alla ricerca di mete famose per la loro architettura condividono con i propri follower la bellezza di palazzi e monumenti noti e antichi, come ad esempio il Colosseo, e il fascino nascosto di strutture inusuali ma capaci di attirare l’attenzione. Tra questi sono da menzionare gli edifici in stile brutalista, un mix di sobrietà moderna e design geometrico che non lascia indifferenti.

Se non hai ancora scelto la destinazione per il ponte del 25 aprile o un 1° maggio alternativo, acquista un biglietto aereo, usufruisci del servizio fast track per rendere il tuo viaggio più comodo, e parti alla scoperta dei palazzi brutalisti più instagrammabili del mondo.

Cos’è il brutalismo?

Stile architettonico che ha dominato lo scenario urbanistico mondiale tra gli anni ’50 e anni ’70, il brutalismo si è sviluppato come risposta alla necessità di ricostruire rapidamente quello che rimaneva delle città nel secondo dopoguerra. Caratterizzato dall’uso di materiali grezzi, economici e funzionali, come ad esempio il cemento a vista, e da forme monumentali e geometriche, il suo nome deriva dalla parola francese “béton brut”, che significa “cemento grezzo”.

​Il brutalismo ebbe il suo epicentro iniziale nel Regno Unito e si diffuse rapidamente in Europa e nel resto del mondo. Tra i suoi pionieri, si possono citare personaggi importanti come Le Corbusier e Paul Rudolph.

Oggi è possibile osservare diversi palazzi in stile brutalista in Europa e nel mondo. La loro estetica così inusuale è capace di attirare immediatamente gli sguardi e non ha tardato a diventare la protagonista di innumerevoli scatti condivisi sui social.

Scopri anche tu la bellezza di queste strutture e ammira i dieci edifici brutalisti che i content creator condividono di più su Instagram.

Quali sono i 10 edifici brutalisti che non puoi perderti?

In Europa e nel mondo vi sono molte città note per la loro architettura. Da Bilbao a Bordeaux, le destinazioni sono molteplici.

Chi desidera, però, fare un gig-tripping dedicato all’esplorazione delle strutture brutaliste, non può perdersi alcuni edifici molto interessanti, presenti sia in Italia che all’estero.

Ecco i più visitati e instagrammati.

Torre Velasca, simbolo brutalista della moderna e vivace Milano

Icona dell’architettura meneghina e un perfetto esempio di stile brutalista, la Torre Velasca si trova nel nel pieno centro di Milano. Con i suoi vertiginosi 106 metri d’altezza e i piani superiori che si allargano, quasi a ricordare un fungo, è diventata in breve tempo un soggetto amatissimo dai content creator di Instagram.

Progettata dallo studio di architettura BBPR, la sua costruzione risale agli anni ’50, in pieno boom economico italiano, e il suo scopo era quello di simboleggiare  la rinascita e l’innovazione della città dopo la devastazione della Seconda Guerra Mondiale.

La Torre Velasca presenta una struttura in cemento armato lasciata a vista ed è caratterizzata da un inusuale ampliamento dei suoi piani superiori. Quest’operazione, legata all’esigenza di massimizzare lo spazio abitabile in altezza, rappresenta una soluzione ingegnosa dettata dai rigidi vincoli edilizi di epoca.

Con geometrie audaci e giochi di luci e ombre creati dalla trama del cemento, questo palazzo risulta particolarmente fotogenico ed è un soggetto ideale per uno scatto memorabile e originale.

Trellick Tower, uno degli edifici brutalisti più fotografati di Londra

Con i suoi 31 piani e un’altezza di circa 98 metri, la Trellick Tower, situata nel quartiere londinese di North Kensington, è uno degli edifici brutalisti più noti e fotografati del mondo. Progettata dall’architetto di origine ungherese Ernő Goldfinger e completata nel 1972, incarna perfettamente il linguaggio estetico del brutalismo.

Il complesso fu originariamente concepito come una soluzione abitativa popolare nel periodo post-bellico. Tuttavia, nei primi anni dopo la sua costruzione, la Trellick Tower fu oggetto di aspre critiche a causa dei problemi sociali e strutturali che affliggevano gli edifici di edilizia popolare dell’epoca. Fu solo negli anni ’80 che la percezione dell’edificio iniziò a mutare, grazie all’attenzione crescente dei fotografi, artisti e appassionati di architettura che vedevano nella torre un esempio di bellezza e originalità.

Oggi questo palazzo è considerato un patrimonio modernista britannico ed è stato inserito nell’elenco degli edifici di interesse storico artistico, a riconoscimento del suo valore architettonico e del suo significato culturale. Grazie alla sua silhouette distintiva e al fascino vintage, la Trellick Tower è diventata un soggetto prediletto su Instagram, dove le immagini dell’edificio catturano la sua maestosità e il suo impatto visivo inconfondibile.

Unité d’Habitation – Cité Radieuse, il capolavoro architettonico nel cuore di Marsiglia

Uno dei progetti più iconici del movimento brutalista è l’Unité d’Habitation, conosciuta anche come Cité Radieuse, situata a Marsiglia, in Francia. Questo complesso residenziale è stato ideato dal celebre architetto svizzero-francese Le Corbusier ed è stato completato nel 1952.

Immaginata come una “macchina per abitare”, in grado di  offrire ai suoi abitanti tutto il necessario per vivere comodamente in un ambiente urbano densamente popolato, questa struttura è alta 56 metri e accoglie 337 appartamenti disposti su 12 piani.

Ciò che rende l’Unité d’Habitation distintiva è l’uso innovativo del cemento armato, un simbolo del movimento brutalista. La facciata è caratterizzata da balconi profondi e colorati, che rompono la monotonia del cemento e aggiungono un tocco di vivacità al complesso.

Edificio brutalista fotogenico e originale, l’Unité d’Habitation è molto apprezzata sui social e non manca di conquistare ancora oggi i fotografi di tutto il mondo.

Boston City Hall, una splendida espressione di brutalismo negli USA

Il Boston City Hall, situato nel cuore del Government Center di Boston, è stato progettato dagli architetti Kallmann McKinnell & Knowles e inaugurato nel 1968.

Punto di riferimento fondamentale per la città, presenta un design che riflette i principi fondamentali del brutalismo. Vi è infatti un uso predominante del cemento faccia a vista, sono presenti ampie campate e l’estetica è austera e monumentale. L’edificio si compone di una serie di blocchi a sbalzo che si sovrappongono, creando non solo un gioco di volumi ma dimostrando anche una complessa organizzazione spaziale interna.​

​Concordemente considerato uno degli edifici più audaci della sua epoca, il Boston City Hall ha goduto inizialmente di grande favore tra gli architetti e i critici per la sua innovativa interpretazione dell’architettura pubblica. Tuttavia, il suo aspetto severo e la sensazione apparentemente inospitale che infonde hanno suscitato critiche tra il pubblico generale, tanto da essere stato occasionalmente definito antipatico o alienante. Nonostante ciò, nel tempo è stato rivalutato e oggi è una delle strutture brutaliste più apprezzate sui social e non solo.

Habitat 67, un progetto innovativo presentato all’Expo Montréal

Costruito in occasione dell’Expo 67 di Montréal, in Canada, Habitat 67 è un complesso considerato tra i migliori modelli di architettura modernista per comunità urbane. Si tratta di uno dei primi tentativi di creare un edificio residenziale che combinasse la densità abitativa con l’estetica del brutalismo, focalizzandosi su temi di modularità e prefabbricazione.

Il palazzo è composto da 354 unità prefabbricate, disposte in una configurazione modulare che crea una serie di terrazze giardini e spazi aperti. Le unità abitative sono posizionate una sopra l’altra in un modo che ricorda un gioco di costruzioni, generando una sensazione di dinamismo e movimento. Ogni unità offre diverse viste della città e del fiume San Lorenzo, poiché il design intentava massimizzare la luce naturale e la ventilazione in ogni spazio abitativo.

L’idea centrale dietro al design di Habitat 67 era quella di fornire una soluzione alle sfide dell’urbanizzazione, offrendo l’intimità di una casa unifamiliare con la convenienza di appartamenti residenziali. L’originale uso del cemento a vista dà all’intero complesso un aspetto robusto e solido

Tra gli edifici più fotografati a Montréal, Habitat 67 è certamente uno sfondo ideale per molte foto su Instagram

The Barbican Estate, uno degli edifici brutalisti più suggestivi d’Inghilterra

Situato nel cuore della City di Londra, il Barbican Estate è un complesso residenziale che spicca per la sua audace estetica in cemento armato.

Costruito tra il 1965 e il 1976, è stato concepito come parte integrante del Barbican Redevelopment Scheme, un ambizioso piano di riqualificazione urbana in un’area che era stata pesantemente danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. L’edificio ospita oltre 2000 appartamenti, disposti in tre torri residenziali, blocchi di alloggi e terrazze. La sua struttura è caratterizzata da forme angolari e massicce superfici di cemento grezzo a vista, tipiche del linguaggio brutalista.​

Oltre agli appartamenti, il Barbican Estate comprende una vasta gamma di strutture culturali e ricreative. Da menzionare il Barbican Centre, uno dei più grandi centri artistici in Europa. Inaugurato nel 1982, il Barbican Centre ospita teatri, una sala concerti, cinema, una biblioteca e spazi espositivi, rappresentando un vero e proprio punto di riferimento per l’arte e la cultura londinese.

Grazie alla sua maestosa presenza urbana e alla sua storia ricca di significato, il Barbican Estate è diventato un soggetto privilegiato per gli amanti della fotografia e degli influencer sui social media. Su Instagram, l’hashtag #Barbican regala una miriade di scatti che immortalano la bellezza austera e la geometria rigorosa della sua architettura, trasformando ogni sua angolazione in un’opera d’arte visiva.

Renaissance Center, edificio brutalista che impreziosisce Detroit

Il Renaissance Center di Detroit è un complesso di grattacieli che rappresenta perfettamente lo stile brutalista in America.

Progettata da John Portman, questa struttura è composta da sette torri che circondano un hotel centrale.

Il Renaissance Center stato inaugurato nel 1977 e ha da allora dominato l’orizzonte di Detroit, simbolizzando un’epoca di riqualificazione urbana. L’uso esteso di calcestruzzo e vetro e la sua imponenza geometrica fanno del Renaissance Center un soggetto intrigante per i fotografi contemporanei che popolano i social media alla ricerca di immagini dal forte impatto visivo.​

Geisel Library, un edificio funzionale e dall’estetica severa e affascinante

La Geisel Library, situata nel campus dell’Università della California a San Diego, è un simbolo indiscusso dell’architettura brutalista. Progettata dall’architetto William Pereira e completata nel 1970, la biblioteca prende il nome da Audrey e Theodor Seuss Geisel, meglio conosciuto come il celebre scrittore per bambini Dr. Seuss, in onore del loro contributo significativo alla biblioteca e all’università.

L’edificio si distingue per la sua forma inconfondibile. Esso infatti ricorda una grande piramide di vetro sostenuta da costoloni di cemento che si stagliano verso il cielo. Questa costruzione unica è un esempio lampante dell’estetica brutalista, con l’uso predominante di calcestruzzo e vetro che conferisce all’edificio un aspetto robusto e futuristico. La struttura si compone di otto piani. Quelli superiori si allargano a sbalzo sopra quelli inferiori, creando un effetto visivo drammatico e sbalorditivo.

​Sui social media, il fascino visivo della Geisel Library è innegabile. Le sue linee audaci e la sua struttura imponente la rendono un soggetto ideale per la fotografia. Non a caso studenti, turisti e appassionati di architettura provengono da tutto il mondo per ammirare questa meraviglia.

Torres Blancas, l’edificio brutalista di Madrid più condiviso sui social

L’edificio Torres Blancas a Madrid è uno degli esempi più iconici di architettura brutalista nel mondo. Progettate dall’architetto Francisco Javier Sáenz de Oiza negli anni ’60, queste torri bianche rappresentano un simbolo d’avanguardia e di innovazione architettonica.

Il progetto, completato nel 1969, nacque con l’ambizioso intento di rivoluzionare l’edilizia residenziale urbana. Nonostante il nome, che suggerisce una pluralità di torri, Torres Blancas è costituito da un’unica struttura. Alta 81 metri, ospita 23 piani di appartamenti residenziali. Il nome Torres Blancas allude al concetto originale che prevedeva la costruzione di più torri, idea che non fu mai realizzata per questioni di budget e spazio

Oltre ad essere un sito residenziale, Torres Blancas è divenuto un punto di riferimento architettonico e culturale a Madrid. L’edificio continua a ispirare nuove generazioni di architetti e appassionati, ed è spesso oggetto di studi per la sua innovativa concezione spaziale.

La sua comparsa ricorrente su Instagram e altri social media testimonia il suo eterno fascino visivo e culturale. Fotografi e turisti sono attratti dalle sue linee uniche e dall’atmosfera quasi futuristica che si respira nei suoi dintorni.

Freeway Park, un progetto brutalista ambizioso da vedere assolutamente

Inaugurato nel 1976, il Freeway Park di Seattle è un parco urbano che incarna appieno l’essenza del brutalismo. Progettato dall’architetto Lawrence Halprin, il parco fu costruito proprio sopra l’autostrada Interstate 5, creando una sorta di oasi verde nel cuore pulsante della città.

Caratterizzato da terrazze, cascate e passaggi pedonali che si sviluppano su strutture in cemento,  è un perfetto esempio di come il brutalismo possa interagire armoniosamente con la natura.

Realizzato in un’epoca in cui Seattle stava cercando di abbracciare un nuovo voltogreen, il parco rappresentava una brillante innovazione nel design degli spazi pubblici all’epoca della sua costruzione. Oggi, è un punto di riferimento non solo per i local, ma anche per gli appassionati di architettura brutalista che lo considerano una tappa imperdibile.

Negli ultimi anni, Freeway Park ha visto crescere il suo status come location fotografica molto popolare sui social media. Le sue forme scultoree e le linee moderne lo rendono un soggetto perfetto per le fotografie d’arte. La luce che penetra tra le strutture in cemento crea invece effetti spettacolari ideali per le piattaforme visive come Instagram.